Lavoratori in nero in una fabbrica di giocattoli di Porto Potenza
Operazione dell'Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri. Sospesa l'attività e denunciato il titolare
Un’importante operazione di vigilanza degli Ispettori del Lavoro e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro della Direzione Territoriale del Lavoro di Macerata, insieme ai militari del Comando Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche, ha dato un fondamentale esito nelle azioni a contrasto del lavoro sommerso extracomunitario secondo le direttive del Ministero del Lavoro.
L’ispezione è stata effettuata nella sede della ditta nel territorio di Porto Potenza Picena, col coordinamento del Direttore Pierluigi Rausei, e operativamente diretto dal responsabile del Servizio Ispezione Lavoro, Maurizio Battistelli, e dal Comandante del Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro, insieme ai militari del Comando Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche.
In una azienda che fa capo a un cittadino pakistano dove si svolge assemblaggio di componenti in plastica, finalizzati alla composizione di prodotti per bambini e adolescenti per un noto “brand” di fama nazionale, sono stati trovati intenti al lavoro 7 cittadini del Pakistan e 3 del Bangladesh, tutti totalmente “in nero” sebbene regolarmente presenti sul territorio nazionale nel rispetto delle regole che disciplinano il lavoro extracomunitario.
Per il datore di lavoro è scattata immediatamente la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Lo stesso è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro che sono stati trovati del tutto privi di estintori e misure antincendio, nonostante la natura dei materiali utilizzati particolarmente infiammabili, e inoltre le postazioni di lavoro sono state trovate non a norma per le condizioni igienico-sanitarie con riguardo in particolare alla corretta luminosità e alla necessaria areazione, essendo le finestre sigillate dall’interno con nastro adesivo e pellicole nere e cartoni, non apribili dai lavoratori. Per competenza sono stati richiesti ulteriori accertamenti alla Asur Marche.
Gli Ispettori del Lavoro e i militari del Nucleo Ispettorato Lavoro e del Comando Stazione Carabinieri di Porto Potenza Picena si sono trovati ad accertare una situazione ormai drammaticamente diffusa, per la quale una azienda a titolarità extracomunitaria, totalmente irregolare sul piano dei diritti dei lavoratori, opera per conto di aziende italiane terziste, che negli ultimi quattro anni non risultano aver assunto dipendenti né collaboratori, con committente finale un noto “brand” nazionale “leader” nel settore.
L’azienda sospesa, al fine di riprendere l’attività lavorativa, ha provveduto alla integrale regolarizzazione delle posizioni lavorative irregolari, procedendo alla richiesta di revoca del provvedimento di sospensione.
La sospensione ha comportato il pagamento di 1.500 euro a titolo di sanzione, cui faranno seguito ulteriori 18mila euro quali sanzioni amministrative per il lavoro sommerso, nonché circa 6mila euro per sanzioni penali relative alla tutela della sicurezza sul lavoro.

se basta pagare per ricominciare tutti lo fanno,tanto non pagano prima
questi imprenditori debbono essere espulsi dall’italia ,ma prima devero pabare fino all’ultimo o con la galera o con multe salate…….la colpa è sempre la nostra , siamo troppo benevoli a rilasciare licenze ecc.