Lo storico Caffè Maretto chiude le porte

CIVITANOVA

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di Laura Boccanera

Le donnine del Munari dipinte sulla volta del Caffè Maretto da qualche giorno non ammiccano più agli avventori del bar. Sta probabilmente per chiudersi un altro capitolo della storia del mitico bar che si trova sotto le logge di Palazzo Sforza, simbolo un tempo della Civitanova da bere che oggi forse sceglie altri luoghi per la movida e il divertimento. La struttura da circa una decina di anni era tornata ad essere il fiore all’occhiello. La prima a credere nel progetto fu la show girl Natasha Stefanenko che insieme al marito aveva riqualificato il locale fino a farlo diventare uno dei luoghi di ritrovo vip. Nei primi anni 2000 non era raro assistere al traffico in tilt e auto in doppia fila e tripla fila pur di fare una capatina “da Maretto”. Poi lentamente il declino, nonostante i tentativi di mantenere vivo e vivace uno spazio nel cuore della città. Nell’ultimo consiglio comunale il bar era stato al centro di un intervento del consigliere Sergio Cognigni: la gestione doveva alle casse comunali ben 6 mensilità arretrate, per un totale di 24mila euro. E così il comune ha provvisto di emettere lo sfratto. Da ieri le porte sono chiuse, le sedie in vimini ritirate all’interno. La memoria dello storico Caffè e lo spazio privilegiato in centro città non sono stati sufficienti a far quadrare i conti e attirare clienti.


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