La Corte dei Conti: “Nelle Marche
quasi sei milioni di danni erariali”
“Danni erariali per 5,8 milioni di euro, in 23 citazioni a giudizio che hanno interessato 55 persone”. È quanto è emerso dalla relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti delle Marche, Maurizio Mirabella, durante la cerimonia di apertura dell’Anno giudiziario nelle Marche.
Uno dei 23 casi contestati dai pm contabili regionali riguarda l’autista di uno scuolabus, dipendente di una ditta privata concessionaria del servizio di pubblico trasporto delle scolaresche, che avrebbe commesso molestie sessuali durante il lavoro. la Corte dei Conti ha avanzato una richiesta di risarcimento di 10 mila euro. Ad un assistente capo della polizia stradale sono stati chiesti, invece, danni per 7.782 euro. L’agente, mentre era in malattia, a causa di una distorsione ad una caviglia, avrebbe partecipato a una battuta di caccia al cinghiale, camminando per lunghi tratti di strada accidentata e ritardando così la propria guarigione. Danni per 2.239 euro sono stati chiesti ad un ex primario dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno che, secondo la procura, sarebbe più volte risultato presente al lavoro pur non essendoci fisicamente. Avrebbe usato informazioni e attrezzature ottenute per ragioni di servizio per fini personali un ex agente di polizia giudiziaria del tribunale di Urbino (90 mila euro).
Ammonterebbe a 3.745.000 euro il danno erariale causato, tra il 2002 e il 2004, dalla gestione del servizio di igiene ambientale da parte del Cam spa di Falconara (società in house comunale). La società avrebbe più volte richiesto integrazioni degli stanziamenti finanziati dal Comune senza giustificazione di spesa, ricorrendo indebitamente anche a mutui.
Danni rilevanti li avrebbero causati al Comune di Jesi l’Agenzia per le pubbliche amministrazioni (Aipa) e la Tributi Italia spa. L’accusa è di aver omesso un versamento di circa 570 mila euro, riscossi a titolo di tributi. Un privato, sempre secondo la procura, avrebbe utilizzato 143 mila euro di fondi comunitari destinati alla costruzione di un deposito di olive per realizzare alloggi. Due dipendenti regionali avrebbero invece rimborsato illegittimamente 20 mila euro di spese legali ad amministratori che le procura aveva inquisito e successivamente aveva prosciolto con archiviazione.
Ben 373 mila euro sono stati invece recuperati in corso d’istruttoria, senza arrivare alla citazione: 5 mila euro sono stati pagati da famiglie di alunni di Porto Recanati per atti vandalici ad alcune strutture della Protezione civile, altri 37 mila euro non versati all’Asur per visite da un medico della Zona territoriale 5; vari tabaccai che non avevano versato tasse automobilistiche all’Agenzia delle Entrate e infine 139 mila euro a favore del Comune di Falconara per erogazioni eccedenti verso i dipendenti. (Ansa)