I veleni alimentano l’astensionismo
di Matteo Zallocco
Non saranno le polemiche e i veleni a riportare la gente alle urne. La campagna elettorale in provincia di Macerata si è perfettamente adeguata a quella delle grandi città italiane chiamate al voto: denigrare l’avversario, inventandosi anche qualche pettegolezzo, è l’arma preferita da diverse forze politiche. Non è questo che vuole la gente, questo modo di fare politica non fa altro che continuare ad allontanare i cittadini. Al primo turno sono usciti tutti sconfitti, il dato dell’affluenza è disastroso, solo il 55% dei maceratesi è andato a votare, una delle percentuali più basse in Italia. Ma nessuno ha recitato il mea culpa, anzi dalle dichiarazioni post-voto si sono detti quasi tutti soddisfatti, parlando male solo dell’avversario. Il ballottaggio si avvicina e si rischia di battere il record negativo dell’affluenza considerando che di norma al secondo turno va a votare meno gente. Eppure un aspetto sembra evidente: vincerà chi riuscirà a portare alle urne il maggior numero di elettori che hanno evitato di recarsi ai seggi al primo turno. Questo Pettinari e Capponi lo hanno capito, andando quasi a bussare casa per casa, battendo metro per metro i mercati di tutti i Comuni e anche le feste di quartiere. Ma non basta.
Non tanto i candidati presidenti, ma chi li circonda, sta usando strategie molto discutibili. Appare chiaro che Franco Capponi ha compreso l’errore commesso al primo turno affidandosi a troppi esponenti della politica nazionale e portando quasi tutto il Governo a Macerata. C’è chi come Stefania Craxi (“La sinistra governa le Marche come le mafie al Sud”) e Fabrizio Cicchitto (ricordate le dichiarazioni su Forlani e il premier Dc gay…) ha alzato troppo i toni danneggiando – anzichè sostenere – il proprio candidato. O comunque facendogli perdere del tempo prezioso per stare tra la gente.
Così come è sicuramente controproducente nei confronti di Pettinari la nota arrivata ieri dall’Idv dal titolo “Capponi vuole una centrale nucleare a Macerata”. E non è la sola. Pettinari, pur avendo preferito una campagna elettorale dal basso profilo mediatico, ora viene però supportato (male!) dai continui interventi, spesso duri, delle forze politiche della sua coalizione e a sua volta continua ad essere preso di mira dai suoi ex alleati e bollato come traditore.
Intendiamoci, c’è anche chi è intervenuto in maniera intelligente e pacata spiegando le proprie ragioni senza ricorrere all’insinuazione maliziosa, alla dietrologia oscura e al veleno del sospetto gratuito. Tutto questo ha stancato la gente ma evidentemente non una buona parte della politica che continua a parlare a sè stessa.

@ Matteo Zallocco
Al di là degli interventi rozzi e della pochezza delle proposte, l’astensione per questo Ente inutile era prevedibile:
“Macerata, 9 giu. 2009 – (Adnkronos) – Circa 8mila maceratesi in meno rispetto al 2004 si sono recati quest’anno alle urne per le elezioni provinciali. In tutti i 57 Comuni della provincia, i votanti sono stati 192.658, pari al 70,65% degli aventi diritto. In percentuale, hanno votato più uomini che donne: 95.338 uomini, pari al 72,71% degli aventi diritto, e 97.320 donne, pari al 68,74%. In 41 Comuni, si legge in una nota, la percentuale è stata maggiore della media provinciale, negli altri 16 inferiore. Il Comune che ha fatto registrare la percentuale più alta di votanti è stato Fiordimonte (89,28%), quello con la percentuale più bassa, come già avvenuto nel 2004, è stato Penna San Giovanni (60,86%)”.
Concordo alla grande con te… Hai fatto l’analisi del buon senso, ovvero quello che la quasi totalità della classe dirigente non ha più… Cosa fare per invertire la rotta? Non è facile… Se fai parte del sistema e porti l’attenzione su cose concrete o su questioni etiche vieni emarginato o quando va bene pacca sulla spalle…
Chi vincerà rappresenterà al massimo poco più di un un quarto degli elettori!!!