Musicultura si prepara al gran finale
Il pubblico sceglie il vincitore
Passano alla finalissima Renzo Rubino e Romeus. Emozioni sul palco dello Sferisterio per lì'esibizione di Fiorella Mannoia. Grandi applausi anche per Amii Stewart. Ospiti dell'utlima serata Patty Pravo, Afterhours, Lina Sastri, Lunetta Savino, Le Rivoltelle e Teresa De Sio
di Paolo Gambetti
La seconda serata di Musicultura 2011 va in una sola direzione, premia i giovani a discapito della maturità artistica. La spontaneità vince, così Renzo Rubino e Romeus torneranno a suonare stasera (domenica) allo Sferisterio insieme a Babalù e Andrea Cola (leggi l’articolo).
Il primo artista ad esibirsi è un gruppo: Piccola Bottega Baltazar con la canzone “La donna del cowboy”. E’ un pezzo acustico dove si immagina come potrebbero essere un cowboy e la sua donna nel 2011. Il sound è completamente acustico e il contrabbasso con gli accenti in levare nella strofa crea una discreta tensione che si risolve in un crescendo nel ritornello. Divide il pubblico la citazione a fine pezzo dei Ricchi e Poveri “Sarà perché ti amo”. Il presidente dell’A.F.I. (Associazione dei Fonografici Italiani) Leopoldo Lombardi consegna al gruppo il premio per la migliore musica. Premiata anche Momo per il miglior progetto discografico.
Secondo artista in gara è Pierlugi Colantoni con “Casadolcecasa”. Il pezzo, contenuto nel concept-album “Soluzioni Co-abitative”, racconta in chiave ironica la ricerca disperata di una casa da parte di un giovane. L’impatto con la realtà pian piano distruggerà ogni tipo di “sogno abitativo” e il protagonista dovrà scendere a compromessi con un alloggio più alla sua portata. Pensavo, ascoltando il pezzo, che nella storia della musica il concept album è stato uno strumento favoloso per raccontare grandi temi. Si pensi a “Storia di un impiegato” oppure “The dark side of the moon”. Oggi invece in un concept si parla della ricerca di una casa…Decadimento culturale o problema reale? Forse entrambi.
Poi è il momento di Renzo Rubino, giovanissimo artista di origine pugliese, con la canzone “Bignè”. Durante la prima parte della canzone, dai colori pastello chiaro, il cantante racconta il pezzo dai tasti del suo pianoforte. Nella seconda parte, scandita da un cambio melodico-ritmico, il musicista corre su e giù per il palco giocando a fare il direttore d’orchestra con la sezione d’archi che lo accompagna. Il ragazzo è molto simpatico ma musicalmente le idee sono poche. Già sentito, già visto. Probabilmente anche grazie alla capacità del musicista di accattivarsi il pubblico, viene promosso dallo stesso alla finalissima di domani.
L’ultimo ad esibirsi per il concorso di Musicultura è un’artista di nuovo giovanissimo e di nuovo pugliese: Romeus con la canzone “Caviglie stanche”. Questo giovane dalla faccia pulita, quasi pescato da un talent show, porta un po’ di rock sul palco. Purtroppo la ribellione rock scarseggia in quanto è praticamente impossibile non accostare il pezzo a qualche hit dei Negramaro. Anche il testo non fa venire i brividi alla schiena per le emozioni: siamo al solito “lei lascia lui”. Anche Romeus viene premiato dal pubblico, tornerà quindi a suonare alla finalissima. Dispiace dirlo ma le proposte del venerdì erano molto più interessanti di quelle del sabato.
Ad aprire le danze degli ospiti della serata ci pensa Maddalena Crippa portando sul palco una superba interpretazione del teatro di Giorgio Gaber. Lo show è di altissimo livello e, nonostante la difficile prova di voler rendere omaggio ad un cantautore grandissimo, l’artista in questione è promossa a pieni voti. La Crippa apre con “Sogno in due tempi” passa per la sempre attuale “Destra-Sinistra” e chiude in gran stile con “Quando sarò capace di amare”.
Grandi applausi per Amii Stewart che sale sul palco e si rivolge al pubblico in perfetto italiano con l’invito a sostenere la campagna per assegnare il Premio Nobel per la Pace alle donne africane (leggi l’articolo). Così propone “Walking Africa” da lei scritta per il progetto su cui è impegnata. Una canzone fortemente permeata del sound di questo continente.
Decisamente immensa l’esibizione di Fiorella Mannoia accompagnata al pianoforte dal maestro Luca Scarpa. Voce e piano bastano per riempire il palco e per regalare grandi emozioni al pubblico dello Sferisterio. La Rossa apre con “Oh che sarà”, continua con “Sally”, “Via con me” e chiude con “Quello che le donne non dicono”. Interessante notare che nessuno dei quattro pezzi proposti è stato scritto dalla Mannoia. Eppure lei ha questa capacità di rendere vive le immagini che canta come pochi sanno fare. Venerdì abbiamo sentito “Quello che le donne non dicono” cantata da Ruggieri, l’autore della canzone. La differenza è abissale tra le due versioni facendo riflettere sul fatto che lo stesso brano cantato da due persone ha come risultato due canzoni differenti. Avrà molto da riflettere chi ancora si ostina a gettar fango sulle cover-band. A conferma di ciò la Mannoia è stata premiata dall’Università di Macerata e di Camerino per la sua capacità di “Forgiare le parole come il fuoco con il metallo”. Concede come bis “La storia”.
Ancora un premio dei fonografici va a Musicultura come scopritrice di talenti, Leopoldo Lombardi premia Piero Cesanelli con la targa Piero Danè e il Patron del Festival non si risparmia la battuta: “Ci con0sciamo da 22 anni, mi aspettavo dei soldi non solo una targa!”
La musica è capace anche di farci ridere e il Quartetto Euphòria gira tutt’Italia con quest’intento. Forti delle collaborazioni con la Banda Osiris, le quattro donne (due violini, una viola e un violoncello) portano uno spettacolo fondamentalmente di musica classica. L’intento era di suonare la celebre Quinta di Beethoven ma, tra mille peripezie, non ci riescono. La Sinfonia viene contaminata dalle citazioni musicali più disparate. Il quartetto spazia quindi da De Andrè a Concato, da Renato Zero a Lady Gaga, da Santa Esmeralda ai Rolling Stones. Corrono, saltano, suonano e recitano sul palco portando uno spettacolo molto divertente e l’ilarità tra il pubblico faceva da padrona. Per la gioia dei giovani a chiudere la serata ci pensa Giuliano Palma & The Bluebeaters. Ritmi in levare come nella migliore tradizione ska, Giuliano Palma in generale fa ballare e coinvolge molto il pubblico. GUARDA IL VIDEO
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Stasera ancora una notte di grande intensità, presentata con sempre più disinvoltura da Fabrizio Frizzi. Basta citare Lina Sastri, che in un pugno di canzoni evocherà la raffinata educazione sentimentale di un popolo che sa cantare in modo travolgente il tumulto delle passioni. Bellissime canzoni di un passato che non passa, e che invita la sofferente Napoli odierna alla fiducia in sé stessa. Sempre dal caldo del sud arriva Lunetta Savino, attrice completa e appassionata, che allo Sferisterio porta sul palco la poesia erotica, per rivisitare sull’onda del tempo i pensieri che scorrono nelle menti degli amanti nel momento del piacere. Ancora musica e poesia, prima del martellante ritmo de Le Rivoltelle. Quattro rockeuse calabresi armate di chitarre elettriche, sax, violini e percussioni, con il loro vasto repertorio di grandi successi nazionali ed internazionali nell’arco temporale che va dagli anni ‘60 ai ‘90, riletti in chiave ska, rock e reggae.
Territori rock anche per Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo e Xabier Iriondo degli Afterhours, che tornano al festival nel pieno della propria maturità, dopo avervi portato la propria testimonianza già nei primi anni di carriera. Manuel Agnelli e compagni interpretano la vena crossmediale di Musicultura sul filo che unisce musica, parola e voce. E di sicuro il pubblico di Musicultura è tra i più adatti a recepire l’impatto della performance di stasera. Infine Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, che dall’alto della sua disarmante, lunare espressività, a Musicultura onora un antico debito che la nostra canzone d’autore, specie nella fase della sua originale presa di coscienza, ha senz’altro contratto con quella d’oltralpe. Basti citare Leo Ferré, o Jaque Brell.L’ospite a sorpresa sarà quasi certamente Teresa De Sio.
Con loro i quattro vincitori, Andrea Cola, Babalù, Romeus e Renzo Rubino. che si contenderanno il primo premio UBI Banca Popolare di Ancona di 20 mila euro, “che permetterà al vincitore assoluto di Musicultura di vivere almeno un anno da artista dedicandosi esclusivamente al suo talento”, come sottolinea il direttore artistico Piero Cesanelli.
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Nel pomeriggio intanto si chiude il sipario sulla Controra di Musicultura, dopo una lunga settimana di eventi, altrettanto carichi di intensità: un trittico di appuntamenti cuciti insieme dal filo rosso della poesia, lasciando al pubblico che ha assistito a questa lunga settimana di reading poetici, concerti e incontri con gli autori, un sapore dolce e intenso. Come dolce e intensa riesce ad essere sempre Isabella Ragonese, uno dei volti più profondi della cinematografia italiana, che in A tu per tu, alle 18 a Palazzo Conventati, racconterà la sua storia di attrice, ma soprattutto di autrice fuori dai canoni e dagli schemi. Dall’intensità di Isabella Ragonese, all’erotismo di La Passion Predominante, alle 18.30 nel cortile del Palazzo Municipale, con la voce di Lunetta Savino accompagnata dalla musica di Fabio Battistelli e Giovanni Seneca. Proporranno per il pubblico della Controra un recital a luci rosse, ironico ed ammiccante, spaziando nel mondo della poesia erotica, che attinge dal repertorio di autori classici come Saffo e moderni come Palazzeschi. La voce sarà di Lunetta Savino.Chiusura in versi in piazza Cesare Battisti alle 18.45 con Catalano Guitar Reading, Poesie d’amore, non d’amore e del terzo tipo, che vedrà protagonisti Guido Catalano e Matteo Negrin in “un affastello poetico di rara bellezza, poesie d’amore, non d’amore, del terzo tipo, poesie psicoattive, poesie elettriche, poesie a vapore, poesie bizzarre a tutta birra”. Guido Catalano, poeta e performer ha al suo attivo quattro libri di poesie, è stato ospite fisso della trasmissione True Line condotta da Camila Raznovich e di Barbareschi Sciock in onda su La 7.
(foto di Matteo Cicarilli)









