“Il calcio, quale futuro”
Tanti big al convegno di Recanati

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Il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo

Si è tenuto ieri pomeriggio, nella suggestiva e gremita Aula Magna del Comune di Recanati, il convegno dal titolo “Il calcio, quale futuro”. L’incontro, organizzato dall’USD Recanatese e dal Comune di Recanati – Assessorato allo sport e dalla FIGC – LND, ha visto la presenza di numerosi ospiti del mondo del calcio ed imprenditoriale. Sono intervenuti il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, il presidente del comitato regionale della FIGC Paolo Cellini, il delegato allo sport del comune di Recanati Mirco Scorcelli, il Vice presidente e responsabile del settore giovanile dell’USD Recanatese Angelo Camilletti, il presidente di Confindustria Ancona Giuseppe Casali, il direttore del Centro Tecnico Federale di Coverciano Paolo Piani, il commissario LND impianti sportivi in erba artificiale Roberto Patrassi e, dulcis in fundo, il presidente FIGC-LND Carlo Tavecchio. Diverse le presenze in platea: l’imprenditore Adolfo Guzzini, motore del progetto settore giovanile a Recanati, la presidentessa della Maceratese Tardella, il dg della Civitanovese Cabrini, il responsabile della delegazione regionale del settore giovanile scolastico Prof.Floriano Marziali, le squadre giovanili della Recanatese con allenatori e tecnici, l’allenatore della prima squadra Omiccioli, il ds Gianfelici ed il difensore Committante. Al primo cittadino di Recanati, Fiordomo, il compito del saluto ufficiale, durante il quale si è soffermato sul grande lavoro svolto dal settore giovanile della Recanatese, l’unica società del girone a portare in prima squadra tanti ragazzi provenienti dal suo vivaio, senza pescare giovani dalle formazioni primavera di serie A e B. Il presidente del Comitato Marche della FIGC Cellini ha ringraziato il presidente Tavecchio per quanto sta facendo per la Lega Nazionale Dilettanti, ed in particolare cita come importante risultato della LND, l’aver ottenuto l’1% dei diritti televisivi. Mirco Scorcelli ha invece sottolineato l’importanza del settore giovanile per una crescita sia fisica che psicologica degli atleti, ed ha esaltato i risultati ottenuti dalle categorie Allievi e Juniores nella stagione passata ed in quella in corso.

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Angelo Camilletti

Il convegno è entrato nel vivo con l’intervento di Angelo Camilletti: “Qualche giorno fa mi ha colpito leggere di Arrigo Sacchi che parlava di rischio default per il calcio professionistico, visto che i ricavi non ricoprono i costi. Proprio qui nasce l’idea di questo incontro visto il periodo di crisi che le società dilettantistiche stanno vivendo, a livello sia economico, ma anche di valori. Arrigo Sacchi, in occasione di un discorso fatto in convegno a Recanati, diceva ‘Chi crede nei giovani vive nel futuro, chi non ci crede vive nel passato’. Difficile non condividere quest’affermazione, ma secondo me poco si fa per mettere in pratica le tante belle parole sull’importanza del settore giovanile. Dal 2007 ad oggi il mondo è cambiato, ma il calcio credo abbia fatto ben pochi cambiamenti, poco si è fatto per promuovere come strategico nel futuro il movimento del calcio giovanile. Se veramente vogliamo sostenere i giovani, bisogna cominciare a mettere in discussione quei comportamenti organizzativi che possono risultare banali, ma che molto possono fare per dare forza e valore ai settori giovanili”. Il presidente di Confindustria Ancona, Giuseppe Casali ,ribadisce le difficoltà che incontrano le aziende nel reperire fondi per investirli nel calcio. Paolo Piani, direttore del Centro Tecnico Federale di Coverciano, si sofferma invece sul gap fisico ed agonistico tra i giovani che giocano in Italia rispetto a quelli di altri paesi europei. Roberto Patrassi, commissario LND impianti sportivi in erba artificiale,ha proposto il progetto Marche, che prevede la creazione di un centro federale giovanile nella nostra regione.” La prima cosa, basilare, – ha spiegato Patrassi – è l’impegno delle amministrazioni locali. Noto con piacere che a Recanati e a Macerata è stata fatta un’importante opera di riqualificazione dell’impiantistica di base”. Poi, rivolgendosi verso il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio:”Caro presidente, io non chiedo soldi a fondo perduto, non rientra nella mia mentalità e nel mio stile. Chiedo piuttosto una razionalizzazione delle spese. Basti pensare alle lunghissime trasferte che si debbono sobbarcare i settori giovanili della Recanatese e della Civitanovese, le cui squadre potrebbero essere accorpate in gironi insieme a formazioni umbre o romagnole.

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Il presidente della Lnd Carlo Tavecchio

A chiudere è intervenuto il presidente Carlo Tavecchio: “Innanzitutto la Federazione deve trovare un assetto organizzativo ben definito. Non è possibile che in Italia ci siano 132 società professionistiche quando in altri paesi europei come Francia,Spagna, Germania ed Inghilterra ce ne sono massimo novanta. L’ideale sarebbe un campionato a diciotto squadre in Serie A, diciotto in serie B e sessanta società, suddivise in tre girone da venti in lega pro. Ma questa è utopia. Per rilanciare il calcio giovanile, una mia ipotesi è fissare un limite di cinque stranieri per squadra e l’obbligo per le società della serie B di avere almeno cinque ragazzi del vivaio. La serie cadetta dovrebbe diventare il vero serbatoio per le squadre della massima serie.La Federazione in questo momento storico, è obbligata ad affrontare un grande cambiamento strategico, non si può pensare di mantenere lo stesso status quo per altri cinquant’anni. Finché non vengono riformati i campionati maggiori, a cascata non può cambiare nulla per il calcio giovanile”.



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