A Macerata il primo
festival nazionale
degli studenti universitari
Dal 18 al 20 maggio. Tra gli ospiti Giulio Borrelli, Franco Califano, Beatrice Antolini e Serena Ganci. Notte bianca per il gran finale

di Lucia Paciaroni
Se a qualcuno fosse sfuggito che Macerata è anche città universitaria, sicuramente ne verrà a conoscenza dal 18 al 20 maggio, quando il centro storico si trasformerà in un grande campus all’aperto. Studenti, docenti e personale amministrativo dell’Università di Macerata hanno lavorato insieme per dare vita al primo festival nazionale degli studenti universitari: per tre giorni ci si potrà immergere gratuitamente in tanti eventi per tutti i gusti. Ci saranno incontri, concerti, mostre, aperitivi e spettacoli. Una vera invasione di cultura nel cuore della città. Soddisfatto il rettore Luigi Lacchè che commenta: “E’ un’idea innovativa quella di concentrare le attività culturali, patrimonio delle associazioni studentesche, in un festival che sancisce il rapporto vitale tra università e studenti. Macerata è una città universitaria, questa è una dimensione da percepire e sviluppare”. Sono proprio gli studenti i veri protagonisti di questo festival: sono loro infatti ad aver presentato progetti e ad averne poi curato l’organizzazione. Marco Monaldi, rappresentante degli studenti nel Senato Accademico spiega: “Le attività sono sempre state fatte, ma questa sarà l’occasione per far nascere un rapporto vero tra studenti e cittadinanza. Ci siamo presi questa occasione, ce l’hanno data e ora la diamo ai cittadini per far vivere loro la città nella sua dimensione culturale”.

E aggiunge Daniele Cipolletta, del comitato organizzatore: “L’opportunità che ci dà il festival è quella di cercare una sintesi tra città e università”. “Un modo per mettere in luce che l’ateneo non ha solo un percorso tradizionale fatto di esami e lezioni, ma ne esiste uno collaterale dove sprigionare la vocazione culturale propria della nostra università” sottolinea Paola Nicolini, direttore del centro orientamento. “Il costo è di circa venti mila euro, si tratta di fondi destinati alle attività culturali degli studenti – afferma Lacchè – Con poche risorse, riempiremo la città. Spesso gli studenti scelgono la città anche per l’idea che si ha di quel luogo ed è bene dare di Macerata la giusta rappresentazione. Sottolineando quindi il carattere dell’accoglienza per promuovere un turismo culturale”. Rosa Marisa Borraccini, prorettore e presidente del comitato organizzativo del festival ha voluto porre l’attenzione sul fatto che “i ragazzi non hanno privilegiato i momenti goliardici, ma la cultura proponendo, per esempio, film e conferenze”.

L’evento è patrocinato dalla Regione Marche, dalla Provincia e dal Comune di Macerata, il sostegno di Banca Marche, Mcm distribuzione automatica, Sasp autolinee, Tipografia San Giuseppe e DueA illuminazioni. Cronache Maceratesi è il media partner.
Entrando nel dettaglio nel programma, partiamo dal finale: venerdì 20 ci sarà la notte bianca con un doppio concerto d’eccezione. Alle 20.30 in piazza Cesare Battisti è di scena il duo Iotatòla, composto dalle trentenni palermitane Serena Ganci e Simona Norato, vincitrici di Musicultura 2010, definite dagli addetti ai lavori una delle realtà più interessanti della musica italiana e, alle 22, in piazza Vittorio Veneto sarà la volta, invece, di un altro giovane talento del panorama musicale italiano, Beatrice Antolini con le sue melodie funky/soul/wave. Nel cortile di Palazzo Ciccolini, alle 23, proiezione del film-documentario “Annanzarrete”, un tributo alla civiltà contadina. Per l’occasione resteranno aperti fino alle 24 i musei di Palazzo Ricci e Palazzo Buonaccorsi. E gli organizzatori ci tengono a dire che sarà un vera notte bianca, di quella in cui si sta in giro fino alle sei di mattina.
Per tutta la durata del festival, la Facoltà di Lettere e quella di Scienze della comunicazione ospiteranno le mostre di due giovani artisti: Emilio Quadrini e Stefano Teodori e ogni pomeriggio alle 19 i bar del centro storico prepareranno aperitivi speciali a tema. Ci sarà l’aperifestival dell’economista, quello del pubblicitario e dell’impiegato. E ancora, del precario, della matricola, del fuori corso e dell’Erasmus, senza dimenticare il traduttore, lo storico, il giurista, il professore, il giornalista, il diplomatico, il filosofo, l’avvocato e il letterato. Gli appuntamenti in tre giorni saranno oltre trenta. Tra gli ospiti attesi, Franco Califano, laureato Honoris Causa in Filosofia all’università di New York “per aver scritto una delle più belle pagine della Canzone Italiana” (giovedì, ore 18, cortile di Palazzo Conventati). Ci sarà ampio spazio per il mondo del giornalismo e dell’attualità: Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1 e corrispondente da New York, presenterà il suo libro “Le mani sul Tg1- da Vespa a Minzolini: l’ammiraglia Rai in guerra” (giovedì, ore 17, Aula Magna di Giurisprudenza), Davide Carlucci di Repubblica e Antonio Castaldo del Corriere della sera illustreranno il loro saggio/inchiesta “Un paese di Baroni” (mercoledì, ore 18, Aula Magna) e Alessandro Banfi, condirettore della testata giornalistica Videonews e coautore di “Matrix”, parlerà di comunicazione e massmedia (venerdì, ore 17, cortile del Comune).
Tante le proposte per chi preferisce l’ambito letterario e filosofico, declinato in forme nuove e di immediata fruizione: dall’Italia dei dialetti raccontata in una conferenza musicale che unisce multimedialità e canti popolari (mercoledì, ore 18, Facoltà di Lettere, corso Cavour), al settimanale umoristico “Candido”, diretto da Guareschi dal ’46 al ‘61 (giovedì, ore 15, Facoltà di Lettere, corso Cavour), dalla rivoluzionaria visione della vita di Christoph Baker, filosofo e assistente del direttore generale dell’Unicef, che mette in luce le contraddizione e le schiavitù dell’uomo moderno (venerdì, ore 18, Aula Magna di Giurisprudenza), fino a “L’occhio della Favorita”, la prima fatica letteraria di uno studente dell’Università di Macerata di storia, l’anconetano Riccardo Carmenati, che ha scritto un thriller ambientato ad Ancona, nella storica Villa Favorita.
Tra gli appuntamenti speciali: “La nascita delle Università: una nuova organizzazione del sapere all’insegna dell’autonomia e della libertà” (venerdì, ore 15, cortile del Comune). In questo festival, il cui logo ha lettere rovesciate come se fosse passata una folata di vento carica di un nuovo modo di vedere le cose, non mancherà lo spazio dedicato al teatro. La compagnia Il teatro dei Picari porterà in scena “La Commedia dell’Arte: comici e rivoluzionari”, una chiacchierata seria, ma non troppo, per scoprire il come, il quando e il perché della Commedia dell’Arte, con interventi teatrali, lazzi e improvvisazioni (mercoledì, ore 20.30, cortile del Dipartimento di Filosofia in via Garibaldi). E la scena sarà anche occupata dal regista Rodolfo Craia con il Laboratorio di linguaggio teatrale dell’Ersu, dal noto doppiatore e attore Luca Violini e dall’autore e attore Matteo Canesin. Numerosi i concerti in programmi, si esibiranno i Carodeandré, con la voce di Carlo Bonanni, White shaggs, Slamming potatoes, Kiss Machine, Samuele Rosetti, Stone benders, Aedi, Soundsick, DeLorean e Lebowski. Da non perdere la lezione-concerto su Gustav Mahler, patrocinato dal prestigioso Forum Austriaco di Cultura di Roma (venerdì alle 22.30). Per conoscere tutti gli appuntamenti, le novità e i luoghi, visitare www.festival.unimc.it o la pagina facebook del festival.


