La mano del piromane
dietro l’incendio della FB

Danni per centinaia di migliaia di euro. Secondo le prime indiscrezioni, l’ennesimo rogo non sarebbe stato originato da un incidente, ma da un atto doloso

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di Roberto Scorcella

Sullo sfondo delle fiamme si staglia sempre più distintamente l’ombra del piromane seriale. Il secondo, devastante incendio ai danni di un’altra azienda a Potenza Picena lascia sempre più spazio all’ipotesi che ci sia la mano di un uomo dietro due roghi dalle conseguenze pesantissime.  L’incendio della notte scorsa ha completamente distrutto il capannone principale della Fb di Potenza Picena in contrada Marignano. L’aziendadi Fernanda Baiocco lavora il legno e produce pallets per la movimentazione delle merci, oltre a componenti per pianoforti e strumenti musicali in legno.  All’origine dell’incendio, sviluppatosi intorno alle 22.30 di ieri, ci sarebbe stata un’esplosione le cui cause sono ancora da stabilire.

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Il capannone di 800 metri quadrati in pochi minuti è stato completamente avvolto dalle fiamme e, così come accaduto in occasione dell’incendio alla Golden Plast, si è levata una nuvola di fumo, di dimensioni piuttosto ridotte, che con il trascorrere delle ore è andata lentamente diradandosi.

Immediatamente sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Civitanova e Macerata con quattro autobotti insieme ai carabinieri della Stazione di Potenza Picena e agli assessori comunali alla protezione civile Ezio Manzi e alla sicurezza Claudio Margaretini.  Le operazioni di spegnimento e smassamento si sono concluse soltanto nel primo pomeriggio di oggi.

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A parlare di esplosione sono stati anche gli abitanti di contrada Marignano, dove si trova l’azienda, i quali hanno udito distintamente la deflagrazione proveniente proprio dalla FB. Una circostanza che starebbe portando gli inquirenti, secondo le prime indiscrezioni, a supporre che l’ennesimo rogo non sia stato originato da un incidente, ma da un atto doloso. I danni sono molto ingenti e ammontano ad alcune centinaia di migliaia di euro.

Il rogo si è sviluppato a poche centinaia di metri di distanza da dove il 25 marzo scorso è bruciato il materiale plastico che si trovava nel magazzino della Golden Plast, e che provocò la diffusione nell’area circostante di una densa colonna di fumo nero alta alcuna centinaia di metri.

(foto di Roberto Vives)

 

 

 

 


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