Palloncini bianchi e le note di “Stella”
per l’ultimo saluto a Matteo Micheli
In tantissimi al funerale del giovane di Camporotondo morto venerdì scorso in un incidente stradale
Una intera comunità si è stretta intorno alla famiglia di Matteo Micheli, il 22enne di Camporotondo tragicamente scomparso sabato in un incidente stradale (leggi l’articolo) mentre si trovava a bordo della sua moto, nel giorno dell’ultimo saluto. La chiesa di San Marco non è stata sufficiente a contenere quanti hanno voluto partecipare alla cerimonia funebre, tanto che la messa si è tenuta nella omonima piazza di fronte al palazzo comunale. Ad officiarla, di fronte a tantissimi giovani visibilmente commossi, don Antonio Tibaldi che nella sua omelia ha cercato di trovare parole di conforto per i familiari dello sfortunato giovane distrutti dal dolore. Dietro l’altare campeggiava un grosso striscione con su scritta una frase della canzone “Stella” di Antonello Venditti: “Occhi azzurri per vedere questo amore grande, grande grande. Questo cielo si rischiara in un istante. Non andare via, non ci abbandonare, stella stella mia, resta sempre nei nostri cuori. I tuoi amici”. Sulle note di questa stessa canzone, gli amici hanno salutato, insieme a un lancio di palloncini bianchi, la bara prima della tumulazione al cimitero di Cessapalombo. Poco prima del termine della funzione religiosa, un amico di Matteo, a nome di tutti gli altri, ha preso la parola per ricordare i tanti momenti belli trascorsi insieme, specificando che per loro quello di oggi è stato “solo un ciao e non un addio”. Un messaggio di cordoglio e vicinanza alla famiglia è giunto anche dal vescovo Giovanni Francesco Brugnaro.
r. s.
Chiedo scusa, ma vorrei ricordare a tutti i giornalisti che Matteo al momento dell’incidente non era un centauro, come viene sempre scritto, ma un semplice motociclista.
Il centauro è colui che gira in pista, chi gira su strada e un MOTOCICLISTA.
Faccio le mie condoglianze alla famiglia di Matteo, in particolare al babbo Mauro che conosco come ristoratore e come persona gentile e cortese. Spero di potervi rivedere presto al vostro posto di lavoro, io seduto ad uno dei tanti tavoli, circondato da tante persone, le quali non saranno solamente li per mangiare, ma da ieri, anche per esservi vicini, come dimostrazione dell’affetto e dell’amore presente dell’amicizia. A presto. P.
Fortunatamente in momenti così tragici arrivano dei commenti e delle precisazioni tanto utili come quelle del signor Della Ceca. Al quale comunque gioverà ricordare che Il centauro era una figura mitologica metà uomo e metà cavallo. Per analogia con i “cavalli” delle moto, TUTTI coloro che salgono sopra una due ruote a motore possono essere definiti centauri. E magari la prossima volta lasci un commento di cordoglio invece di queste inutili puntualizzazioni