Il mistero dei reperti di Treia
verrà svelato dall’ingegneria nucleare

Otto reperti di proprietà statale ed esposti presso l'Accademia Georgica di Treia verranno inviati in Ungheria per esami sofisticatissimi, con i quali si spera di stabilirne la provenienza.
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Il bacile di bronzo, uno dei reperti che verranno analizzati in Ungheria

di Filippo Ciccarelli

Da dove viene quel bacile in bronzo baccellato? E quel bicchiere dalla datazione incerta, sarà piceno, etrusco o di provenienza celtica? Quella specie di scettro, una verga metallica con due inserti che potrebbero essere legno pietrificato, è autoctona? E con cosa è stata realizzata? A queste domande potrebbe rispondere l’investigazione scientifica promossa dall’Accademia Georgica di Treia, dall’ingegnere Massimo Rogante, e da esperti ungheresi come il dottor Laszlo Rosta direttore scientifico del reattore di Budapest, dove il materiale sarà analizzato attraverso l’energia atomica.
Il tutto è possibile perché il progetto “Irpag” è risultato vincitore tra gli altri progetti scientifici proposti, e per questo in Ungheria sarà possibile analizzare attraverso apparecchiature sofisticatissime otto reperti archeologici scelti dalla collezione di Treia (che è composta, in tutto, da 515 pezzi, di cui oltre 350 sono di carattere votivo o comunque religioso).
“Il materiale che abbiamo proviene da una famiglia nobiliare che aveva stretti rapporti con la curia romana, e la cui presenza a Treia è attestata già dalla prima metà del diciottesimo secolo” spiega Carlo Pongetti, presidente dell’Accademia Georgica “non si sa se la raccolta provenga da scavi o sedimentazioni presenti nel nostro territorio o se ci siano intrusioni da altre zone. Trattandosi di oggetti che sono appartenuti a privati, è possibile che nella stessa collezione ci possono essere pezzi provenienti da aree diverse: con queste analisi vorremmo fare luce sull’arco cronologico cui appartengono i reperti e proseguire l’iter di studio avviano dalla fine degli anni ’90.

Vaso-da-vino-con-becco-alto

L'Oinochoe, brocca dal collo alto utilizzata per versare il vino

La nostra speranza è che le analisi possano confermare la provenienza di tutto il materiale dalla zona di Trea”.
E’ Massimo Rogante, titolare della Rogante Engineering, a spiegare in che modo verranno analizzati gli 8 campioni inviati a Budapest: “effettueremo, sostanzialmente, tre tipi di analisi. La spettroscopia gamma indotta, la diffrazione neutronica e l’emissione di raggi x indotta da protoni.  Quando avremo i risultati, potremo confrontare la composizione dei materiali con quella di reperti la cui provenienza è già stata accertata, come i bronzi di Matelica e Fabriano che abbiamo già analizzato in passato. Questa sarà una tappa fondamentale per gettare più luce sui dubbi che avvolgono i reperti di Treia”.
Gli esami permetteranno una datazione precisa del materiale archeologico? Non direttamente, secondo il dottor Alvise Manni, che è tra i collaboratori del progetto. “Le analisi che effettueremo non sono come quelle del Carbonio 14” spiega Manni “perché sono meno invasive. Nell’analisi col C-14 bisogna distruggere una pur minima parte degli oggetti che si vogliono realizzare, mentre noi ricaveremo altre informazioni che saranno utilissime agli archeologi per dare una collocazione precisa ai reperti.

Pseudoscettro-Treia

Lo "pseudoscettro": una bacchetta dal materiale ancora sconosciuto con due inserti mobili, probabilmente di legno pietrificato.

Poi, costruendo e trattando il database che già abbiamo, potremo fare gli opportuni confronti per fare le conclusioni. A maggio o giugno partiremo per l’Ungheria, il tempo di sbrigare le pratiche burocratiche”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore alla cultura ed al turismo della Provincia, Massimiliano Sport Bianchini, che ha sottolineato l’importanza rivestita dall’Accademia Georgica di Treia nel territorio maceratese sin dal quindicesimo secolo. “Come Provincia siamo orgogliosi di poter dare spazio ad un’iniziativa così importante, questa è la nostra memoria storica. Abbiamo in mente grandi iniziative dal punto di vista archeologico”.  Gli fa eco Nicoletta Frapiccini, rappresentante della sovrintendenza per i beni archeologici della Regione Marche: “Siamo ben lieti di questo progetto molto importante, condotto con tanta attenzione e tanta cura. Questa modalità di coniugare aspetti scientifici dell’archeologia con le tecniche scientifiche che sono fondamentali per comprendere meglio ed approfondire la ricerca archeologica. Il sostegno e il supporto da parte della soprintendenza  è totale, purtroppo nel mondo dei beni culturali c’è una cronica carenza di fondi che non sempre permettono un’adeguata ricerca e valorizzazione del patrimonio esistente”. Altri elogi all’Accademia Georgica ed all’iniziativa sono arrivati dal sindaco di Treia, Luigi Santalucia, che ha ricordato come la concessione delle attrezzature di Budapest sia un fatto unico per la provincia di Macerata. I risultati degli esami potrebbero essere pronti per il prossimo autunno.

Massimo-Rogante

L'Ingegner Massimo Rogante

Reperti-Treia

Altri due reperti: in alto, un bicchiere dalla provenienza incerta. In basso una lucerna, probabilmente risalente all'epoca imperiale romana, ma che potrebbe essere più moderna



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