Multe nulle se la sanzione
viene emessa da un vigile fuori servizio
Sentenza del tribunale di Camerino che accoglie il ricorso di un automobilista di San Severino assistito dall'avvocato Giampaolo Cicconi
Fare multe quando non si è in uniforme? È illegittimo, almeno per i vigili della polizia municipale. È questo quanto emerso da una sentenza emessa dal Tribunale di Camerino che ha accolto la richiesta di ricorso da parte di Fabio Baleani, 53enne di San Severino, assistito dall’avvocato Giampaolo Cicconi, multato nel dicembre del 2005. Per precisione, la multa era arrivata a carico della moglie dell’uomo, Domenica Turi, 50 anni, a cui era intestata la macchina, per una serie di infrazioni sanzionate con la sospensione della patente per tre mesi, la decurtazione di 15 punti dalla patente e intorno ai 300 euro di ammenda. Da lì lo sbigottimento da parte di entrambi. L’uomo quel giorno si stava recando a Gagliole, dove lavora, accanto al cementificio, e nel percorrere la strada provinciale 361 era stato avvistato dalla vigilessa Pomiri, fuori servizio, ma attenta a prendere il numero di targa e procedere con la multa. Ovviamente, i due settempedani, avevano provveduto a fare ricorso, ma la dottoressa Marisa Buresti, ora in pensione, aveva dato ragione al Comune di Gagliole.
L’avvocato Cicconi aveva così provveduto alla richiesta di archiviazione da parte della Prefettura di Macerata, ma il dottor Calvagna aveva risposto con un’ordinanza d’ingiunzione, che avrebbe potuto addirittura duplicare la multa, e che costringeva a presentarsi di fronte al Giudice di Pace. Fino a oggi. Secondo il Tribunale, i vigili della Polizia Municipale non sono pubblici ufficiali e, di conseguenza, non possono notificare infrazioni “fuori servizio”, al contrario di quanto accade per Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, che sono in «servizio permanente».
Starà, quindi, alla Prefettura di Macerata provvedere al pagamento delle spese legali sostenute dalla signora pari a 2500 euro.


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