La Maceratese gioca in dodici
Il calore dei tifosi la sua arma in più

ECCELLENZA - Erano anni che non si vedevano 2.000 spettatori all'Helvia Recina. Merito della triade Tardella-Cicchi-Di Fabio
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di Andrea Busiello

(leggi la cronaca del big match Maceratese-Fermana)

Il calcio è uno sport fantastico. Ci sono tanti motivi per i quali potrebbe essere corretta questa disamina ma uno in particolare fà la differenza: ognuno la pensa a modo suo, ognuno di noi nel suo piccolo critica, elogia, è allenatore, presidente, direttore sportivo. Alla fine, per ragion di logica, a ricoprire questi ruoli sono delle persone specializzate. Poi, a volte si sbaglia nella scelta tecnica oppure si “azzecca” come si suol dire, questo è dettato dalla fortuna, dalla bravura, dall’esperienza e da tanti piccoli fattori che mescolatisi insieme fanno la differenza. Premesso ciò è bello dire una cosa: vedere l’Helvia Recina con 2.000 ed oltre spettatori presenti nella prima gara interna della stagione di un campionato regionale come l’Eccellenza è stato un gioiello per tutta la città. Non credo che tutti quei tifosi sono accorsi perchè alla prima di campionato la formazione biancorossa, in emergenza, ha conquistato tre punti a Belvedere vincendo con un autogol. Tutte quelle persone ieri sera hanno fatto si che per una volta, ma è probabile che non sia una cosa isolata d’ora in avanti, si respirasse aria nuova a Macerata. Questo è dovuto principalmente ad una programmazione oculata. Tre le persone cardine di questo progetto, in scala di importanza. Maria Francesca Tardella è diventata la presidente della Maceratese in questa stagione e seppur peseudo-neofita in questo settore ha dimostrato sin dall’inizio di saperci fare e soprattutto di avere le idee chiare. Se fosse un uomo, avremmo detto che è un presidente con le “palle” ma non credo che se questa frase venisse girata alla stessa ci sia l’ipotesi di offenderla. Secondo punto cruciale è la scelta del direttore sportivo. E’ stato scelto Claudio Cicchi, una persona che mangia calcio 24 ore al giorno e sa anche che numero di scarpe porta pinco pallino: insomma, un veterano che non può che dare una mano a questa società sotto tutti i punti di vista. Terza persona è certamente Guido Di Fabio: vi siete mai chiesti perchè un allenatore che guida la Primavera del Lecce accetta una panchina d’Eccellenza? Per soldi? Mah, non credo. Probabilmente perchè il progetto che c’è dietro è importante e Di Fabio non è venuto a Macerata per fare la meteora ma bensì per rimanerci a lungo e allenare una squadra che possa giocare in altre categorie, non l’attuale Eccellenza.

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Abbiamo parlato di persone e le più importanti credo che siano state citate, anche se ci sono almeno altri 50 personaggi che per quello che danno alla causa, meriterebbero una citazione. Ne vogliamo prendere uno per esempio? Gianni Piangerelli. Il suo ruolo in società non è ben definito, noi possiamo dire che è un factotum, una colonna biancorossa. Detto ciò, passiamo al succo del discorso. Negli ultimi anni la Maceratese allo stadio, in casa, al massimo riusciva a portare 3-400 spettatori, a prescindere dalla categoria e dalla dirigenza. La gente che fequentava questi gradoni dello storico Helvia Recina insultava tutti, dal primo all’ultimo della società perchè non gli andava bene niente anche quando si usciva dallo stadio con 3 punti. Quest’anno le cose sono cambiate, a Macerata che c’era una fame di calcio spropositata è qualcosa di scontato ma vedere 2.000 persone per la seconda giornata del campionato d’Eccellenza è qualcosa di folle (in senso positivo, ovvio!) e questo lo vedono e risentono tutti. Non vogliamo addentrarci troppo nell’aspetto tecnico, anche se siamo convinti che la “Rata” disputerà un grande campionato, ma vedere una spinta del genere ti dà la fortuna di giocare in 12; per chi vive di calcio e lo adora come sport, sa bene quanto conta l’ambiente, l’aria che si respira, la serenità che trasmette la società. A prescindere da come andrà il campionato biancorosso la Maceratese ha una fortuna gigantesca: quella di giocare con l’uomo in più sempre, in casa ed in trasferta.

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Mister Guido Di Fabio a colloquio con il ds Claudio Cicchi

A fare il presidente ci penserà Maria Francesca Tardella, a fare il ds Claudio Cicchi, l’allenatore Guido Di Fabio. In campo si va sempre in 11 contro 11 ma l’arma in più di questa Maceratese rispetto a tutte le altre squadre di questo torneo è facile da intravedere: sono i suoi tifosi, la sua città, la sua gente che ha fame di calcio e vuole tornare ai fasti d’un tempo. Bambini, giovani, ragazzi, padri di famiglia: qui tutti sono protagonisti e danno il proprio supporto alla squadra. I biancorossi vinceranno il campionato? Domanda difficile: sarà il campo a rispondere. Per ora ci sono già dei vincitori, nonostante siamo alla seconda di campionato, ovvero chi è riuscito a portare così tanta gente allo stadio e logicamente quelle persone che amano i colori biancorossi. Maceratese credici, con questa città che c’è dietro nulla è impossibile.

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Moreno Morbiducci e Maria Francesca Tardella



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