Traffico internazionale di cocaina
Quattro arresti nel Maceratese

Arresti anche in provincia di Macerata

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Cocaina-e-soldi1-300x200Stroncata rete per il traffico internazionale di cocaina: 58 arresti, anche in provincia di Macerata. I carabinieri hanno eseguito tre ordini di custodia a Civitanova e uno a Macerata. Interessate anche le province di Ancona, Ascoli, Teramo, Pescara, Pistoia e Vercelli.

L’accusa è stata contestata ai presunti componenti di un’organizzazione italo-colombiana che in un anno avrebbe trasferito sul territorio italiano più di 50 chilogrammi della sostanza stupefacente, per un giro di affari di 7,5 milioni di euro. I corrieri ingoiavano gli ovuli o nascondevano la droga nei pannolini dei bambini. L’operazione è stata denominata ”Barrik” proprio per il frequente ricorso, da parte dell’organizzazione, a cere aromatizzate al rhum con cui venivano rivestiti gli involucri di cellophane che nascondevano la cocaina occultata – oltre che nei pannolini – anche nelle scatole delle scarpe dentro le valigie o addirittura liquida nelle bombolette spray.“

Dodici delle misure di custodia cautelare sono ai domiciliari, nei confronti di 5 persone sono stati invece emessi mandati di cattura internazionali.

Cinquanta chilogrammi di cocaina – proveniente dal Sud e dal Centro America – fatti entrare in un anno in Italia, negli aeroporti di Milano e Ancona, con corrieri che ingoiavano gli ovuli o nascondevano la droga nei pannolini dei bambini; 7,5 milioni di euro il giro di affari sul mercato della tossicodipendenza.

L’organizzazione e’ stata individuata con indagini condotte dal dicembre 2010 dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, coordinate dalla procura distrettuale antimafia dell’Aquila, attraverso il sostituto David Mancini. I militari hanno eseguito 45 delle 58 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip della distrettuale aquilana Giuseppe Gargarella, (13 delle quali a carico di italiani), nelle province di Teramo, Pescara, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona, Pistoia e Vercelli. Di queste, cinque in territorio estero, con la collaborazione delle forze di polizia della Colombia, della Repubblica Dominicana e del Costarica. 
Le indagini hanno permesso di comprendere la struttura del sodalizio che si muoveva su 3 livelli: il primo costituito dagli organizzatori che che gestivano le trattative. Si tratta di  Burgos Nunez Joel Dinato, che si trova all’estero; De Leon Feliz Yeudy, detenuto ad Ancona; Rubio Azuero Mauricio Abelardo, localizzato ad Alba Adriatica. Il secondo livello era composto  da collaboratori che organizzavano i trasferimenti dei corrieri e si occupavano dell’immissione della droga sul mercato italiano. Il terzo livello composto dai corrieri e da soggetti terzi incaricati di trasferire il denaro verso l’America Latina.

L’accusa è associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti aggravata dalla ‘’transnazionalità’’: tra i destinatari delle ordinanze, oltre a 41 persone di nazionalita’ americana e 13 italiani, ci sono anche un inglese, un albanese, un algerino, un camerunense.



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