Carelli e Garufi sollecitano la Giunta
“Sbloccate l’alienazione dei lotti di Valleverde”
I consiglieri di maggioranza hanno presentato una mozione approvata nella seduta di oggi. Votata anche la proroga dell'"Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l'Oriente"
di Alessandra Pierini
Il clima autunnale e l’inatteso crollo delle temperature ha condizionato anche il meteo dell’ultima seduta del consiglio comunale. La discussione, poco appassionata e senza particolari spunti, è apparsa piuttosto fredda e il confronto non si è mai riscaldato più di tanto finchè non si è parlato dell’insediamento produttivo di Valleverde grazie alla mozione presentata dai consiglieri di maggioranza Luigi Carelli (Pd) e Guido Garufi (Idv).
La mozione, approvata con 17 voti favorevoli e 11 astenuti, chiede all’amministrazione comunale di sbloccare in tempi brevi l’alienazione dei lotti dell’area, oggetto di compravendita tra privati. Per comprendere il significato della mozione, bisogna però richiamare l’attenzione sulla convenzione che regolamenta la lottizzazione Valleverde. I lotti infatti furono acquistati a prezzo molto contenuto in quanto l’intenzione era quella di stimolare gli insediamenti produttivi. I proprietari però erano vincolati nel tempo (i lotti non potevano essere venduti prima di 3 anni dalla lottizzazione) e nella vendita (i singoli lotti con destinazione produttiva industriale possono essere venduti, adeguandosi alla stessa destinazione d’uso).
«Ad oggi – ha detto Carelli, presentando la mozione – diversi acquirenti hanno fatto richiesta per l’avvio del procedimento amministrativo e che queste richieste non hanno trovato una risposta in tempi brevi chiediamo all’amministrazione di rispondere alle richieste delle singole ditte, anche per incassare il più velocemente possibile gli oneri concessori per le casse del Comune».
Pacata la risposta del sindaco Romano Carancini che, sottolineando come il fine della convenzione era quello di evitare speculazioni, ha accettato il contenuto della mozione e ha promesso che l’amministrazione farà il possibile ma verificando approfonditamente quanto previsto dalla convenzione.
Ad accendere la miccia è stato Giuliano Meschini, consigliere dell’Idv: «Il costo dei lotti era molto contenuto con 14 euro al metro quadro. Lo scopo era soddisfare coloro che avevano forte interesse a costruire e impiantare attività produttive. I lotti produttivi sono stati venduti immediatamente mentre non sono stati venduti quelli commerciali. Oggi il 25% dei lotti produttivi viene ceduto e questo non mi sembra normale, va bene la crisi ma la percentuale mi sembra davvero esagerata. L’iter era costruzione, abitabilità e poi 3 anni dopo possibilità di alienazione. Qui non si è neanche costruito. Tra l’altro due proprietari tra coloro che vogliono vendere hanno intenzione di cedere a delle agenzie immobiliari».
Ha riportato ordine Mauro Compagnucci (Pd): La giusta interpretazione l’ha data l’amministrazione dove ha richiamato l’importanza del rispetto delle leggi e delle indicazioni date dalla convenzione ma bisogna capire anche le esigenze dei lavoratori e degli imprenditori. Alla Giunta chiediamo risposte certe e rapide». Voci contrarie rispetto alla mozione sono giunte da Pierpaolo Tartabini della Sinistra per Macerata («perché questa sollecitazione? Per verificare, occorre il giusto tempo»), da Massimo Pizzichini dell’ Udc («questa è come al solito una questione tutta interna alla vostra maggioranza, vedetevela voi») e da Pierfrancesco Castiglioni del Pdl («Continuate a non andare d accordo. Così togliete lavoro all’opposizione e vi ringraziamo ma la città sarebbe ben contenta che ce lo lasciaste fare»). Sono stati 17 i voti favorevoli di tutta la maggioranza, escluso Meschini e 11 gli astenuti.
In apertura di seduta, il consiglio ha votato le variazioni di bilancio necessarie per le iniziative collaterali allo Sferisterio Opera Festival e per il Campionato Europeo di Pattinaggio. E’ stata approvata poi la proroga dell’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente fino al prossimo 31 dicembre.
Diversi consiglieri di minoranza hanno accusato l’amministrazione di dimenticanza nei confronti della figura del gesuita, in particolare Marco Guzzini (Pdl) e Fabio Massimo Conti (Lista Conti) hanno suggerito la divulgazione nelle scuole del suo significato, mentre Uliano salvatori (Pdl) ha ripreso la questione della statua dedicata al gesuita: «Il comitato ha come compito quello di fare una statua in onore di Padre Matteo Ricci. Va rivisto il metodo di individuazione dell’artista, vanno rivisti i costi ma non si può far finta di dimenticare». Non ci sta il sindaco Carancini che ricorda: «Abbiamo fatto molto per diffondere la figura di Padre Matteo Ricci e stiamo programmando un’altra mostra a Bruxelles. In più abbiamo inserito 25.000 euro per la statua. Quindi non si può parlare di dimenticanza».
Il consiglio riprenderà domani con una lunga serie di interrogazioni tanto che l’inizio della seduta è stato anticipato alle 15.


Che significa “variazioni di bilancio necessarie per le iniziative collaterali allo Sferisterio Opera Festival “?
Che l’Adam e diviniversi sono passati alla cassa.
@ Filippo
E’ una piccola spiegazione, da wikipedia, che sicuramente potranno capire anche i nostri amministratori
http://it.wikipedia.org/wiki/Bilancio_comunale e che magari potrebbe essere anche a te utile per capire come mai le “variazioni” sono sempre sinonimo di maggiori USCITE e mai di MINORI
Caro Gianfranco,
ma io lo so bene cosa significa la dicitura in oggetto! Solo che ero rimasto al fatto che tali iniziative erano pagate dalla Camera di Commercio. Mi sono perso qualcosa?
@ Filippo
Che posso dire??
RESTA DI STUCCO E’ UN BARBATRUCCO!!! 🙂
Magari si è trattato dello spostamento di una somma di denaro da una voce all’altra del bilancio no ?! Forse varebbe la pena capire meglio questa storia di Valleverde . Letta cosi sembrerebbe che c’è qualcuno che ha comprato a 10 (a prezzi inferiori a quelli di mercato) ed ora , senza fare nulla, vorrebbe rivendere magari a 50 con un bell’utile senza aver contribuito a creare alcun tipo di ricchezza aggiuntiva. Ho capito male ? Quale è stato il rischio di impresa di questi volenterosi imprenditori ?
Credo che occorra far chiarezza su quello che sta succedendo a Valleverde…alcuni imprenditori acquistano a prezzo agevolatissimo porzioni di terreno nelle quali dovrebbero costruire.
Pagano 14 euro al mq. un terreno che vale almeno 5 volte tanto, magari avvertiti da qualche “trafficante” che oggi presenta mozioni…sapendo bene che qualche anno dopo potranno fare una bella SPECULAZIONE.
Siamo alle solite. Consumiamo terreno per arricchirci dimenticando che quando non avremo più il terreno non potremo mangiarci i soldi.
Ma Pambianchi & soci qualche mese fa non esaltavano la straordinaria operazione Valleverde?
Per ora passando vedo solo strade senza capannoni, stanno facendo la conta a chi inizia a costruire prima oppure costruire lì non interessa a nessuno?
Alle Casermette continueremo ad usare questi straordinari metodi? venderemo cioè a chi costruire palazzi che non vende?
Ho letto su un quotidiano locale che l’ex sindaco Meschini potrebbe finire al Consmari. Me ne compiaccio. Si mette finalmente mano alla raccolta differenziata?
L’ex-sindaco Meschini, ergo “la nuova storia”. Ma certe volte, paradossalmente, era meglio quand’era peggio…
Operazione Valleverde? Pura speculazione da parte di chi aveva soldi da investire in una operazione apparsa subito molto lucrosa. Mi dispiace per i coltivatori proprietari che sono caduti nella trappola conferendo le loro proprietà al Consorzio. Per ora sono stati venduti solo i lotti civetta a 17 euro mq., mentre sono invenduti i restanti lotti di 130 euro/mq. Chiaro chi ci rimette, ma chiaro anche chi ci guadagna.
Salvo errore, oltre agli acquirenti dei lotti civetta, hanno lucrato ovviamente e giustamente il presidente del Consorzio che porta a casa qualcosa come 30.000 euro l’anno, il consulente legale che ne porta a casa tra i 15 ed i 20.000, i revisori e i consulenti diversi. Tutti soldi da sborsare da parte dei consorziati sui quali dovrebbero far carico ovviamente anche l’ici e il costo dei mutui accesi per realizzare le opere di urbanizzazione. C’è un aspetto però meritevole di approfondimento. Si era partiti dalla necessità di un P.I.P. (piano di lottizzazione gestito dal Comune) per fronteggiare le prime richieste ben sollecitate di insediamenti produttivi. Passata furbescamente l’idea del P.I.P., si è fatta una giravolta per dare mano libera alla speculazione (impossibile con il P.I.P.) l’amm.ne Meschini ha assecondato la formazione di una megalottizzazione privata ad opera dei proprietari dei fondi agricoli caduti nel trappolone ed ha quindi benedetto il Consorzio privato che finora ha portato benefici agli acquirenti dei primi lotti esca ceduti al prezzo politico di 17/euro inseriti nella porzione delle aree produttive, e ben più agli amministratori del Consorzio che legittimamente, per carità, si sono assegnati corpose indennità che dovrebbero superare i 50.000 Euro l’anno. Sta comunque il fatto, partiti con la suggestione di un PIP a gestione pubblica, si è poi furbescamente passati ad un Consorzio privato senza che ne esistesse la minima necessità, visti i cartelli di “affittasi” e “vendesi” esposti in tanti capannoni nella zona. I costi di funzionamento degli organi consortili ovviamente gravano sui consorti sui quali si caricano anche i costi dei mutui accesi per le opere di urbanizzazione. Si è pensato bene di coprire tutta l’ operazione con il fascinoso nome di “Valleverde”.
U n appello a Garufi e ad altri liberi consiglieri: chiariscano la questione fino in fondo,.
verifichino la fondatezza di quanto si dice in giro che qui abbiamo velocemente riassunto per l’amore a Macerata, al suo ambiente tanto straordinario quanto sciaguratamente ed inutilmente violato dalla miopia della classe politica locale, (e speriamo sia stata solo miopia!) e perchè siamo contrari ferocemente ad ogni interessata soverchieria. Ripercorrete passo passo le varie fasi dell’operazione, sempre che permangano ancora tracce della calata degli Unni a Piediripa.
Mus: la dicitura esatta dovrebbe essere
valleMORTA
Molto interessanti le considerazioni di Roberto Cherubini e di Mus Rugens (quest’ultimo veramente informatissimo, al punto da far pensare che si tratti di una persona ben inserita nei palazzi del potere locale).
A me sembra che quasi tutti i guai del Sindaco Carancini nascano dal secondo mandato di Meschini, che , diciamo la verità, negli anni 2005/2010 ha amministrato la città quasi contro voglia, quasi solo per creare problemi alla sua coalizione (che infatti carezzò a lungo l’ipotesi di defenestrarlo): questa è almeno la mia impressione, che si basa , tanto per fare qualche esempio, sulla questione Valleverde, sui rapporti con la Fondazione (che portarono Tuttoingioco a Civitanova), sui rapporti con la Curia per la statua di P. Matteo Ricci (non sono stati mai chiariti i reali impegni assunti al riguardo da Meschini con il Vescovo e i reali poteri conferiti di fatto allo stesso).
Ma potrei citare anche tutte le altre questioni molto importanti sollevate sempre da Mus Rugens in un altro commento sulla stagione lirica, che veramente, per esigenze di democrazia e di trasparenza, meritano una risposta dalle forze politiche. Come cittadini abbiamo il diritto di esigerle e di sollecitarle, quelle risposte.
A mio avviso, comunque, tornando per un attimo a Valleverde, nella gestione operativa dell’Urbanistica Meschini ha quasi del tutto delegato all’assessore competente e ai dirigenti del settore, di fatto disinteressandosi delle più importanti operazioni.
Era talmente negativo il bilancio del secondo mandato di Meschini che il centro sinistra, nel 2010, era convinto di perdere le elezioni comunali. Carancini ha poi vinto non per la sua coalizione, ma perchè a titolo individuale è una brava persona, e soprattutto perchè il centro destra si è fatto molto del male da solo (ricordiamoci le liste Conti e Ballesi). Oggi però Carancini porta tutto il peso negativo del secondo mandato Meschini (durante il quale è stato anche capogruppo consiliare), e non riesce a scrollarselo di dosso.
Secondo me la “nuova storia” doveva significare, nella testa di Romano Carancini, proprio l’affrancazione dai
poteri forti locali che, nell’epoca del centro-sinistra, hanno di fatto governato la città negli ultimi 15-16 anni (ecco, perchè scontentando molti, ha voluto una Giunta composta da elementi di sua stretta fiducia; ed ecco spiegata anche la mancanza di dialogo con la sua maggioranza), ma i partiti della sua coalizione lo stanno marcando molto stretto, con un micidiale “fuoco amico”, molto più devastante di quello che proviene dalle file dell’opposizione (qui un plauso meritano i giovani Nascimbeni, D’Alessandro e Guzzini, quanto meno per l’impegno che mettono nel loro mandato).
Nei fatti, il rapporto tra il Sindaco e la sua coalizione è divenuto un quotidiano tiro al piccione. Secondo Liuti a settembre potrebbe succedere qualcosa. Secondo me l’implosione è vicina, anche se a settembre non accadrà probabilmente nulla, e potrebbe essere anche lo stesso Sindaco, stanco di subire, ad accendere tra qualche mese la miccia. Vedremo.
@ Bommarito
Almeno fino al 2006-2007, alle riunioni di Maggioranza, non si parlava proprio di defenestrare Meschini in quanto, chi davvero contava, non ne sentiva proprio il bisogno.
(per la serie: perchè cambiare qualcosa quando, per quello che mi interessa, già so sempre come va a finire visto che decido io -anche se non sono il Sindaco e nemmeno siedo in Consiglio Comunale-????)
Semmai c’è stata un pò di maretta su un possibile rimpasto, nel 2008, che non venne fatto (anche se in origine si sarebbe dovuto fare) in quanto c’erano troppe situazioni “ad incastro” (dove ogni tasello era legato a tanti, troppi, altri) per cui, se si fosse cambiato uno o due assessori, si rischiava un “effetto domino”, con successive richieste di cambio di amministratori di partecipate, altri assessori, consiglieri di amministrazione, ecc….
E quindi venne tutto “camomillato” fino alle elezioni.
Nelle varie discusisoni informali (che si facevano fuori dalle riunioni di maggioranza), senza reali percorsi politici condivisi, tra i tanti nomi che si facevano (in caso di rimpasto), c’era anche quello di Carancini (Vicesindaco).
Ma era solo un nome tra i molti che circolavano.
In teorica un posto di maggiore visibilità (Vicesindaco al posto di semplice capogruppo) sarebbe poi servito a “lanciarlo” nel 2010 come prosecuzione dell’era Meschini….
Per come è finita gli è andata grassa che non ha avuto incarichi nella precfedente legislatura, sebbene poi Meschini sia stato un suo (ufficiale) MAIN sponsor.
Invece nel 2008/2009 già si indicavano (sempre informalmente) alcuni di coloro che da Consiglieri (indipendentemente da chi sarebbe stato Sindaco nel centro sinistra, in caso di vittoria) sarebbero satti molto probabilmente “promossi” ad Assessori: io avevo sentito 3 nomi e questi 3 nomi poi sono diventati 3 Assessori.
Tra il 2004 ed il 2010 sarebbe forse più interessante, semmai, andare verificare (per chi ne avesse voglia) quanti (involontariamente ovvio) dei parenti, amici o amanti (dei 49) abbiano acquistato o venduto terreni nelle settimane o nei mesi precedenti in cui, tali terreni, “ufficialmente” sarebbero stati oggetto di variazione di destinazione…
@ Cerasi
Caro Gianfranco,
ma visto che tu sapevi tutte queste cose (e le disapprovi), come mai alle elezioni ti sei sperticato per votare Carancini?
@ Filippo
Inanzitutto io le sapevo,per sentito dire, in maniera generica, a trozzi e bocconi in quanto in via ufficiale nulla veniva detto alle riunioni.
Quindi i dubbi e le perplessità me le tenevo, in quanto tirare fuori un “sentito dire” un “mi sembra” ad una riunione non avrebbe sortito alcun effetto, se non una scrollata di spalle…
Secondariamente io ho fatto campagna elettorale (campagna elettorale? se così si può dire, ma credo sia un’esagerazione, in quanto non è che mi sia spellato le mani per applaudire) soprattutto al ballottaggio (Carancini/Pistarelli): ed ovviamente ho preferito votare chi, tra i 2, era MENO LONTANO dai miei percorsi politici.
(e non mi sembra che, in campagna elettorale, sia stato molto tenero con il pulcino Carancini, portato dalla chioccia Meschini…)
Al primo turno ho invece votato per il candidato Sindaco che io definivo “Kennedyesiano”, cioè per quello che dovresti aver votato anche tu…
Hai votato anche tu per Giorgio Ballesi? Mi fa piacere: secondo me, a tutt’oggi, è uno di quelli che stanno lavorando più seriamente in Comune. E glielo riconoscono tutti, da destra a sinistra. In effetti credo proprio che sarebbe stato un bravo sindaco.