Capponi: “Ricostruirò il ponte di Colbuccaro”
Pettinari: “Varerò un nuovo Piano Trasporti”
VERSO IL BALLOTTAGGIO - Il candidato del centrodestra critica l'arrivo di Casini e D'Alema: "Un compromesso antistorico". Per il candidato del centro sinistra appello al voto anche dai capigruppo in Regione di Sel e Fed. Sinistra e dai parlamentari del Pd: "Le elezioni a Macerata assumono un'importanza nazionale"
Ricostruzione immediata del ponte sul torrente Fiastra e sostegno economico alle aziende che hanno subito danni dall’alluvione. Si può riassumere così il ‘Patto per il Chienti’ sottoscritto oggi da Franco Capponi, direttamente all’inizio del cantiere che delimita l’accesso al ponte, e che arriva a poche ore di distanza dall’altro patto sottoscritto ieri a Recanati per il ‘rilancio del Potenza’.
“Un’iniziativa simbolica che vuole contrastare l’inerzia della Regione che invece di provvedere negli anni alla manutenzione delle aste fluviali – ha detto Capponi – solo dopo il disastro si è rivolta alla popolazioni colpite, usandole come scudi umani. E’ un atteggiamento criminoso che non possiamo più tollerare. Se i moderati di centrodestra tornaranno alla guida della Provincia la prima opera messa in cantiere è la ricostruzione del ponte e l’attivazione di un fondo di garanzia per tutte le imprese che hanno subito danni. Se dovesse servire verrà anche attivato un ulteriore fondo per i Comuni alluvionati in modo che non abbiano risvolti negativi sul patto di stabilità. Misure concrete e immediate su cui, però, la Provincia si riserverà di rivalersi sulla Regione
inadempiente. La nuova Provincia chiederà anche alla Regione di partecipare al stesura del nuovo Piano di sviluppo rurale, che prevede una maggiore responsabilità anche da parte degli agricoltori, che dovranno provvedere alla manutenzione dei terreni di loro competenza a ridosso dei torrenti e si imporrà affinché i presidenti della Provincia vengano nominati commissari straordinari per la gestione dei fiumi”. A chiedere un intervento immediato sui torrenti sono stati anche i sindaci di Morrovalle, il neoeletto Stefano Montemarani e il sindaco di Monte San Giusto, Mario Lattanzi che si sono detti preoccuaati non tanto per la situazione del Chienti che avendo delle dighe a monte può essere più facilmente contenibile, quanto i suoi affluenti, come i torrenti Trodica, Bagnolo e Cremone. “Studiando le situazioni degli ultimi anni – ha detto Montemarani – ci siamo resi conto che sono necessari interventi immediati. Per prima cosa una sistemazione del bacino del Trodica per impedire nuove esondazioni, poi una pulizia anche del Bagnolo e una nuova regolamentazione per la pulizia rurale”.
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Su impresa e trasporti, dove trova posto il progetto della metropolitana di superficie Civitanova Marche-Albacina, il candidato presidente Antonio Pettinari annuncia un vero e proprio New Deal:
“Per quanto riguarda le piccole e medie imprese -afferma il candidato presidente del Centrosinistra- la mia giunta metterà in campo, di concerto con l’esecutivo regionale di Gian Mario Spacca, tutte le azioni finalizzate a sostenere le PMI con riguardo particolare a quelle create dai giovani. Gli strumenti saranno i Fondi di Garanzia e tutte le altre forme di incentivazione economica e sostegno. Grande attenzione sarà dedicata ai servizi telematici (banda larga) e alle infrastrutture. A questo proposito -dichiara Pettinari- tra le priorità della mia amministrazione c’è la redazione di un nuovo piano dei Trasporti. Tutto ciò per favorire il trasporto pubblico su gomma sia urbano sia extraurbano. E per favorire sopratutto il trasporto su ferro, potenzierò ed ammodernerò la linea ferroviaria Civitanova Marche-Albacina con l’istituzione anche di nuove fermate in modo da trasformare la ‘gloriosa’ linea in una metropolitana di superficie. Com’è nelle attese di tanti che hanno a cuore lo sviluppo della provincia e i suoi collegamenti. Il rilancio economico e il riequilibrio del territorio -conclude il candidato presidente del Centrosinistra- non sono infatti sostenibili senza una vera mobilità. A questo settore ho dedicato moltissimi dei miei oltre 25 anni al servizio della Provincia. Continuate a contare sul mio impegno”.
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Franco Capponi critica il centrosinistra per l’arrivo di Casini e D’Alema (attesi domani alle 19 al lungomare sud di Civitanova e alle 21 in piazza Mazzini a Macerata) parlando di compromesso-antistorico:
“I cittadini della provincia di Macerata avranno la concreta visione di cosa sia il “Modello Ancona”, una formula vuota per nascondere un’operazione di trasformismo politico finalizzata alla mera occupazione di poltrone. A sostegno di Antonio Pettinari – che fu il vicepresidente della giunta Capponi e che pendente il giudizio di merito sul ricorso della Lam aveva dichiarato: “Non sarò mai l’anti-Capponi” – arrivano in piazza l’onorevole Massimo D’Alema del Pd e l’onorevole Pierferdinando Casini che evidentemente si è dimenticato in fretta delle sue frequentazioni marchigiane quando, da portaborse di Arnaldo Forlani, sosteneva Craxi, Andreotti, Forlani, proprio contro il compromesso storico vagheggiato da Massimo D’Alema, esponente di punta del Partito Comunista, continuatore della politica di Enrico Berlinguer che puntava a impadronirsi del governo attraverso il compromesso storico. Formula che di recente D’Alema ha peraltro rilanciato sostenendo che ci vuole una santa alleanza di tutti contro il centrodestra. Davvero viene da chiedersi se questo singolare apparentamento non sia un colpo di spugna sulla Storia e sulle storie personali dei protagonisti. Casini e D’Alema a sostegno di Pettinari oggi danno vita ad un compromesso antistorico. Sarà interessante sentire come il nuclearista Casini, che difende a spada tratta la costruzione di nuove centrali atomiche, si mette d’accordo con D’Alema il sostenitore di tutte le energie alternative purché siano gestite dalla Hera, società molto vicina al Pd, che sta cercando di mettere le mani sui rifiuti e i servizi maceratesi. Sarà interessante sentire come Casini che dice di non volersi alleare né con la destra né con la sinistra perché in disfacimento, a parole difende il quoziente familiare e il valore della vita si mette d’accordo con il D’Alema sostenitore dell’eutanasia e dei matrimoni-gay, e sarà infine interessante ascoltare come Casini portatore dei valori cattolici si mette d’accordo con il laicista D’Alema. Senza contare che a sostegno di Antonio Pettinari si schierano l’Italia dei valori e Sel, gli uni che sono i seguaci di Antonio Di Pietro il “giustiziere” di Arnaldo Forlani, gli altri i principali avversari del Pd. Ma Casini e D’Alema a Macerata nulla potranno dire né sui programmi nazionali, né sul che fare a e per Macerata perché su qualsiasi tema si troverebbero in disaccordo, come l’alleanza pro-Pettinari che appare vuota di contenuti e in perenne contraddizione con se stessa. Come spiegherà infatti Pettinari a Casini, il suo capo partito, che ha dichiarato per compiacere Sel di essere “antinuclearista convinto” e di essersi convertito sulla via ecologista? E come spiegherà Pettinari a D’Alema che per essere eletto dovrà chiedere al sindaco di Macerata di sacrificare gli assessori del Pd a vantaggio dell’estrema sinistra? I cittadini della provincia di Macerata da questi leader nazionali vorrebbero risposte sul che fare e sul come fare. Per esempio sulla sanità con il minacciato ridimensionamento dell’ospedale provinciale, sul perché si sono schierati contro il governo che tende a dare stabilità alle licenze degli stabilimenti balneari, sui tentennamenti per la Quadrilatero, sui no alla riforma Gemini che è la sola che consente di salvare le Università di Macerata e di Camerino. La verità è che la comparsa in contemporanea di Casini e D’Alema, con il singolare impegno del governatore della Regione Gian Mario Spacca a sostegno di Pettinari, è l’evidente prova che si vuole mettere le mani sulla provincia di Macerata per poter farne non un laboratorio politico, ma uno strapuntino di potere. La provincia di Macerata rischia una pesante marginalizzazione sulla sanità, sulla gestione dei servizi, sulla cultura, sull’università, sulle infrastrutture e perfino sulla promozione turistica e le scelte agricole. Su tutto questo né Casini, né D’Alema, né Spacca né tanto meno Pettinari possono dare risposte. E infatti ancora una volta si sono sottratti al confronto pubblico più volte richiesto. Mentre la provincia di Macerata chiede un riconoscimento del suo peso economico, sociale e storico, loro parlano d’altro. Perché non possono che parlare d’altro. Noi invece siamo pronti a rilanciare un programma che vuole dare alla Provincia di Macerata un buon governo, più lavoro per i giovani, più efficienza nella pubblica amministrazione e un vasto programma di nuove infrastrutture.
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Per Antonio Pettinari arriva un appello al voto da pparte di tutti i capigruppo del centro e della sinistra alla Regione Marche, comprese Sel e Federazione della Sinistra che non fanno parte della Giunta Spacca:
”Domenica in Italia – si legge – c’è la reale possibilità di aprire una nuova
fase, che ci faccia superare le degenerazioni berlusconiane e una stagione in cui il Governo di centro destra ha messo in ginocchio il Paese.
Nelle Marche l’appuntamento della Provincia di Macerata è certamente quello più importante, ed è nostra convinzione che votando Antonio Pettinari si possa premiare un candidato che, oltre a difendere i principi della
Costituzione, troppo spesso insidiati dalla destra, esprime al meglio
le caratteristiche di operosità e civiltà della nostra gente. Pettinari è un uomo corretto e tenace che ha fatto suoi i valori del prossimo referendum, che si pone seriamente i problemi delle difficoltà che incontrano le famiglie maceratesi, e che si impegna da sempre per una soluzione dei problemi del sistema delle piccole e medie imprese e delle infrastrutture del territorio provinciale. Con la sua vittoria, prevarrà la laboriosità della nostra gente, il
rispetto dell”ambiente, il sentimento dell’accoglienza, la solidarieta” e la coesione sociale. Valori di quel popolo che il presidente del Consiglio, in interviste deliranti, ha definito ”senza cervello” perchè vota a sinistra. Un cervello e un cuore di cui noi, invece, siamo orgogliosi”.
L’appello è stato sottoscritto da Mirco Ricci, capogruppo Pd, Adriano Cardogna, dei Verdi, Raffaele Bucciarelli, capogruppo della Federazione della Sinistra, Massimo Binci, capogruppo di Sel, Dino Latini, capogruppo di Alleanza per l’Italia, Paolo Eusebi, capogruppo dell”Idv, Maura Malaspina, presidente del gruppo dell”Unione di Centro, Moreno Pieroni, capogruppo Partito Socialista Italiano.
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Un altro appello arriva dal segretario regionale e dai parlamentari PD: “Anche se all’attenzione dei media nazionali vi sono le sfide di Milano e Napoli, il voto di Macerata, oltre ad essere fondamentale per il territorio, lo è per l’Italia. Siamo certi che da una provincia civile e democratica come quella di Macerata, verrà un forte slancio per il voto ad Antonio Pettinari, per una amministrazione efficiente, forte, autorevole, in sintonia con il territorio regionale. Tutti i cittadini di buon senso, in questo particolare momento, debbono sentirsi impegnati; il voto serve infatti anche al Paese per fermare questa politica irresponsabile del governo Berlusconi che schiera tifoserie, accende fuochi, trasforma l’Italia in un campo di battaglia mentre i paesi Europei stanno tornando a crescere molto più di noi. Avremmo bisogno di chiamare a raccolta le forze migliori, i lavoratori, le imprese, gli artigiani, per tornare a creare sviluppo, per dare prospettive ai giovani, per sostenere le famiglie in difficoltà, per creare lavoro. Si può fare! Con più giustizia ed equità. Si poteva fare! Se non si fosse parlato ed operato per altro e favorito i furbi. Dai ballottaggi può venire una richiesta di cambiamento per l’Italia e può nascere una buona amministrazione, aperta e trasparente, a Macerata con Antonio Pettinari presidente. Vale la pena di impegnarsi, conviene a Macerata, conviene all’Italia”.
Sen. Palmiro Ucchielli, On. Luciano Agostini, On. Mario Cavallaro, On. Maria Letizia De Torre, On. Oriano Giovanelli, On. Maria Paola Merloni, On. Lapo Pistelli, On. Massimo Vannucci, Sen. Silvana Amati, Sen. Marina Magistrelli, Sen. Fabrizio Morri, Sen. Giorgio Tonini.


ARRIVA UN APPELLO DAL SEGRETARIO E DAI PARLAMENTARI DEL PD !!!!!!!!!!!!!!!!!!
DAI LORO NOMI SONO TUTTI PERSONAGGI DA OLTRE 12000 EURO MESE + ALTRE INDENNITA’ VOGLIONO MANTENERE ANCORA IL LORO GIRO DI ” POLTRONE DELLA SETTA PD “CHE DURA DA PARECCHI ANNI CON LE STESSE FACCIE E CHE SI PREPARANO GIA’ ALLE PROSSIME ELEZIONI NAZIONALI PER MANTENERE IL LORO EQUILIBRIO POLITICO , ECONOMICO………..E DI POTERE , TRANQUILLI , ALLEGRI E SENZA PROBLEMI OGNI GIORNO .
ALLA FACCIA DEI CITTADINI ,DEI GIOVANI ,DEI DISSOCCUPATI , DEI CASSAINTEGRATI ,DEGLI ANZIANI DELLE FAMIGLIE E DEL SOCIALE CHE OGNI MATTINA HANNO 1000 PROBLEMI DA RISOLVERE E VEDONO SEMPRE PIU’ BUIO
PAROLE CHE GIA’ DA MARTEDI’ SARANNO DIMENTICATE
PER FORTUNA OGGI ABBIAMO L’UOMO DEL ” FARE” ,TONINO PETTINARI , UN GRANDE TALENTO , UN UOMO DI CAMBIAMENTI E DA LABORATORIO (DI SOLITO SI USANO LE CAVIE ), MA CHE CAPPONI SI E’ LASCIATO SCAPPARE ………………………………PER SUA FORTUNA.