Centrale a biomasse di Apiro, qualcosa non quadra
Il consigliere provinciale del Pdl Noemi Tartabini chiede alla Provincia lumi sulla struttura che sarebbe stata edificata troppo vicina alle case e che sarebbe entrata in funzione prima di avere tutte le autorizzazioni necessarie
Dal consigliere provinciale del Pdl Noemi Tartabini, riceviamo:
“Sono state recentemente formulate due interrogazioni indirizzate sia al Settore Ambiente che all’Urbanistica della Provincia di Macerata in merito alla Centrale a Biomasse realizzata nel Comune di Apiro ed inaugurata nel Marzo del 2009. L’investimento, avente come obiettivo il riscaldamento di alcuni edifici comunali, è risultato ingente ed ha richiesto una variante urbanistica tramite delibera di Consiglio Comunale trasformando una zona destinata a parcheggi pubblici in servizi e impianti tecnologici a ridosso del centro abitato, a circa 40 metri di distanza, dove una norma specifica vieta l’edificazione. Gli abitanti sono esposti, a seconda dei venti dominanti, ai fumi affatto gradevoli senza tener conto delle sostanze emesse che a causa della vicinanza e della quota del camino (camino realizzato a quote inferiori rispetto alle abitazioni) , non possono disperdersi nell’ambiente ma colpiscono direttamente chi risiede in prossimità. Inoltre il sito dove è collocata la centrale in questione nello scorso anno è stato interessato da una notevole frana che ha coinvolto la centrale stessa la quale, grazie ad alcune paratie di pali, a protezione dell’impianto, sembrerebbe non aver riportato danni. Un altro aspetto che non può essere tralasciato è quello relativo al fatto che l’impianto è stato acceso e reso funzionante in data precedente al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni cosicché l’Ufficio Ambiente della Provincia ha provveduto ad inoltrare specifica informativa di reato alla Procura della Repubblica territorialmente competente. Prezioso il lavoro di comitati e associazioni del luogo (“No centrale biomasse nel centro storico”, “Marche per rifiuti zero” e Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente della Vallesina Onlus) che fin da subito hanno monitorato la situazione e fatta sentire la loro voce a tutela della più fondamentale logica igenica – sanitaria e quindi della salute. Sono compiaciuta dell’atteggiamento della Provincia nel richiedere documentazione integrativa e chiarimenti urbanistici ed edilizi al comune di Apiro, mentre per gli aspetti ambientali la normativa consente solo la verifica dei limiti delle emissioni imposti per legge”.
