“Ferie d’agosto” a Macerata

Aumentano i visitatori e quasi tutti i negozi limitano la chiusura a questa settimana

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di Beatrice Cammertoni

Come tradizione, nel pieno di agosto, la nostra Macerata si svuota della maggior parte dei suoi abitanti. Uffici e negozi chiusi, in attesa del rientro in massa che si ultimerà intorno alle giornate di celebrazione del Patrono San Giuliano a fine mese. Anche qui insomma, è ancora radicata l’abitudine tutta italiana di concentrare le proprie vacanze dal lavoro e dalla routine di città nelle settimane immediatamente precedenti e successive al giorno di Ferragosto. Niente a che fare, ad esempio con i laboriosi tedeschi, che non chiudono mai completamente la stagione lavorativa ma agiscono sapientemente con sistemi per la rotazione delle ferie dei dipendenti: si fermano le aziende e le fabbriche, chiudono sportelli e si riducono le aperture al pubblico dei vari enti. Un “ci rivediamo dopo le ferie” generale che si ripropone ogni anno non solo nelle grandi città ma anche nelle piccole realtà come quella del capoluogo. Lo stereotipo delle “Ferie d’Agosto” si ripresenta puntualmente, con buona pace di chi resta a casa in questo periodo. Anche chi non va in vacanza, e con la crisi partire si è fatto un problema per molti, si sposta verso le più vicine località marittime per il mare di giorno e per la serata dopo il tramonto.
Tutto nella norma? Non esattamente. Lo stand-by estivo, questa volta è meno “tradizionale” del solito. La maggior parte degli esercizi commerciali, lo si legge dai cartelli affissi alle vetrine, limiterà il periodo di chiusura a questa settimana, al contrario di quanto avveniva nel corso degli anni passati. Meno ferie, più sapientemente ragionate. Ma non solo. Di nuovo c’è anche il fatto che se è vero che mancano gli autoctoni, a popolare il centro storico ci pensano i turisti. Fenomeno nuovo e in crescita, forse anche questo da ricollegare alla crisi, ai rincari dei trasporti e alla necessità di ridimensionare le proprie vacanze rinunciando a località troppo lontane o troppo costose, ma va detto che per Macerata quella in corso è più che un’estate una nuova “primavera” alla scoperta della propria anima turistica. Aumentano i visitatori, sia stranieri che italiani e aumentano anche le responsabilità della città per quanto riguarda l’accoglienza.
I pochi superstiti maceratesi si mescolano ai forestieri nel passeggio in città, specialmente nell’ora dell’aperitivo attenuato il grande caldo di questi giorni che in effetti assiste i vacanzieri che hanno scelto questo periodo. Sarà anche per questa ragione il risveglio anticipato del nostro centro storico?


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