Treia in lutto, è morto Gabriele Cameranesi
L'uomo, che per 30 anni è stato funzionario del Comune, era malato da tempo. A fine dicembre l'ultima apparizione in pubblico per presentare il suo libro "Il teatro di Treia e il suo archivio"
di Filippo Ciccarelli
E’ morto a 63 anni, dopo una lunga malattia, Gabriele Cameranesi, personaggio conosciutissimo a Treia ed in provincia, visto il suo lavoro trentennale come funzionario comunale. Cameranesi era legatissimo alla sua città, e nel dicembre dello scorso anno ha presentato il suo libro “Il teatro di Treia e il suo archivio” (leggi l’articolo), opera che raccoglie il carteggio Fabiano Valenti – ex sindaco di Treia – oltre ad aneddoti e curiosità sulla realtà cittadina. Ha ricoperto inoltre moltissimi ruoli nelle principali istituzioni treiesi: è stato presidente della locale Pro Loco, Vice Segretario e Dirigente degli affari generali del Comune, oltre ad essere uno dei promotori del Treiese dell’anno. Da circa un anno e mezzo era andato in pensione.
L’Assessore alla cultura Tullio Patassini è commosso nel ricordarlo: “Gabriele, qui a Treia, lo conoscono tutti benissimo. Si è sempre distinto per le sue capacità e conoscenze. Io ci ho collaborato strettamente negli ultimi 5 anni: era il responsabile del settore affari generali e cultura. Siamo tutti assolutamente colpiti da questa perdita ancorché attesa, purtroppo, ma comunque improvvisa. Posso solo dire” conclude Patassini “che ho un grande rispetto e tantissima ammirazione per quest’uomo. E’ difficile per me parlarne in questo momento”.
Cameranesi lascia la moglie e figlie. I funerali si terranno domani, mercoledì 4 aprile, alle ore 10 nella chiesa del Santissimo Crocifisso a Treia.
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Ecco il ricordo di Franco Capponi su Gabriele Cameranesi:
“Quando qualcuno che ha segnato la nostra vita ci lascia, si usa dire che resterà sempre nei nostri cuori.
Nel caso di Gabriele Cameranesi, ex vicesegretario del Comune di Treia che ci ha lasciato ancor giovane ieri sera dopo una lunga malattia, è un’intera città a poterlo dire e non solo perché così impone il rispetto per un uomo che ha dato molto alla sua terra.
Cameranesi è stato una figura di spicco della vita istituzionale ed associativa cittadina.
Accademico della Georgica, indefesso promotore dell’enogastronomia come volano turistico nel periodo passato a dirigere la Pro Loco, tra i nastrini delle tante battaglie a favore della valorizzazione delle risorse culturali cittadine annoverava quello ambitissimo di fiero ed attento custode dell’ opera della scrittrice Dolores Prato.
Dietro le lunghe trattative per la pubblicazione integrale del romanzo che ha fatto conoscere Treia al mondo c’era il suo paziente lavoro non solo di funzionario competente, ma anche e soprattutto di treiese profondamente innamorato della sua città di cui è stato paziente e costante memoria storica.
Tanto era schivo e riservato nel privato quanto pronto alla collaborazione ed alla sinergia quando di mezzo c’erano la sua città e le cose in cui credeva.
È il caso della sua ultima fatica, di recente pubblicata in collaborazione con l’ Accademia Georgica, quel “Il teatro di Treia ed il suo archivio” in cui attraverso la storia del teatro comunale tratteggia due secoli di storia treiese.
È il caso dell’imponente lavoro di organizzazione, raccordo, contatto da lui sostenuto in occasione del viaggio “impossibile” per eccellenza del maratoneta di Dio Ulderico Lambertucci: 12.000 km a piedi fino in Cina sulle orme di Padre Matteo Ricci.
Comune, Pro Loco, Accademia Georgica, Associazione il Maratoneta, Ente Disfida del Bracciale: per loro e con loro Gabriele ha fatto molto e sempre, soprattutto, come uomo.
Perché è stato uno di cui ascoltavi volentieri il consiglio discreto e dato solo su richiesta.
Uno di cui apprezzavi che risolvesse con una battuta salace un giudizio non proprio lusinghiero perché al rispetto delle persone e dei ruoli non veniva mai meno.
Un uomo a cui una profonda cultura classica che imponeva di avere una spiegazione logica per tutto non aveva tolto la capacità di cedere il passo alla fede per tutto quello a cui logica e cultura non trovavano risposta.
Uno che ha vissuto sempre da uomo autentico, consapevole dei propri limiti e proprio per questo capace di accettarli.
Ad amici, colleghi, istituzioni, quale che fosse il loro rapporto con Gabriele sarà proprio questo a mancare: la sua grande carica umana, quella che gli veniva dalle radici più autentiche di una terra che amava tantissimo.
Ha lavorato una vita Gabriele per tenere vive le radici della storia e della cultura di questa terra, consapevole che, se da queste si parte, perdersi è molto più difficile.
Grazie Gabriele. Buon viaggio”.


