Musicultura, buona la prima: Babalù e Andrea Cola alla finalissima

Applauditissimi Angelo Branduardi ed Enrico Ruggeri, quest'ultimo protagonista di una gaffe sui 100 consorti dello Sferisterio: "Le mogli hanno donato ai mariti questo bellissimo posto per giocare a palla corda"

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di Paolo Gambetti

Siamo solo corpo? Esiste l’anima? Ci facciamo queste domande dall’alba dei tempi. Eppure ci rendiamo conto che solo la routine non basta: abbiamo bisogno di bellezza, d’infinito. Insomma, sia se ci riteniamo esseri spirituali sia razionali, la nostra mente o il nostro spirito deve essere nutrito. Sentiamo dentro di noi una tensione verso “qualcosa di più” che deve essere sfamata. Le arti hanno la capacità di creare come una catarsi che purifica e arricchisce “chi subisce l’arte”. Costui non è quindi un soggetto passivo, ma parte integrante che a sua volta sfama l’artista con l’applauso. Benvenuti a Musicultura! Questo festival, giunto alla 22° edizione, non è solo musica, bensì è cinema, arte, poesia e teatro nella location dello Sferisterio di Macerata che fa da ciliegina sulla torta.
musicultura2011-21-300x200Nella prima parte della serata del 17 Giugno si sono alternati quattro dei concorrenti finalisti del concorso e nella seconda quattro Big della canzone italiana come ospiti, alternando personaggi del cinema e dello spettacolo.
Il primo artista ad esibirsi è un gruppo: Babalù. Naturalmente il nome di questa formazione non vuole chiamare in causa il locale della nostra riviera, bensì si rifà ad una divinità di culto africano invocata per scongiurare malattie contagiose. Il gruppo è di origine napoletano-potentina e anche il testo della canzone, Mio fratello è Pakistano, ne risente nel dispiegarsi della strofa. Infatti il testo del pezzo raccoglie parole dell’uno e dell’altro idioma formando una nuova lingua: il napotentino. Il gruppo musicalmente si definisce etno-elettronico. Infatti, all’interno del pezzo, si nota bene un intersecarsi di contaminazioni africane, jamaicane, indiane e mediterranee. La canzone è molto interessante. Piena di ritmo, grazie anche al massiccio uso di percussioni. Il ritornello esplode, questa volta in lingua italiana, ammiccando l’ascoltatore sin dal primo ascolto. Il testo, come si capisce dal titolo, parla d’integrazione religiosa e culturale e per questi motivi il gruppo viene premiato con il premio per il miglior testo dagli studenti dell’Università di Macerata e Camerino. Il pubblico votante dello Sferisterio apprezza il tutto e promuove il gruppo alla serata finale di domenica.
musicultura2011-17-300x200Il secondo artista ad esibirsi sul palco è Andrea Cola con la canzone: Se io, tra voi. Egli è un ragazzo di Cesena che ha iniziato a scrivere canzoni sin dall’età di 12 anni. Inizialmente scriveva in inglese ma, rendendosi contento di non possedere a pieno questa lingua, comincia a scrivere pezzi in italiano. Ha pubblicato già un album che si chiama “Blu”, ma la sua copertina è completamente rossa. La canzone proposta al concorso è molto orecchiabile e la ritmica del pezzo ricorda molto il surf-rock anni ’60. Canzone spensierata, fresca e genuina pronta a passare in radio per rinfrescare l’estate. Intanto questo ragazzo qualche soddisfazione se l’è tolta. La prima è che la canzone in questione è rientrata tra le 100 migliori canzoni di Rockit del 2010. La seconda è che, nonostante qualche problema vocale nel ritornello, passa anche lui alla finale di domenica. Sicuramente l’emozione di un vasto pubblico deve aver giocato un brutto scherzo.
musicultura2011-16-300x200Ora è il momento di Momo che i più la ricordano per la sua hit di qualche anno fa “Fodanella”. Questa cantautrice è un’artista a tutto tondo: scrittrice, attrice teatrale e musicista. Il suo curriculum vanta partecipazioni e collaborazioni importanti. La poliedrica esperienza si nota nella sua capacità di “tenere il palco”. Si può permettere di rimanere ferma sul suo posto, qualche gesto con le mani e riesce a trasmettere molto raccontando bene la sua canzone. Questa si chiama “La canzone che si capisce”, è un inno alle cose semplici. L’artista nel testo gioca nell’elencare una serie d’immagini. Queste sono pensate giacere “orizzontali” se legate alla positività, alla calma e alla tranquillità. Sono invece “verticali” se legate alla razionalità, al dubbio e al pessimismo. La canzone inizia delicata e, grazie anche alla bravura dei musicisti, cresce fino ad arrivare al punto di massima tensione nel ritornello.
Ultimo dei concorrenti è il toscano Vanni Pinzauti con la canzone “Battitura”. Sicuramente un pezzo che non lascia indifferenti nonostante sia di minor impatto rispetto agli altri tre.
musicultura2011-13-300x200Le immagini del testo riguardano la battitura del grano di un tempo. 3 bambine si alternano all’artista nel dispiegarsi della canzone ripetendo in continuazione: “Tagliate, battete, di tempo ne avete, è vostro anche il grano perso. Tagliate, battete, di tempo ne avete, quest’anno sarà diverso”. Questo refrain sembra imitare il verso delle cicale nei campi. Un solo accordo per tutto il pezzo e un 3/4 incalzante pongono l’ascoltatore quasi in uno stato ipnotico. Le immagini sono ben disegnate, il cantante racconta molto bene le scene e l’accento toscano rende il tutto ancora più gustoso. Sicuramente un pezzo che non ascolteremo mai in radio ma le emozioni che il concorrente ha saputo creare sono senza pari. Sfortunatamente l’approccio sperimentale non viene premiato dal pubblico, eppure alla fine del pezzo aveva risposto con molto calore nei confronti dell’artista. Bisogna anche dire che quest’anno il livello dei concorrenti è davvero alto e votare il migliore non è per nulla semplice.
musicultura2011-19-300x200Accanto ai musicisti del concorso, la Serie A della canzone e della cultura italiana non ha lasciato a bocca asciutta il pubblico della serata. Molto toccanti le interpretazioni di Arnoldo e Orsetta Foà delle poesie di Alda Merini relative all’esperienza del manicomio della poetessa. Pilar, già vincitrice di Musicultura nel 2007, ritorna sul palco cantando “Sul nido del cuculo” di Mario Castelnuovo e un suo inedito “Meduse” che uscirà in autunno con il suo album. Grande voce e grande interpretazione della giovane cantante che sta crescendo nel suo percorso a beneficio di tutti noi che ascoltiamo le sue note. Tutti in piedi ad applaudire Angelo Branduardi, il Menestrello d’Italia che ha proposto alcuni tra i suoi grandi classici come “Vanità di Vanità”, “Ballo in Fa diesis minore”, “Cogli la prima mela” e “Alla fiera dell’est” dove il cantautore si è divertito a far cantare il pubblico durante il ritornello. Durante l’intervista a fine esibizione ha dimostrato, oltre una sensibilità che già ben conoscevamo, un’umiltà senza pari nonostante siano tanti anni che si esibisce. Anche il Maestro Pupi Avati interviene durante la serata raccontando alcuni aneddoti del suo rapporto con il ballo e lascia alcune anticipazioni sul suo prossimo film che è stato girato nelle Marche. Enrico Ruggeri porta una formazione unplugged a Musicultura e si esibisce con classici della canzone italiana che portano la sua firma. “Il mare d’inverno”, “Balalaika”, “Mistero” e “Quello che le donne non dicono”. Curiosa la sua gaffe sui 100 Consorti dello Sferisterio: “Ho saputo che questo questo bellissimo posto è stato donato dalle mogli ai mariti per farli giocare a palla corda (curiosa interpretazione di palla al bracciale, ndr), a me al massimo hanno regalto delle cravatte!”.

Chiude la serata Davide Van De Sfroos, lo Springsteen del lago di Como, che ci fa assaggiare un po’ di folklore e di nebbia della Pianura Padana con le sue “Yanez”, “La Curiera” e “La ballata del Cimino”. Una serata davvero ricca e piena di tante belle note che ha saputo sicuramente saziare palati diversi. La noia non è di certo passata per l’Arena.

(Foto di Matteo Cicarilli)

IL PROGRAMMA DELLA SECONDA SERATA: leggi

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