Salvambiente sul Cosmari
“Stop alla linea d’incenerimento”

Il comitato dei cittadini, dopo le ultime analisi dell'Arpam, conferma i dubbi sulla pericolosità dell'impianto per la salute: "Per anni abbiamo respirato diossine e furani"
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cosmari-contestazione-2-300x225Il Cosmari promette di prendere provvedimenti per tutelare la salute di quanti vivono nelle vicinanze dell’impianto inceneritore di contrada Piane Chienti ma questo non basta ai componenti del comitato “Nuova Salvambiente” che, dopo le proteste dei mesi scorsi e in seguito ai risultati delle analisi effettuate dall’Arpam in queste settimane, tornano a chiedere con forza la chiusura dell’inceneritore.
«Dalle notizie stampa di questi giorni  – scrivono in un comunicato – emerge che i dubbi espressi nei precedenti comunicati dell’associazione  circa la pericolosità dell’impianto avevano un loro fondamento.
In particolare apprendiamo che ad oggi non vengono ancora eseguiti i controlli sulla radioattività, che è stata superata la capacità nominale autorizzata, che le pericolose ceneri di combustione sono esposte a fenomeni di dispersione.
Ma soprattutto quello che ci preoccupa è apprendere che nei mesi di novembre e dicembre 2011 sono state effettuate misurazioni da parte dell’Arpam che hanno evidenziato emissioni superiori ai limiti di legge che solo nel mese di febbraio 2012 sono state comunicate agli organi di vigilanza con la conseguente chiusura dell’impianto disposto dalla Provincia. Praticamente, con molta probabilità, per circa quattro mesi abbiamo respirato un mix cancerogeno di diossine e furani. Questo non fa altro che aggravare la situazione già precaria evidenziata dai dati forniti dall’Asur in relazione all’aumento dell’esenzione dei farmaci antitumorali.

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Da ultimo, per chiarire la nostra posizione, riteniamo che le spese di 350.000  euro che il Cosmari deve affrontare per la messa a norma dell’impianto, come intimato dalla Provincia e degli ulteriori 2.800.000 euro previsti dal Consorzio per l’ammodernamento dell’obsoleto inceneritore si debbano risparmiare cogliendo l’occasione per chiudere definitivamente la linea di incenerimento. Queste preziose risorse pubbliche, a nostro avviso, debbono essere utilizzate per potenziare al massimo il riciclo dei rifiuti e convertire l’impianto sul modello del comune di Capannori e di Vedelago che stanno raggiungendo l’obiettivo non impossibile di “rifiuti zero”.
Pur rimanendo aperti al confronto ribadiamo che le rassicurazioni ricevute fino ad oggi contrastano con i dati accertati e pertanto restano ampie le preoccupazioni della cittadinanza di cui l’Associazione si fa portavoce
 
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