Manca il quorum qualificato sull’acqua
ma il bilancio mette d’accordo la maggioranza
di Alessandra Pierini
I lavori in consiglio comunale si sono aperti senza particolare verve e si sono conclusi prima del solito per la mancanza del numero legale. Oltre al sindaco sono assenti per indisposizioni e problemi personali diversi consiglieri. Se i referendum sull’acqua votati ieri hanno superato il quorum necessario, non è stato lo stesso per il consiglio comunale che ha rinviato l’approvazione di un testo condiviso dall’intero consiglio e volto a inserire il riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico nell’articolo 2 dello statuto comunale. Dopo la verifica del numero legale, il consiglio si doveva aprire con la votazione sulla modifica statutaria proposta da Antonio Carlini (Pensare Macerata), Gabriella Ciarlantini (Verdi) e Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) la quale richiede un quorum qualificato di almeno 27 consiglieri.
Non essendo presenti in aula consiglieri in numero sufficiente, il presidente Romano Mari, su richiesta dei proponenti ha rinviato la votazione al prossimo consiglio. In fin di seduta, quando il numero dei presenti era sufficiente al raggiungimento del quorum dei due terzi, Tartabini (Sinistra per Macerata) ha riproposto la votazione ma molti hanno tergiversato tanto che lo stesso ha ritirato la mozione d’ordine.
Stessa sorte per il secondo punto all’ordine del giorno che prevedeva la discussione della modifica dell’articolo 28 dello statuto sul consiglio delle donne. Anche questo è stato rinviato a fine mese.
La seduta è quindi andata avanti con la discussione del bilancio consuntivo del 2010 che riesce, laddove molte altre delibere hanno fallito, a mettere d’accordo l’intera maggioranza che ha votato a favore. Il consuntivo è stato illustrato dall’assessore Marco Blunno che ha passato in rassegna i dati riportati nell’atto: «Abbiamo un avanzo di amministrazione di 187.000 euro che sarà per ora accantonato. I risultati sono quindi simili a quelli degli anni precedenti. L’equilibrio finanziario è stato raggiunto anche grazie alla manovra straordinaria approvata per portare 1.500.000 euro in conto capitale proprio per garantire il riequilibrio di una situazione che destava preoccupazioni». Le voci più importanti per quanto riguarda le entrate sono l’Ici, la Tarsu che copre solo per il 95% il costo del servizio di smaltimento rifiuti e ancora l’Irpef, in calo le entrate derivanti dai trasferimenti di Stato e Regione e da sanzioni previste dal codice della strada. «Sono anche diminuite – ha spiegato l’assessore Blunno – le spese per il personale che è stata ridotta di 270.000 euro rispetto al 2009».
Coro di critiche da parte dell’opposizione. Massimo Pizzichini (Udc) ha chiesto all’amministrazione di essere più propositiva: «Non possiamo più far conto sui fondi pubblici, dobbiamo puntare su qualcosa di nuovo». Duro anche Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): «Negativa è la gestione dei residui attivi, su 43 milioni di euro accertati sono stati riscossi solo 15 milioni di euro, ma anche passivi pagati per 18 milioni di euro, cioè il 37% del totale. Gli investimenti pro capite hanno subito un crollo del 57% mentre l’indebitamento pro capite è diminuito solo del 3,14% passando ad 880 euro per abitante. Dall’esame dei documenti contabili risulta evidente che questa amministrazione, come la precedente, non è riuscita a tradurre gli obiettivi ipotizzati in risultati ». Se Mauro Compagnucci (Pd) dà la colpa alla crisi, Deborah Pantana (Pdl) chiede l’intervento degli organismi di controllo. Anche Fabio Pistarelli (Pdl) boccia il bilancio: «Questo consuntivo non convince né politicamente né tecnicamente, non per irregolarità ma per i suoi contenuti».
Hanno votato favorevolmente i 20 consiglieri di maggioranza, voto contrario dei 12 componenti dell’opposizione.



