“Strada troppo pericolosa, la tragedia di Fontespina era nell’aria”

Lo sfogo di un cittadino dopo l'incidente mortale in cui ha perso la vita Lanfranco Cestola. "Miope politica urbanistica dell'Amministrazione comunale di Civitanova, restringere la carreggiata è stato un errore gravissimo"

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Il luogo dell'incidente di ieri dove ha perso la vita Lanfranco Cestola

 

di Laura Boccanera

Dopo il drammatico incidente in cui ha perso la vita ieri pomeriggio Lanfranco Cestola (leggi l’articolo) si torna a discutere della pericolosità di Via Colombo, la stessa strada sulla quale lo scorso luglio diverse persone sono state investite da auto in corsa mentre attraversavano lungo le strisce pedonali. In quei casi il tratto in questione è leggermente più a nord, vicino al sottopasso che conduce al mare e la presenza di un incrocio con scarsa visibilità aveva provocato tre investimenti, una media di uno a settimana. In quell’occasione l’associazione Fonte che opera nel quartiere aveva formalmente protestato scrivendo una lettera al sindaco che aveva promesso di effettuare un sopralluogo con le forze di polizia municipale e di fatto a seguire sono stati incrementati i controlli con la presenza di un vigile. Il fatto di ieri riaccende però l’allarme su una via ad alto scorrimento di mezzi, dove spesso le velocità, nonostante i dissuasori sono poco rispettate.

A questo proposito ci scrive un lettore, Marco Gatti, per esternare la sua indignazione nei confronti della mancanza di sicurezza, con un invito, ad autisti ed amministratori.

“Sono ancora scosso per quello che ho visto ieri sulla S.S. 16 di Civitanova Marche nei pressi del quartiere Fontespina, dove un povero ciclista è stato travolto ed ucciso da un folle che non ha avuto neanche la premura di fermarsi e riconoscere le sue colpe. Un corpo immobile sull’asfalto. Forse sarà per questo motivo che la mia indignazione è ancora tanta, soprattutto ed ovviamente nei confronti di quell’automobilsta pirata, ma anche nei confronti di una situazione viaria, quella della zona Nord di Civitanova, che da ormai troppo tempo è oltre ogni limite di sopportazione.

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La zona più a nord di Fontespina, teatro di diversi incidenti stradali

Secondo il mio umile parere, la miope (tanto per essere diplomatici) politica urbanistica della nostra Amministrazione ha seppur indirettamente contribuito all’incidente che ha travolto e spezzato la vita del povero Lanfranco.

Chi ha deciso di rendere la S.S.16 un parcheggio lungo 2 km., restringendo la carreggiata ai livelli di una via secondaria, lasciando chiunque fruiva della statale con bici, scooter, ciclomotori, in balia di auto e mezzi pesanti ritrovandoseli incollati ovunque, dovrebbe riflettere e spero, seppur in misura minima, sentirne il peso sulle proprie coscienze.

Se dei semplici cittadini come me sono in grado di capire che così come è stata realizzata la situazione è insostenibile e poco sicura, gli addetti ai lavori dovrebbero a maggior ragione prenderne atto.

Chiunque viva a Civitanova Marche o Porto Potenza conosce bene la realtà che ho descritto ed oltretutto da quando è  stato istituito il senso unico sul lungomare nord, la Statale deve sopportare anche un surplus di traffico e di congestione.

Quando si è alla guida è necessario essere responsabili, nel rispetto del codice della strada e soprattutto nel rispetto della vita umana, gli incidenti possono capitare, ma non a causa di un tizio che zigzagava allegramente per le strade di un paese.

In questo caso dunque il mio appello è rivolto a tutti coloro che guidano, ma anche alla nostra amministrazione ed esorto i primi, quindi anche me stesso, ad essere più prudenti e responsabili ed i secondi affinché rendano più sicure le nostre strade con il loro lavoro, mettendo in atto tutti i provvedimenti necessari al fine di prevenire nei limiti del possibile episodi come questo.

In un simile contesto restringere la S.S. di 2 metri per ricavarci dei parcheggi è stata una follia.

Concludo questa mia lettera con una costatazione molto amara, affermando che chiunque vive a Civitanova Zona Nord aveva il sentore che prima o poi una tragedia del genere sarebbe accaduta.

Purtroppo chi ne paga le conseguenze è un uomo di 50 anni, la sua famiglia e tutti i suoi cari, a cui vanno le mie più sentite condoglianze”.

Marco Gatti


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