Pier Paolo Rossi: “Ecco perchè ho lasciato il Pd e mi sono candidato con Corvatta”
Civitanova verso le elezioni
Non ha stupito i più la presenza di Pier Paolo Rossi, ormai ex Pd, all’interno della lista Uniti per Cambiare a sostegno del candidato Corvatta. Da tempo ormai le posizioni di quella che veniva etichettata come “minoranza del Pd” erano emerse anche sulla stampa e Rossi, uscito dal coordinamento cittadino, spiega così le sue motivazioni in una nota:
“Questi giorni concludono un percorso, un progetto che ho iniziato un anno e mezzo fa quando ho deciso di iscrivermi al Partito Democratico e seppur schierato nella lista in competizione con quella relativa all’eletto Segretario Silenzi ho avuto sin da subito l’onore di partecipare al coordinamento cittadino e di entrare a tutti gli effetti nel gruppo “dirigenziale” del PD civitanovese. Credo, in questi 18 mesi, di aver fatto un buon lavoro per la mia crescita personale e per quella del partito democratico stesso portando avanti piccole battaglie all’interno del partito, per cercare di legittimare il sacrosanto diritto di pensiero. Prendo atto però, con estremo rammarico, della determinazione del Segretario Silenzi nel non aver sostenuto la mia candidatura nelle liste del PD assumendo politicamente infondate ragioni di opportunità. Ho assistito quindi sostanzialmente ad una mia esclusione dalla vita politica attiva del PD e dalla possibilità di rappresentare all’interno del partito e nella vita amministrativa di questa città quelle idee che probabilmente avrebbero potuto arricchire tutti nel confronto e nel dibattito che in genere caratterizzano la vita democratica. Per questi motivi con rammarico, mi sono visto costretto a dare le dimissioni da tutte le cariche di partito ritenendo di poter dare il mio contributo politico alla vita amministrativa di questa città in liste civiche e al fianco di persone, come Tommaso Corvatta, che possano apprezzare le mie idee o che comunque riescono a considerare il mio fare politico una risorsa e non un ostacolo; questo comunque con la speranza che in un prossimo futuro il PD vorrà riconsiderare le sue posizioni aprendosi a tutti e non solo a coloro che sono solidali col suo Segretario”.

ma questa è una notizia? veramente interessa a qualcuno dove va Rossi che oramai in pochi anni di politica ha già cambiato 3 partiti (tradizione e sviluppo, pd e ora uniti per civitanova)? comunque Doria, con i sui ben 6 cambi di casacca (ccd, fi, pdl, udc, l’ancora e ora marinelli) è ancora lontano…
Ahahahahahah……..ma faccio ancora così tanta paura?…..nonostante tutto sono ancora un pericolo così grande per il vostro sistema servile?…..per la precisione 5 anni fa mi candidai in una lista civica e oggi anche…..per me contano le persone…..per quelli come voi, caro anonimo, contano i propri interessi…..e comunque io non mi devo nascondere, io ci metto il nome e la faccia…..lei no…..che sia una questione di dignità?
Lasciare un partito perché in esso regna il totalitarismo più biego, apparati e sistemi da nomenclatura è sicuramente discutibile per chi ancora nonostante tutto rimane nel PD civitanovese cercando di cambiarne o per lo meno di migliorarne la posizione. Comunque ognuno è libero nelle sue scelte. E’ da evidenziare, ancora una volta, come persone nuove che si avvicinano con atteggiamento partecipativo, ogni partito ma soprattutto il PD è nato per essere inclusivo e espressione di ogni sua componente, si ritrovano denigrati e marginalizzati da una segreteria arroccata su posizioni personalistiche e uniriferenziali che, unico e essenziale aspetto, allontana gli elettori. Ciò significa l’insuccesso della linea politica della dirigenza, l’incapacità di essere al passo con i tempi. Primarie docet.
Pier Paolo , “L’ ALTRO PARTITO DEMOCRATICO ” , ti e’ vicino.Personalmente comprendo le ragioni della tua scelta sofferta .Sono convinto che mutate alcune condizioni del pd locale , ritornerai con noi.Adesso mi auguro vivamente tu venga eletto.
PER LA CIVITANOVA CHE SARA’ ! .
Caro Diogene, quello che lei dice è vero…..la mia scelta, come dice Mirco, è stata sofferta…..l’epurazione era nell’aria dal lunedì seguente le Primarie…..mi sono iscritto al PD per quello che rappresentava nelle idee e nei principi espressi nel suo statuto…..figure giovani come Debora Serracchiani, Matteo Renzi e soprattutto Giuseppe Civati mi avevano convinto che ci potesse essere lo spazio per fare la vera politica….il mio interesse non è per le cariche politiche ma per la buona amministrazione del nostro territorio….purtroppo le logiche interne al partito non permettono di lavorare in tal senso….credo di poter dare, anche facendo la scelta che ho fatto, un contributo per cambiare o migliorare la posizione del PD civitanovese…..Il PD è un partito nazionale pluralista e aperto, non una sorta di setta locale, graniticamente strutturata ed impenetrabile!
Io e lei abbiamo solamente scelto due strade differenti per raggiungere il cambiamento che sogniamo!
Quanta demagogia signor Rossi. Cerca di raccogliere la simpatia degli elettori facendo la vittima. La verità ed è nei fatti è che lei si è dimesso dal Pd perchè non le hanno dato un posto in lista. Siete tutti bravi a parlare…
Ciavattini invece lo ringrazio per avermi fatto sorridere. Quella dell’altro Pd mi mancava. Dall’Idv adesso è passato all’altro Pd. Ah, ah, ah
Un grande augurio a Pier Paolo che da tempo alla ricerca di un approdo politico abbia finalmente trovato il suo sacro Gral, e possa finalmente dare il meglio di se stesso. La scelta di Pier Paolo di uscire dal partito è una scelta autonoma , la sua solitaria scelta non coinvolge l’ AREA DEM di Civitanova Marche di cui sono un esponente eletto nell’assemblea provinciale del PD, quindi non è il frutto di una dissociazione di una parte culturale del PD. L’essere minoranza non è una condizione ostativa e non determina il non inserimento nella liste del PD, il gruppo dirigente ha fatto le sue valutazioni e ha scelto il meglio per la città, scelta ratificata poi dall’assemblea con soli due voti contrari. Ciò non ha turbato i tanti militanti che non sono stati inseriti nella lista, e che hanno accolto serenamente le decisioni del gruppo dirigente , la militanza politica, il fare politica non si esplicita solo se si è candidati a qualche posto di rappresentanza pubblica. Non mi riconosco quando afferma che non si può contribuire alla discussione interna, nella fase antecedente le primarie la discussione nel PD si è svolta, si è prodotto materiale politico per la gestione del territorio, nessuno vi è stato escluso, e sono state recepite idee e suggestioni di tutti i presenti che hanno voluto presentarle , le riunioni non erano solo aperte alla maggioranza, c’erano tutti quelli che a prescindere dalla loro area di riferimento avessero avuto voglia di parteciparvi. Le divergenze ci sono state solo sui nomi, e una volta venute meno le candidature ( per loro autonoma scelta ) le candidatura dei compagni Ghio e Bigoni , poi era nostro dovere come minoranza sostenere il segretario, anche questo è un segno, un dovere quando ci si richiama all’appartenenza di una comunità politica IL PD è un partito in continuo rinnovamento , non può essere appannaggio dei soliti, far parte della comunità politica come quella del PD è esserci e non esserci a seconda che ci siano condizioni favorevoli per se stessi. Un partito non è un albergo a ore.
“UN PARTITO NON E’ UN ALBERGO A ORE”. Condivido in pieno ed era ora che chi non crede si facesse da parte. Peccato che la decisione è stata presa nel momento in cui si è trovato un posto dove collocarsi visto che nel Pd non c’era.
E’ bella e triste insieme l’immagine del partito “albergo a ore” e sempre più spesso, almeno nella politica locale e in particolare in questo periodo elettorale, si assiste a entrate e uscite che stanno a evidenziare una mancanza di coerenza, o una difficoltà alla coerenza. Si può non condividere la linea maggioritaria di un partito ma alla fine ci si dovrebbe sforzare di trovare insieme una sintesi.
Invece si è assistito ad una contrapposizione feroce, improntata su metodi meschini che hanno solo gettato fango sulle persone e messo in cattiva luce una realtà politica che a differenza delle altre ha comunque e sempre dimostrato una democraticità nel dibattito e nei metodi.
Rossi ha fatto la sua scelta, la sintesi non si è trovata, il fallimento è anche suo, non addossi le colpe solo altrove.
Un altro albergo a ore è sempre pronto. Fanno grandi affari solitamente!
Il mio commento, Sig. Rossi Pierpaolo, non era denigratorio, ognuno ha il sacro e santo diritto di promuovere le sue idee, le sue posizioni e le sue scelte come meglio ritiene opportuno, dato che ha preso un sacrosanto impegno con i propri elettori. Il dibattito, lo scambio di pareri di pensieri può essere tranquillamente interno a un partito o fra esponenti di diversi partiti o liste civiche. Guai se ciò verrebbe meno, mancherebbe uno dei cardini della democrazia, la partecipazione. Mi scuso se con la sua risposta offre il fianco a chi ancora oggi non ritiene opportuno che ciò avvenga e soprattutto conduce un ragionamento intriso di politichese parlando di non dissociazione di aree o di parti culturali interne a un partito quando, compreso lei, ben tre esponenti di quell’area sono dimissionari. Mi scuso ancora con lei quando qualcuno la taccia di perseguire mire personalistiche affermando che ci sono state divergenze sui nomi, affermazione non solo insolente, ma soprattutto denigratoria, irriverente, e fondamentalmente stupida, dato che le istanze e le idee apportate nel dibattito di quella o di quell’altra area, corrente o parte culturale non viene ammessa nelle liste dei candidati consiglieri, mandando al macero tutti i votanti elettori che hanno sostenuto quei nomi, in altre parole non si può difendere la posizione della dirigenza del partito che operando per il bene della città ne esclude di fatto una parte. Alla prossima discussione.
@ Diogene quella parte non finisce con un nome, e non è solo un nome, e se una dirigenza esprime una valutazione su un nome altro non fa che esercitare il suo ruolo di dirigenza che seleziona quadri dirigenti ed investe sul futturo. Le divergenze del sign Rossi sono fondate su una accusa di Zarismo ,o di eccesso di personalizzazione del dirgente capo, ma la domanda che sorge spontanea è ” ROSSI o MORTE” l’area ha solo Rossi? Ma quale è il progetto del signor Rossi? un posto in lista ? tutto qui ? tutta l’area è in funzione della sua persona? che ne è del progetto congressuale che doveva portare il compagno GHIO a Sindaco di Civitanova? Mi sembra che l ROSSI DE VIVO CATIA tutti abbiano una caratteristica comune , un grande smisurato ” io ” e poca chiarezza , i tre silenti per due anni esplodono allavigilia della scelta dei nomi, i tre dovrebbero dirci come, quando e in che modo hanno contribuito al dibattito interno, o cosa hanno prodotto di pubblico oggi cavalcare l’onda antipartititca è fin troppo facile, e scontato atteggiarsi a innovatori, quando per due anni non si è visto il frutto di qquesta innovazione. E la grande presunzione dei trea che senza loro non c’é dibattito culturale , o meglio senza di loro come figure pubbliche non possa continaure il dibattito interno ad un partito.
Agli pseudonimi MAXWALTER, viola speranza, francesco dolci, osvaldo ciocci….C’è un detto civitanovese che dice:”La messa ‘dè per chi la scòrda non per chi la dice!”
Chissà perchè tutti quelli che fanno delle affermazioni non gradite si nascondono dietro pseudonimi. Fortuna che ci sono persone coerenti e leali come il signor Rossi che non avendo trovato un posto nella lista del suo partito, si è accasato in un’altra lista…questo perchè naturalmente ciò che gli sta a cuore non è certamente la poltrona….ah, ah, ah
Una premessa: il mio è un ragionamento generale che prende spunto dai commenti ma non si riferisce al caso specifico che non conosco non essendo Civitanovese.
Fino a quando l’idea della politica ( anche per quelli che si avvicinano per la prima volta) in definitiva si traduce nella pretesa che la politica si possa fare “in lista” o in “consiglio”, assisteremo al turbinio delle porte girevoli delle sedi dei partiti e delle “liste civiche”. La politica dovrebbe essere ben altra cosa: prima l’impegno, la militanza, la disciplina di appartenenza e la coerenza con le regole del partito che si sceglie, il lavoro con proposte,iniziative, ricerca del consenso ( sulle idee ovviamente) e poi come conseguenza un “posto in lista”.
A me quelli che arrivano in un partito perchè sono o si sentono personaggi importanti e pretendono immediatamente un posto al sole proprio non piacciono. Sono i primi ad andaresene se non ricevono quello che ritengono di loro spettanza ( spesso con molta presunzione) e sono quelli che danneggiano per primi la politica e farla diventare uno squallido “albergo ad ore”.
@P.P.ROSSI il suo collega di partito Giorgio Berdini , al quale non mancherà mai la mia solidarietà umana, addebito un solo errore portare all’estremo la sua ” azione di contendibilità” alla leadership nel PD, ottenendo così la sconfitta dell’unico candidato del PD che aveva i numeri. Giorgio ha negli ultimi due anni agito nel territorio per promuovere un suo progetto politico per la città , ammirevole e ben fatto il suo lavoro sulle grotte , un po’ meno sul cavalcavia, ( una mia valutazione), ha fatto campagna pubblica per le primarie ( ma se sono nello statuto del PD? ) e altro. Ha avuto poco consenso di ritorno, me ne dispiaccio, ma non toglie che hadato un colpo alla candidatura di Silenzi.
LEI CATIA DE VIVO cosa avete fatto? Inizialmente avete coagulato delle forze attorno al progetto di eleggere il compagno Ghio Sindaco, ottima cosa e ottima candidatura!. Poi al momento del voto congressuale vi siete divisi tra MODEM E AREADEM, poi post congresso, il nulla è ciò che esternamente si sa del vostro percorso per proporre alla città la candidatura del compagno Ghio., di lei essendo tra quelli che condividevano questo percorso pubblicamente non si trova traccia. Pensare che la candidatura del compagno Ghio passasse all’interno del PD è cosa da fantascienza, l’adesione al nome Silenzi trova ampi consensi sia tra gli iscritti che tra gli elettori del centro sinistra e i voti presi lo stanno a dimostrare. Quindi la candidatura alternativa doveva passare nella città, e avrebbe potuto avere grandi consensi nelle primarie, per ovvi motivi che non ci stiamo a ripetere. Ma nulla avete fatto, tu hai costituito una associazione solo da pochi giorni e solo pro domo tua , quella associazione era da costituire prima e in due anni se avevate voglia di far conoscere Ghio la sua figura sarebbe cresciuta e la sfida sarebbe stata solo su questi due nomi. Non vedo meriti, non vedo cosa hai fatto per restare nel solco di appartenenza alla tua comunità politica, ma hai agito contro, voci fondate dicono che stavi raccogliendo firme per presentare una lista ben prima di uscire dal PD, e tu non eri incaricato dal PD a raccogliere firme per la presentazione della lista del PD, potrebbero essere voci infondate , ma del tuo agire contro il PD è datato, non si limita a sostenere una candidatura .
In questi giorni emerge che spulciando le liste di chi ha votato alle primarie del centrosinistra , si sono trovati nomi di esponenti delle liste civiche a sostegno della candidatura di Mobili. Famiglie storiche del centro destra sono andate alle primarie, funzionari delle Farmacie del comune sono andati al voto, non certo per Silenzi, quanta gente ama Mobili!
Pierpaolo Rossi ,sono anni che giri e cambi partiti .La tua voglkia di eserci potrebbe essere legittima ma che cosa hai mai fatto per la tua città? quale è una tua proposta concreta,dove e in quali problematiche hai mai messo la tua faccia?