La Judo Equipe ricorre al Consiglio di Stato

MACERATA - L'associazione sportiva maceratese, dopo il ricorso al Tar vinto dall'amministrazione, ha deciso di chiedere un nuovo grado di giudizio

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Gli atleti del Judo Equipe Macerata asd

La Judo Equipe Macerata non si arrende ed è determinata ad andare avanti nei gradi di giudizio dopo che il Tar Marche ha respinto il ricorso della società maceratese, contro il Comune di Macerata. Il Tar ha infatti ritenuto legittimo l’operato del dirigente del servizio Attività Scolastiche e Sportive del Comune che, lo scorso novembre, aveva negato alla società l’accesso alla documentazione relativa alla palestra di arti marziali situata all’interno del polo Bertelli, sede della Facolta di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata ma ora la società si rivolgerà al Consiglio di Stato.
«L’associazione  – si legge in una nota della Judo Equipe – valuterà ovviamente l’appello al Consiglio di Stato contro l’erronea e ingiusta sentenza del TAR Marche, a ciò costretta e con notevole dispendio di risorse, deve essere chiaro, proprio da una amministrazione che strenuamente vuole mantenere segrete le carte sulla palestra comunale di judo al Bertelli. E ci chiediamo a quale scopo? Oggi l’assessore Canesin e, con lui, il dirigente e a questo punto anche il sindaco (che è anche avvocato e che se non fosse informato della questione sarebbe ben grave), si gloriano pubblicamente di aver impedito, a propri concittadini operanti nell’associazione judoistica maceratese, perfino la semplice visione degli atti sulla palestra comunale di judo. Naturalmente poi, ma evidentemente solo a parole, l’assessore si duole della necessità del ricorso al TAR, ma bastava mostrare le carte, signor assessore, e non ci sarebbe stato bisogno di alcun ricorso! Perché non farlo ora ugualmente per puro spirito di trasparenza? Che c’è da nascondere all’associazione e al pubblico? Accesso ai documenti amministrativi, infatti, non significa fare ricorso contro il Comune, ma solo esercitare un diritto, riconosciuto dalla legge e rifiutato solo dal Comune di Macerata, di vedere semplicemente gli atti per capirci qualcosa. Ma amministratori e funzionari del Comune gongolano sui giornali perché sono stati abilitati a tenere fuori i cittadini dalle sacre stanze! Anziché adoperarsi per la massima trasparenza nell’attività dei propri uffici.  A ciascuno il commento. A noi sembra la definizione da manuale di una vittoria di Pirro, che speriamo sia eliminata comunque dal Consiglio di Stato o da qualche consigliere diligente. Nel frattempo, vorremmo anche segnalare a tutti gli interessati che, per “vincere” in giudizio, il Comune di Macerata ha testualmente scritto nelle proprie memorie che fin da luglio 2011 aveva già deciso di restituire i locali all’Università, mentre ha sempre attribuito le difficoltà di rinnovo della convenzione alle richieste esose dell’Università e, ancora nel consiglio comunale dell’8 novembre 2011, l’assessore e il sindaco si erano impegnati a rappresentare all’Università l’esigenza di mantenere la palestra comunale di judo in Largo Bertelli, ancora a dicembre l’assessore prometteva e poi ancora a gennaio … Ancora oggi, ormai a marzo 2012, leggiamo che “l’amministrazione comunale sta lavorando per trovare una soluzione idonea per consentire alle società che praticano le arti marziali di svolgere al meglio le proprie attività a Macerata”. Essendo evidente, al di là della pura retorica in politichese, l’assoluta indifferenza dell’assessore, del sindaco e dell’ufficio per il judo a Macerata (la convenzione con l’Università è scaduta a ottobre 2010!), la risposta nasce spontanea: per favore, assessore, dopo aver fatto così tanto per le arti marziali e il judo in particolare, non faccia più niente… magari trova il modo di impedire che l’Università o qualche altro ente siano più sensibili del Comune ai problemi dei ragazzi maceratesi.
Nel frattempo, la judoka maceratese Carolina Perfetti si è comunque qualificata, per Macerata, per la fase finale degli campionati italiani cadetti, che si terranno a Roma il prossimo giugno. Nonostante il suo Comune, ovviamente».


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