Il concerto del Quartetto delle Marche
ha dato il benvenuto all’estate maceratese
Macerata ha salutato l’arrivo dell’estate 2011 con l’applaudito «Concerto del Solstizio d’Estate», tenuto dal Quartetto delle Marche in una sala interna dello Sferisterio. È stato un modo originale di celebrare il giorno più lungo dell’anno, quasi uno di quei riti pagani del passato che sembrano piacere anche a noi, uomini del XXI secolo. Infatti la sala era piena di appassionati, convenuti nella calda serata del 21 scorso, per assistere ad una bella e apprezzata esibizione del Quartetto delle Marche, nato nel 2007 e composto da David Taglioni (I violino), Giuditta Longo (II violino), Aurelio Venanzi (viola) e Andrea Agostinelli (violoncello), nell’ordine nella foto, da sinistra.
Interessante e ben assortito il repertorio della serata. Apertura del concerto con musiche di Nino Rota, in occasione del centenario della nascita del compositore milanese, vero enfant prodige e conosciuto appieno dal grande pubblico italiano solo per la sua produzione di colonne sonore ma non altrettanto per le sue numerosissime composizioni di musica classica. Del M° Rota i giovani concertisti hanno eseguito un «Quartetto per archi», composto a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, un’opera dalla stesura ricca e semplice, articolata in tre movimenti. L’«Allegro robusto» finale in Do magg., festoso ed energico, capace di evocare momenti di meditazione di rara bellezza, ha raccolto il caloroso apprezzamento dei presenti.
Dopo Rota, non poteva mancare il Giuseppe Verdi nazionale, a pieno titolo inserito nelle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia. Del genio musicale di Roncole, Taglioni & Co. hanno proposto un poco noto «Quartetto per archi in mi min.» in quattro movimenti, unica sua opera cameristica, scritta nel 1873 in risposta al fenomeno delle prime Società italiane del Quartetto che propugnavano idee di esclusivismo culturale e di apertura alla musica strumentale tedesca. Il Quartetto di Verdi è stato apprezzato molto dal folto pubblico che ha tributato ai concertisti un meritato e lungo applauso. A chiusura del ricco programma, sono stati eseguiti brani verdiani tratti dal melodramma «Un ballo in maschera», nella trascrizione curata da Angelo Mariani, contemporaneo di Verdi.
In conclusione, una bella e piacevole serata con musica di alto livello eseguita da bravi e ormai noti concertisti, una serata da ripetere per dare vita ad una simpatica tradizione.
