Sara Giannini (Pd): “Criterio oggettivo per la definizione delle cinque aree vaste”

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Sara Giannini

Continua a far discutere la decisione della Giunta regionale di assegnare a  diverse città, tra cui Macerata, il centro di coordinamento per l’Area Vasta, come anticipato martedì da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). A questo proposito interviene Sara Giannini, Assessore regionale del Partito Democratico:

“Come sempre le elezioni allertano gli animi. E Brini non fa eccezione alla regola. La Giunta Regionale delle Marche ha utilizzato un criterio oggettivo per la definizione delle cinque aree vaste: collocarle nei capoluoghi di provincia tranne che per le due città, Ancona e Pesaro, già sedi delle aziende ospedaliere. Brini ipotizza che si vogliono rafforzare i comuni “rossi”; niente di più falso.
La decisione della Giunta, infatti,  riguarda anche Ascoli Piceno e Fano, entrambe governate dal centro destra che diventano sedi di Area Vasta. Mi risulta che il Pdl  affermi la necessità di “un ‘azienda in ogni provincia con personalità giuridica” e mi domando quali dovrebbero essere stati i criteri oggettivi della collocazione delle sedi delle aziende ipotizzate dal Pdl se non nei capoluoghi di Provincia? Infine, se si ritiene cosi importante essere sede di Area Vasta mi chiedo: come mai il sindaco di Civitanova Marche, Presidente della conferenza dei sindaci della ex zona 8 e sede del coordinamento dell’ area vasta,  nell’arco di un anno ha riunito la conferenza solo una volta?
Nei prossimi mesi dovremo affrontare scelte importanti e strutturali.
Trasferimenti di risorse: 200 milioni di euro in meno di trasferimenti statali in tre anni per la sanità marchigiana nella finanziaria approvata dal presidente Berlusconi e dal centro destra e attualmente il Governo sta anche discutendo se concentrare  questo taglio in due anni anziché in tre.
Personale: sul versante delle assunzioni attualmente la legge nazionale prevede che per ogni dieci dipendenti che vanno in pensione si possa procedere solo a due nuove assunzioni. Le Marche, e solo fino al 31 dicembre prossimo, hanno potuto aumentare a 7 nuove assunzioni ogni dieci pensionamenti solo perché siamo una delle poche Regioni con i conti in equilibrio. Attualmente il Governo sta discutendo  di un blocco totale delle assunzioni nel prossimo triennio. Per la nostra Regione ciò significa  750 dipendenti in meno, e soprattutto nel campo delle professioni sanitarie.
Strutture: si prevede nel patto della salute già approvato nella finanziaria dello Stato che dovrà essere ridotto il 24% delle strutture complesse, (tecniche, amministrative e sanitarie) , e se le Regioni non daranno corso a tali provvedimenti saranno penalizzate con ulteriori tagli ai finanziamenti statali. Di fronte a questo scenario riguardante la  sanità e in generale la situazione del nostro Paese che in questi giorni si sta facendo sempre più drammatica, Brini cerca di distogliere l’attenzione dei cittadini dalla responsabilità del suo partito e del suo governo sulle scelte sopra descritte le quali stanno mettendo in serio pericolo la sanità pubblica che, invece, la Regione Marche sta difendendo da anni con le unghie e con i denti, riducendo il tutto ad una battaglia di campanile su dove fisicamente è collocata la sedia del direttore. Invece io credo che dovremo pensare  a come la provincia di Macerata, con i tagli obbligati dal Governo a risorse , strutture e personale,  immagina la sua proposta sanitaria avendo come obiettivo l’ efficienza  delle strutture che devono dare risposte ai cittadini malati e alle loro famiglie e  come Civitanova Marche rientri in questa discussione da protagonista e con un livello alto di proposta e di confronto e non riducendo sempre tutto alla polemica del bar”.


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