Popsophia al Micam
Il nuovo paradigma impresa-cultura
Petrini: "Nella scarpa la cultura vince sulla tecnologia"
“Quando pochi anni fa la calzatura era in crisi, questa produzione sembrava non poter risorgere, mentre altri settori più tecnologici erano la nuova frontiera delle Marche. Invece oggi a pochi anni di distanza assistiamo ad uno scenario rovesciato dove ad essere in crisi sono coloro che puntavano sulla tecnologia. Perché? Perché la tecnologia è esportabile ed è acquistabile, la conoscenza e il territorio no. E la creazione di calzature ha questa natura unica e per questo oggi è in ripresa. Grazie alla cultura che c’è nel prodotto.”
Con queste parole di Paolo Petrini, Vicepresidente della Regione Marche, si è aperto l’incontro inaugurale dell’area hospitality al Micam organizzata da Regione Marche, Camere di Commercio di Macerata e Fermo e Assindustria, dedicato a Cultura e Impresa.
Ad introdurre Popsophia è stato Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma e moderatore della tavola rotonda il quale ha ricordato come “su 1600 espositori del Micam, 400 sono fermano-maceratesi. Aziende soprattutto ‘pesanti’ non solo per la quantità ma per il fatto di essere le più creative, che fanno ricerca, creano conoscenza e sono un riferimento per tutti i competitor mondiali”.
Da questo aspetto è partito l’intervento di Evio Hermas Ercoli, nel quale il direttore artistico di Popsophia ha spiegato il nuovo paradigma cultura/impresa sostenuto da Popsophia.
“Superato l’assunto ormai scontato che senza cultura e senza creatività non c’è via d’uscita dalla crisi – ha detto Ercoli -, è necessario che le Marche facciano un salto intellettuale ulteriore.
L’attenzione di Popsophia è curvata sul presente, sul quotidiano e sulla contemporaneità: di cui lavoro e produzione sono momenti cardine. Tuttavia le Marche non vanno fiere di questa cultura. Paradossalmente la nostra Regione conquista il mondo grazie ai prodotti e non al patrimonio storico. Vince con il presente ma non non con il passato. Si impone con scarpe, vernici, Winx e non con Urbino, Lorenzo Lotto e turismo dove invece siamo indietro rispetto alle sfide internazionali. Eppure non sbandieriamo la vittoria dei nostri prodotti che è un risultato culturale, sociale, estetico. Basti pensare a come fashion e italian style influenzino la moda mondiale e i comportamenti quotidiani dei paesi avanzati. È moda o cultura questa? Gli Usa non ci hanno forse influenzato allo stesso tempo con modelli culturali e di consumo?”
“Popsophia – ha aggiunto Ercoli -, ha rovesciato il rapporto industria/cultura per due motivi. Il primo legato al programma: l’imprenditore a Popsophia non è più il benefattore, l’imprenditore non sta più in platea ma sale sul palco e diventa protagonista culturale attraverso l’analisi critica del prodotto. Il secondo al modello manageriale. Nel budget di Popsophia i contributi privati sono stati del 57% nel 2011 e del 70% nel 2012. Dopo la crisi che sarà perdurante niente sarà come prima impone e costringe tutto il senso comune impone di fare operazione di Cultura/impresa che abbia giustificazione costi/ricavi. Cultura in passato senza questa impostazione ha permesso sprechi e occasioni mancate.”