L’affare Cittadella:
dello Sport o dello Sporc?

Per ora è solo un gioco di parole, ma staremo a vedere. Intanto, come sempre, si “esaminano le carte”.
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

area-fontescodelladi Giancarlo Liuti

Cittadella dello Sport: che cosa è accaduto, che cosa sta accadendo, che cosa accadrà? L’ottima inchiesta di Giuseppe Bommarito su Cm ha fatto emergere una serie d’incontestabili fatti di fronte ai quali la città ha il diritto di pretendere che sia fatta chiarezza, e la si faccia sul serio, e la si faccia presto. I fatti, dicevo. Mi limito ai fondamentali. Fatto numero uno: dieci anni fa un privato compera un’area di Fonte Scodella pagandola 35.000 euro. Fatto numero due: la vecchia amministrazione Meschini mostra interesse all’acquisizione di quest’area perché prevede di realizzarvi la “Cittadella dello Sport” e incarica il proprio Ufficio Tecnico di stimarne il valore, che viene fissato in 1.765.532 euro. Fatto numero tre: la nuova amministrazione Carancini non ci vede chiaro e chiede che si pronunci l’Agenzia del Territorio, la cui stima precipita a 900.000 euro. Fatto numero quattro: il venditore fa sapere che si accontenterebbe di 1.400.000 euro. Fatto numero cinque: il compratore, nelle vesti del presidente Pd della commissione urbanistica, difende l’iniziale stima dell’Ufficio Tecnico e allude a impegni ormai presi. Fatto numero sei: richiestale una seconda perizia, l’Agenzia del Territorio conferma la precedente valutazione di 900.000 euro e definisce “del tutto inattendibili e prive di giustificazione economica” le conclusioni dei tecnici comunali di allora.

Siamo dunque al cospetto di un tragicomico sovvertimento della legge della domanda e dell’offerta, la quale vorrebbe che nella trattativa fra l’offerente (in questo caso il privato) e il domandante (in questo caso il Comune) sia il primo a chiedere di più e il secondo a proporre di meno. Qui, invece, è successo il contrario. Come mai? Sembra addirittura che venditore e compratore siano la stessa persona. Ma questa è una insinuazione, e lasciamola perdere. Comunque, trattandosi di denaro pubblico, c’è un terzo soggetto: l’Agenzia del Territorio, ente d’istituzione ministeriale che non ha alcun aggancio politico col Comune, aggancio che invece non poteva non esserci per l’Ufficio Tecnico. E ben due stime di questo terzo soggetto sono la metà di quella iniziale dei tecnici comunali. Cosa ne penso? Non sta a me giudicare, ma la circostanza è a tal punto singolare da sfiorare il paradosso. E non deve sorprendere che in giro si cominci a parlare di un intervento della magistratura. Come andrà a finire? Staremo a vedere. Certo è che in tempi di vacche magrissime per il bilancio municipale un maggior onere di ben 855.532 euro a vantaggio di un privato – ed eventualmente di altri con lui – non può e non deve limitarsi ad epidermiche schermaglie di corridoio. Intanto, fra lo scherzoso e il satirico, le malelingue hanno già cambiato nome alla “Cittadella dello Sport” e la chiamano “Cittadella dello Sporc”.

Da una parte e dall’altra, ora, “si stanno esaminando le carte”, espressione un po’ ambigua che ricordiamo in voga fin dall’epoca dell’insediamento Giorgini. D’accordo, le si esamini a fondo, queste benedette carte, purché lo si faccia senza cavilli furbastri e distinguendo il grano dal loglio con rigoroso rispetto della legalità e consapevolezza del bene comune. Che cosa mi auguro? Ovviamente che ogni ombra sia dissipata. Ma attenzione: nessuno s’illuda che la questione possa risolversi con qualche mozione consiliare più o meno bipartisan allo scopo di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e chi s’è visto s’è visto. E soprattutto mi auguro che si riesca, una buona volta, a far uscire la città dalla palude di una politica dell’edificare che da troppo tempo non appare affatto edificante.

(Da ultimo mi sia concessa una puntualizzazione a proposito della rubrica della settimana scorsa, laddove esprimevo sorpresa per il fatto che quest’anno il consiglio comunale di Macerata si è riunito ben trentanove volte. Qualcuno, fraintendendomi, ha ritenuto che giudicassi eccessiva la somma di cinquanta euro a testa per ogni seduta. Nient’affatto: ok, il prezzo è giusto. Ma, considerando anche il costo per il Comune di circa duemilacinquecento euro ogni volta, trentanove sedute mi sembravano troppe. Tutto qui).



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X