Vendeva bombe al nichel
come normale bigiotteria

CIVITANOVA – Nei guai una cinese di 34 anni: a dicembre gli uomini delle Fiamme Gialle avevano prelevato merce venduta nel suo bazar perché potenzialmente pericolosa per la salute. Il responso delle analisi lo ha confermato: gli oggetti spacciati come “nichel free” hanno valori 1500 volte oltre il limite consentito
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Il materiale sequestrato dai finanzieri

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di Filippo Ciccarelli

(foto di Guido Picchio)

Non avevano licenza di uccidere, ma potevano causare gravissime dermatiti, eczemi, asma, allergie e compromettere seriamente la salute di chiunque li avesse indossati. Erano piccole bombe al nichel disegnate come orecchini, anelli, braccialetti ed altri oggetti di bigiotteria, venduti sotto la rassicurante etichetta “nichel free” o “senza nichel”, quando in realtà eccedevano largamente il limite imposto dalla direttiva europea di riferimento – la 94/27/CE – che prevede una tolleranza massima del metallo di 20 mg/Kg. Per questo motivo è finita nei guai una cinese di 34 anni, residente a Civitanova, proprietaria del bazar dove venivano venduta la merce fuori legge.

NICHEL FULL
La storia comincia  nello scorso dicembre, quando la Guardia di Finanza pone sotto sequestro amministrativo gli articoli incriminati, ed invia alcuni campioni all’Arpam per farli analizzare. Il responso è lapidario: nella bigiotteria confiscata la presenza di nichel è, in media, di 1000 mg/Kg, con punte di 31.600 mg/Kg, cioè 1580 volte in più dei 20 mg/Kg previsti dalle direttive europee. Le Fiamme Gialle

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Da sinistra: il maggiore Michele Tempesta, il colonnello Paolo Papetti e Bernardino Principi, chimico dell'Arpam

hanno così proceduto al sequestro penale di 3.600 articoli dannosi per la salute e immediatamente ritirati dal mercato.
“Secondo uno studio dell’agenzia europea Essca” spiega il Colonnello Paolo Papetti, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza “il 32.2% della popolazione italiana è allergica al nichel. Il rischio per la salute di chi è sensibile a questo metallo, o ha già una dermatite è altissimo, specialmente per chi indossa piercing o orecchini che vanno a forare l’orecchio. La provincia di Macerata è al vertice per prodotti sequestrati che sono ritenuti essere potenzialmente pericolosi: in questo caso, grazie alla collaborazione dell’Arpam, abbiamo potuto accertare il reato”.

IL PRECEDENTE
“Quando abbiamo proceduto al sequestro amministrativo, ci siamo accorti che la ditta che commercializzava questa bigiotteria era già nota” sottolinea il Maggiore Michele Tempesta, Comandante della compagnia di Civitanova “ed era già stata attenzionata per dei fatti analoghi commessi sul territorio nazionale. La proprietaria del bazar, adesso, rischia una condanna da 1 a 5 anni per aver adulterato e contraffatto merce dannosa per la salute pubblica, come previsto dall’articolo 441 del codice penale. Inoltre viene contestato il reato previsto dall’articolo 515 del codice penale, che riguarda la frode nell’esercizio del commercio; in questo caso la pena è fino a 2 anni di reclusione, oltre ad una sanzione di circa 2000 euro”.

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Bernardino Principi, chimico dell’Arpam, ha lavorato sui campioni forniti dalla Finanza: “Generalmente ci occupiamo di problemi ambientali, ma lavoriamo anche a supporto di enti e forze dell’ordine, a tutela dei consumatori. Abbiamo analizzato bigiotteria per valutare la concentrazione di nichel, in quanto gli oggetti riportavano la scritta nichel free. Il nostro lavoro è un connubio tra ambiente e salute, vogliamo tutelare i consumatori: per quella che è la mia esperienza, molti prodotti che vengono dall’estero sono spesso sofisticati, a differenza di quelli made in Italy che sono più sicuri“. Ma quanto c’è voluto per analizzare il tutto? “Bisogna eseguire una mineralizzazione, far “uscire” il nichel con gli acidi forti: c’è da macinare il campione, omogeneizzarlo, e poi eseguire la lettura tramite la spettrofotometria ad assorbimento atomico alla fiamma. Per avere i risultati” conclude Principi “in genere bastano 3 ore”. PULSANTE-VIDEO
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