Grande entusiasmo
per la Tirreno Adriatico

Una folla calorosa ha accolto i ciclisti all'arrivo in piazza della Libertà. Vince ancora Evans, ovazione per il marchigiano Scarponi (terzo)

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di Alessandra Pierini

L’entusiasmo che da sempre il mondo delle ruote porta con sé ha contagiato anche la città di Macerata e Piazza della Libertà, traguardo della tappa di oggi partita da Ussita della Tirreno-Adriatico, è stata letteralmente invasa da curiosi e appassionati. Tanta anche la gente che si è riversata lungo le strade per vedere da vicino i campioni del ciclismo nazionale, per tifare  e per vivere direttamente il passaggio della storica competizione ciclistica.
La fatica sul volto dei ciclisti e la tensione dei muscoli tirati all’ennesima potenza per dare il massimo risultato sono, da soli, uno spettacolo avvincente. La scenografia degli angoli più belli della città, dei colori delle bandiere e degli striscioni, gli applausi calorosi ad ogni passaggio fanno il resto. Il traffico è bloccato ma nessuno protesta in questo caso, neanche per il centro storico blindato e per l’irraggiungibile area riservata alle autorità. Fa parte del gioco.
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Borgo San Giuliano, tratto di maggiore pendenza, si è trasformato in un velodromo a cielo aperto, i residenti si sono affacciati alle finestre ai balconi e tanti sono scesi in strada già molto prima del passaggio per prendere il posto migliore, il tutto con la benedizione di San Giuliano, la cui statua ha assistito dall’alto della sua posizione privilegiata. A Rampa Zara e in Via Don Minzoni si è scatenata la corsa al gadget. Cappellini e bandierine distribuite da una bella ragazza vestita di arancione, bellezza e ciclismo sono sempre andate a braccetto,  hanno spopolato e grandi e piccoli si sono accalcati lungo le transenne per portare a casa un souvenir della giornata.
Se la folla si è accalcata lungo le vie, qualcuno invece è riuscito a scavalcare e molto più comodamente ha percorso la strada principale prima che diventasse pista all’arrivo dei gruppi di velocisti ed inseguitori. E’accaduto ad un giovane viandante che come se niente fosse se n’è andato lungo le mura con il suo trolley o ad Alberto Febbrajo, docente universitario che sembrava più che altro essersi trovato per caso nel posto sbagliato e alla ricerca della giusta via.

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Mentre gli elicotteri, dall’alto, catturavano immagini da togliere il fiato, c’era anche qualcuno dello staff che con una originale telecamera piazzata direttamente sulla fronte riprendeva invece il pubblico a distanza molto ravvicinata.
Momento più atteso  l’arrivo in Piazza della Libertà. Grandi applausi all’arrivo di  Cadel Evans, dominatore della tappa e leader della classifca generale, ma l’ovazione è riservata al filottranese Michele Scarponi  (terzo al traguardo) per il quale sono arrivati a Macerata numerosi i concittadini che hanno distribuito bandiere con il suo nome e la sua foto.
Sul palco per la premiazione, la città di Macerata è stata rappresentata dal primo cittadino Romano Carancini  che ha consegnato la maglia al trionfatore Evans, il quale è sembrato anche in questa fase più veloce di tutti tanto che neanche il Sindaco è riuscito a prenderlo per una foto con lui. Evans ha continuato il suo giro dal palco al retropalco per poi salire nuovamente a ritirare anche la maglia del Leader della classifica generale e la Maglia Azzurra Banca Mediolanum.
Intanto la Loggia dei Mercanti, da luogo di scambi e commerci, si trasformata in uno studio televisivo per le immancabili interviste ai protagonisti della tappa.

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Mentre la piazza ha iniziato a vuotarsi e quando il palco era ormai deserto, sono arrivati i componenti dell’ultimo gruppo inseguitore, a più di 20 minuti di distanza dai primi. Per loro nessuna acclamazione e niente bagno di folla. Vederli fa pensare che il successo del ciclismo possa dipendere dal suo essere metafora della vita in cui non basta impegnarsi, ma bisogna arrivare primi.

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LA PARTENZA

Una bella mattinata di sole ed il Monte Bove completamente imbiancato hanno fatto da sfondo alla partenza da Ussita della 6^ tappa della classicissima Tirreno – Adriatico.

L’Associazione degli Operatori Turistici ha allestito i vari stands dei prodotti tipici nel Parco Ruggeri dove era presente anche il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

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Le ragazze di Ussita hanno salutato la carovana con i costumi tradizionali della valle ed una scultura di ghiaccio raffigurante un corridore ha dato il saluto ai campioni che sono partiti da Ussita.

Già dalle prime ore del mattino la complessa macchina organizzativa del giro aveva allestito tutte le attrezzature con il palco e gli spazi per i ciclisti.

Tutti i partecipanti con le macchine ammiraglie ed i pullmans  con le varie squadre sono arrivati ad Ussita intorno alle 10 formando un coloratissimo corteo.

Nel frattempo presso l’auditorium di Piazza dei Cavallari i ragazzi delle scuole elementari avevano una lezione sulla bicicletta ed il suo corretto uso in strada, mentre quelli delle medie avevano una lezione tenuta dalla Capitaneria di Porto sul corretto modo di comportarsi in mare (trattandosi appunto della corsa dei due mari).

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Sul palco il tenente Civitiello del Comando generale delle Capitanerie di Porto omaggiava il Sindaco di un volume dal titolo “Il Mare del Mito” ed il Sindaco offriva agli ospiti, in ricordo della giornata, una copia della litografia raffigurante Ussita dell’incisore vissano David Giovannini.

Subito dopo i campioni del ciclismo hanno sbrigato le formalità e si sono preparati alla partenza.

La macchina organizzativa si è mostrata veramente imponente con il supporto di tutte le Forze dell’Ordine per garantire in ogni punto la sicurezza dell’evento. La Polizia Stradale ha scortato la corsa mentre i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato e la  Polizia Municipale hanno curato ogni dettaglio.

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Il via alla corsa sulla strada provinciale Ussita/Visso è stato dato dal Sindaco di Ussita Sergio Morosi insieme ai vice sindaci dei Comuni di Catelsantangelo sul Nera, Tonino Cristiani, Visso, Mario Tranquilli, al Presidente della Comunità Montana Sauro Scaficchia e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Massimo Marcaccio.

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