Mostra fotografica di Medori e Tiburzi
sulle rievocazione del Venerdì Santo
a Monte San Pietrangeli

di Maurizio Verdenelli
Una delle più belle rievocazioni, nelle Marche, del Venerdì Santo è senz’altro quella di Monte San Pietrangeli. Dopo la Processione, di grande suggestione, nel borgo antico, la scena della crocefissione è di profondo impatto emotivo avendo come scenario tridimensionale la splendida Collegiata del celebre Giuseppe Valadier (affrescata da Luigi Fontana, con Romolo Murri il figlio più celebre di ‘Montesanpietro’), il mare Adriatico ed il panorama delle colline con i centri storici fermani e maceratesi sullo sfondo. Il percorso della Passione è seguito da migliaia di fedeli e turisti che accorrono dai luoghi più o meno vicini, considerata la fama che ha giustamente acquisito nel corso del tempo la rievocazione. Così per il secondo anno consecutivo, il Comune ha pensato di presentare nuovamente la mostra fotografica –ben implementata con gli scatti del 2010- della quale cui insieme con il passotreiese Mandino Tiburzi, è autore e protagonista un figlio appassionato (di ritorno) di Monte San Pietrangeli: Genesio Medori. La rassegna è ospitata quest’anno, fino al 25 aprile, nelle settecentesche sale istoriate (temi legati a campielli e rive veneziane) di palazzo Ramadori, già De Cadilhac.

Ad inaugurare sabato la mostra l’assessore comunale Piero Bisconti. “E’ un cammino iniziato da poco ma sicuro, quello della storicizzazione, della nostra splendida Rievocazione. Grazie dunque a Genesio e al suo amico Tiburii per quest’opera appassionata a favore della sua città d’origine. Sono foto molto belle, tecnicamente perfette che rendono benissimo il pathos e la grande partecipazione di Monte San Pietrangeli per il ‘suo’ Venerdì Santo”. Tra i primi a visitare la mostra anche l’on. Giulio Conti, maceratese d’adozione, per 10 anni sindaco di Monte San Pietrangeli e che alle prossime amministrative ha presentato nuovamente la sua candidatura. La rassegna fotografica è ospitata la primo piano di palazzo Ramadori in una sala attigua ad altre dove parimenti è stata inaugurata una splendida mostra di icone dipinte secondo la tradizione bizantina e russa dall’artista Maria Vittoria Martin, residente a Civitanova Marche, veneziana d’origine appartenente alla scuola di Iconografia di San Luca Evangelista. A curare l’allestimento e il percorso didattico il marito Rodolfo Offidani. Tra tanto materiale a ‘raccontare’ l’affascinante storia dell’iconografia rinascimentale bizantina e russa, anche il film in bianco e nero del grande regista Andrej Tarkovskij: “Andrej Rublev”, dedicato al massimo artista russo (sec. XV) cui si devono grandi capolavori cui la Martin si è ispirata. “devo moltissimo al mio maestro Giovanni Mezzalira, di Padova –dice l’iconografa- Tengo molto anche a riprodurre la cospicua simbologia presente nelle icone che sono una traccia del genio umano nella storia dell’arte:canone, regola, geometria i cardini sui quali gira questa meravigliosa produzione storica sulla quale ci rimangono pochi testi”. Ammirare con gli occhi queste cromaticissime icone, dove prevalgono colori sfavillanti e soprattutto il giallo dell’oro, –dice la Martin “è come sentire Bach”. La mostra delle icone chiude il 30 aprile con i seguenti orari: domenica e festivi dfalle 9.30 alle 13; alle 15 alle 20; giorni feriali: 15-20. Resterà invece chiusa il 18, 19, 26 e 27 aprile.
