Traffico internazionale di cocaina
Arrestato uno skipper civitanovese
La Squadra Mobile di Macerata, in collaborazione con la polizia croata e la DEA americana ha bloccato un carico da quasi 200 chili di sostanza per un valore di 5-6 milioni di euro. Milivoj Sango era molto vicino al capo dell'organizzazione
di Alessandra Pierini
Quasi 200 chili di cocaina, trafficanti di droga coinvolti nel mercato internazionale, movimentazione di centinaia di migliaia di euro, grosse imbarcazioni d’altura e diverse skipper tra i quali Milivoj Sango, skipper di nazionalità croata, ma residente da almeno 15 anni a Civitanova dove è molto conosciuto: sono questi gli ingredienti di una maxi operazione antidroga che ha coinvolto due continenti e ha visto la Squadra Mobile di Macerata protagonista al fianco della polizia croata e della DEA americana.
«Per noi è stato un grande privilegio – ha sottolineato Alessandro Albini, capo della squadra mobile di Macerata – affiancare tanti corpi stranieri nell’operazione. Siamo orgogliosi dell’attività svolta. Eravamo partiti per seguire un filone di criminalità nazionale e invece ci siamo trovati ad affrontare qualcosa di ben altre dimensioni. Abbiamo ricevuto messaggi dalla direzione antidroga italiana ma anche dal Ministero dell’Interno Croato e per noi non può che essere motivo di prestigio».
Tutto è iniziato verso la fine dello scorso anno, la Squadra Mobile della Questura di Macerata aveva avviato un’articolata attività di indagine finalizzata ad una vasta azione di prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, sulla scorta degli arresti e sequestri operati dalle varie Forze di Polizia, nell’ultimo periodo, nella fascia costiera della provincia. In particolare l’attenzione degli investigatori era rivolta allo skipper civitanovese che, secondo fonti confidenziali ed attendibili, sarebbe stato implicato in diversi episodi di spaccio e/o traffico di sostanze stupefacenti.
L’attività di indagine, condotta anche con l’ausilio di presidi tecnologici, coordinata dalla locale Procura della Repubblica nel suo sviluppo, ha presto assunto una dimensione transnazionale tanto che gli investigatori, convocati a Roma presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, sono stati messi al corrente del fatto che l’attività condotta a livello locale, andava ad inserirsi in una più ampia e complessa operazione guidata dalla polizia croata che stava indagando su un sodalizio criminale attivo nel paese balcanico, con interessamento della DEA americana, per la presenza di alcuni soggetti di etnia sudamericana. Il traffico di sostanze stupefacenti in particolare, di cocaina, messo in piedi da tale organizzazione internazionale prevedeva ingentissime movimentazioni di droga tra il Sud America e l’Europa, con l’utilizzo di grosse imbarcazioni d’altura che sfruttando rotte collaudate e ben conosciute dai criminali, si proponevano di rifornire i mercati del vecchio continente. In particolare le indagini hanno coinvolto due barche. Una delle due era pronta a partire quando, per un danno ad una parte della barca, la partenza è stata rinviata. L’investigazione, comprensibilmente assai complessa per la presenza di Forze di polizia appartenenti a più nazioni, ha subito un’imprevista accelerazione nei primi giorni di maggio, visto che l’imbarcazione dei trafficanti, monitorata nel percorso che avrebbe dovuto seguire verso l’Europa (l’obiettivo era quello di seguire tutto il suo percorso fino a destinazione), a causa di problemi tecnici legati all’utilizzo delle sofisticate tecnologie messe in campo, è stata bloccata nelle acque della Martinica francese per evitare che se ne potessero perdere le tracce.
L’esito è stato comunque positivo, dato che i poliziotti francesi collaborati dagli agenti della DEA, sono riusciti a sequestrare un carico costituito da 180 chili di cocaina purissima suddivisa in panetti per un valore complessivo di 5-6 milioni di euro. Immediatamente sono stati arrestati i due occupanti di nazionalità croata e l’imbarcazione è stata sequestrata. L’imprevista quanto positiva evoluzione dell’operazione ha portato all’arresto da parte della Polizia croata di altri tre pericolosi soggetti ritenuti al vertice del sodalizio criminale che aveva la sua base operativa proprio nel paese balcanico.
Lunedì notte anche l’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile si è concretizzata quando gli agenti della locale Sezione Antidroga hanno dato esecuzione ad un provvedimento internazionale di cattura, arrestando proprio lo skipper civitanovese Milivoj Sango che è stato trasferito nel il carcere di Ancona-Montacuto a disposizione della competente magistratura croata, che ne richiederà l’estradizione. In base al codice penale croato, l’arrestato rischia fino a 40 anni di carcere. Lo skipper, pur non essendo una figura apicale dell’organizzazione, era molto vicino a Zlako Ugarkovic tanto che, nei mesi scorsi, con lui aveva fatto un sopralluogo alle Antille Olandesi proprio per stabilire i dettagli del viaggio che sarebbe durato due mesi. Rintracciato anche uno studio dei venti in base al quale questo periodo era molto favorevole per la traversata oceanica dal Sud America fino all’Europa e in particolare ad un porto italiano, al quale era destinato metà del carico. Il resto sarebbe stato trasferito in Croazia.
Il capo Ugarkovic è stato invece arrestato la scorsa notte in Austria mentre cercava di darsi alla fuga. Essendo l’unico in contatto con la barca, è stato anche l’unico a sapere che c’erano dei problemi e il primo a scappare. Gli altri arrestati sono i croati Ivan Sango, nipote dello skipper civitanovese, Mandic Milan, Drazen Miletic e Elvis Muzanovic.
Il lavoro per gli investigatori non finisce qui. Molto è infatti il materiale raccolto in un anno, a partire dalle centinaia di migliaia di telefonate che serviranno a ricostruire la strada del carico.
(foto Picchio)













No comment!
Complimenti alla Squadra Mobile, alla Sezione Antidroga di Macerata e al dott. Alessandro Albini. E’ un colpo eccezionale, che dimostra ancora una volta la centralità delle rotte adriatiche nell’arrivo in Italia dell’eroina dall’Afganistan e della cocaina dal Sud America.
Ed è anche un elemento di riflessione per quanti, anche nelle istituzioni, continuano a sostenere che le Marche sono esenti da un radicamento della criminalità organizzata. Una struttura criminale così complessa non può operare se non ha in zona solide basi, appoggi, strutture logistiche, reti autonome di spaccio.
Congratulazioni per la stupenda operazione internazionale che è riuscita a smantellare questa organizzazione criminale !!!
Fortunatamente ci sono ancora persone che sanno fare bene il loro mestiere !!!
“Skipper civitanovese di nazionalita’ croata”….!!!???
e che vordi’???
è civitanovese o croato???
i compari sono croati, questo è sicuro…
come fa ad essere civitanovese uno di nazionalita’ croata?….
o essendo della CASA COMUNE EUROPEA la nazionalita’ non dobbiamo piu’ guardarla???!!
mah.!..che tristezza…!!
Direbbero a Roma…..an vedi, sto fijo de na’mign….! Sicuramente si era mimetizzato bene nell’ambiente
“marinaro” di Civitanova, oserei dire integrato, oppure pensate che un Croato o più si possano muovere
in un Paese straniero, mettere in piedi l’organizzazione, senza avere conoscenze, frequentazioni, amicizie,
non dico complici (questo lo stabiliranno le indagini) nella nostra Cittadina? Non c’è da offendersi se i
titoli dei “media” usano l’aggettivo civitanovese, d’altronde è qui che si muoveva, con tutte le specifiche
del caso. Sintetico e preciso come sempre, il commento dell’Avv. Bommarito ai complimenti del quale
rivolti alle Forze dell’ordine mi unisco con espressione sincera. Al sig. “x y” suggerisco, anzichè frignare
perchè spunta la parola “civitanovese”, di esprimere il suo senso civico e se nota qualcosa di strano dai
suoi paraggi magari segnalarlo ai Tutori della Legge. E’ molto più utile.
FRIGNARE: Sinonimi: belare, frignolare, lamentarsi, gemere, guaire, mugolare, piagnucolare, singhiozzare, vagire
Il signor OTTO E MEZZO in merito al mio post ha usato questo termine……..quanto mai improprio.
La mia voleva essere una espressione di indignazione nei confronti di una grave situazione che da tempo si è venuta a creare ed ad ampliarsi in maniera esponenziale nel nostro territorio attraverso infiltrazioni straniere….
Per quanto riguada il senso civico e la segnalazione ai tutori dell’ordine , spero che anche lei, cosi’ come me e la maggior parte dei cittadini, lo metta in pratica.
Buttate via la chiave.