Fede racconta la favola Matelica
“Siamo primi, vogliamo l’Eccellenza”

PROMOZIONE - La formazione di Spuri Forotti dopo un girone d'andata balbettante sta viaggiando a mille. Parla il numero 10: "Per la vittoria finale occhio a River Urbinelli e Apiro"
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Francesco-Fede-1

L'attaccante del Matelica Francesco Fede

di Federico Bettucci

A fine carriera potrebbe venir ricordato come il bomber che segna in tutte le categorie. Prima in Serie D e in Eccellenza, giovanissimo, poi più giù nelle serie inferiori, poi di nuovo su in Promozione, come se niente fosse. Francesco Fede è uno di quei giocatori che “fanno la differenza”, e permetterete quest’espressione troppo spesso abusata quando si tratta di esaltare un singolo nel gioco del calcio. Francesco Fede segna sempre e comunque. Prendiamo quest’anno, con la maglia del Matelica, capolista nel girone A di Promozione e lanciato verso la vittoria finale, dopo l’inizio difficile e la lunga rincorsa. Lui segnava con regolarità quando la squadra, fino a inizio dicembre, andava male, lui continua a segnare con la stessa regolarità ora che il team di Spuri Forotti viaggia a vele spiegate verso il sogno, anzi l’obiettivo, chiamato Eccellenza. Tanto per intenderci, su 34 reti insaccate dalla capolista, ben 15, praticamente la metà, portano l’autografo d’eccezione di questo peperino che è un misto tra un 9 e un 10 e che coniuga l’imprevedibilità alla concretezza, l’estro al cinismo, la fantasia alla spietatezza. E pazienza se un gol glie lo hanno tolto ingiustamente. La sua carriera non sta certo per finire.

Campionato del Matelica: girone di andata difficile, girone di ritorno semplicemente impressionante. Cosa ha fatto veramente la differenza, il cambio di allenatore, i nuovi acquisti del mercato di riparazione o cos’altro?
“Si è trattato di un insieme di diversi fattori. Il cambio di allenatore ci ha dato la scossa; i rinforzi, costituiti da giocatori veramente forti, ci hanno dato una grande mano. Il tutto unitamente ad un nuovo entusiasmo che si è venuto a creare nell’ambiente e che ha fatto il resto, dandoci una spinta in più”.

La partita della svolta?
“Più che un singolo match, è stata una serie di partite. Forse la prima dopo il cambio del tecnico, quella con il Piandimeleto (1-0, guarda caso con gol su rigore da lui stesso procurato, ndr), ma comunque a parte due pareggi esterni con Atletico Gallo Colbordolo e Atletico River Urbinelli successivamente abbiamo vinto sempre”.

Quale credi che sarà la squadra che vi darà più fastidio per la vittoria finale?
“Difficile da dire, c’è l’Atletico River Urbinelli che è lì dietro a noi e deve recuperare due partite, c’è l’Apiro, ma anche altre squadre che potrebbero darci fastidio. Ma non ci interessa più di tanto: siamo in testa, dipende solo da noi e dobbiamo preoccuparci di guardare soltanto in casa nostra”.

Per il momento, per un solo gol, hai perso il trono della classifica marcatori. Quanto ci tieni a questo traguardo?
“Ci tengo, com’è naturale che sia. Il bello è che un gol, nella partita di Falconara, me l’hanno praticamente “rubato”, assegnando un’autorete – sorride – letteralmente inventata ad un giocatore avversario. Io ho tirato in porta da pochi passi, calciando chiaramente verso lo specchio, e la palla è terminata nel sacco dopo la deviazione ininfluente di un difensore locale. Il giornalista collegato – continua a spiegare Fede ridendoci su – , sistemato parecchio lontano, credeva addirittura che io avessi crossato in mezzo, quando invece ero appostato in area di rigore in attesa del traversone del mio compagno di squadra. L’inviato non si è accorto poi nemmeno del mio tocco successivo con il quale ho spinto la sfera verso la rete. Questo errore è finito su giornali e siti vari, e così mi sono ritrovato con un gol in meno. Pazienza”.

Hai giocato, vinto e segnato in tutte le categorie dilettantistiche. Qual è il tuo segreto e quali consigli ti senti di dare ai più giovani?
“Il segreto non c’è. Il segreto consiste semplicemente nel dare sempre tutto, partendo da ogni singolo allenamento. Da quando è iniziato il campionato non ne ho saltato uno. Ho fatto solo il mio dovere, ma anche a 30 anni ho sempre voglia di andare ad allenarmi e a migliorarmi. Per il resto cerco di farmi trovare sempre pronto e di seguire il mio istinto, poi chiaramente servono tutta una serie di qualità con una bella dose di entusiasmo. Come consiglio posso suggerire di non mollare mai e di credere sempre in se stessi”.



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