L’Oscar dell’architettura
in scena al San Paolo
La premiazione è stata preceduta dal convegno "Valore Cultura. La cultura motore della riqualificazione urbana"
di Laura Boccanera
Potrebbe essere definito come l’Oscar per l’architettura il premio Inarch-Ance consegnato oggi pomeriggio presso l’auditorium San Paolo di Macerata ai progettisti, committenti ed imprese che hanno valorizzato la buona pratica architettonica delle Marche. Non servono dunque le “archistar” per fare un edificio formalmente contemporaneo, qualitativamente all’avanguardia e coerente con l’ambiente. Così almeno stando a quanto è emerso dal convegno che ha preceduto la consegna dei premi e che ha visto numerosi relatori succedersi sul palco del San Paolo. <<La cultura deve essere la leva per sviluppare un’architettura sostenibile>> – ha detto l’assessore regionale Marcolini proponendo una idea ancora solamente abbozzata di una legge regionale urbanistica che metta a sistema, territorio, enti pubblici ed imprese.
<<Ovviamente ancora siamo lontani dall’estinzione dei “palazzinari” che per speculazione edilizia mangiano territorio a scapito della qualità – ha spiegato Maria Luisa Polichetti dell’Inarch Marche – ma per fortuna un’evoluzione c’è. Ora anche l’impresa comprende che un progetto di qualità vale di più. In questi anni la regione Marche e la provincia di Macerata è quella che più ha consumato territorio con le costruzioni, occorre un ripensamento generale dell’urbanistica e degli spazi, più vivibile ed umano>>. Il premio, organizzato dall’Inarch e dall’Ance in collaborazione con la Gagliardini, editore della rivista Progetti, è stato una giornata di confronto fra addetti ai lavori per riflettere sul valore della cultura per un progetto integrato di città. Tre le sezioni del premio: per la categoria “nuova costruzione” ha vinto il progetto dell’architetto Maurizio Varatta, allievo di Renzo Piano per la realizzazione degli uffici e auditorium Iguzzini.
Per la categoria “riqualificazione edilizia” primo premio alla scuola secondaria di Monsampolo del Tronto, ex caserma dei carabinieri, progettata dallo studio Dpmm architetti e realizzata dall’impresa Albertini Costruzioni. Vincitore della terza categoria come giovane progettista, l’architetto Gabriele Bartocci per l’ampliamento del cimitero di Esanatoglia. Tantissimi i progetti analizzati dalla commissione, circa 50. Di questi alcuni sono stati selezionati e verranno inviati per le selezioni del concorso Inarch nazionale. Ma quest’anno per la prima volta si è attribuito anche un premio alla carriera a Danilo Guerri, classe 1939, formatosi nell’ambiente della scuola romana, sotto la guida di Libera, e Quadroni.
(Foto di Guido Picchio)





Premio speciale della Giuria “andate a spalare la neve (no, il letame no che è un lavoro altamente qualificato e quindi non lo potete fare)” ai progettisti della Passeggiata storita di Viale Puccinotti a Macerata
Premio “quanto siete imbecilli” ai realizzatori del nuovo plesso cimiteriale di Ascoli Piceno, con cunicoli così stretti (tra una fila e l’altra) che le bare hanno difficoltà a girare.
Premio “più si allunga l’autostrada e più ci si mangia” ai realizzatori del tratto che a salire arriva a Pesaro con una serie di curve e controcurve pericolose degne di una mente malata.
Premio “ballando sotto la pioggia” ai realizzatori della Galleria delle Fonti di Macerata (e stata mai collaudata??)
Premio “paraboliche che bellezza” ai realizzatori delle rotonde Maceratesi dove, nenache una (e per sbaglio) è dritta ma dove sono tutte enormi (più larghe sono e più costano) per le strade che dovrebbero regolare.
Premi speciale della Giuria “serrandine della prefettura” e “io ero solo il capogruppo e non c’ero o se c’ero ero distratto” ai 2 candidati sindaci del ballottaggio maceratese che hanno ampiamente dimostrato di essere profondi conoscitori delle tematiche urbanistiche cittadine.
Infine premio speciale alal carriera “casa nostra è” ai dirigenti ex democristiani ed ex repubblicani maceratesi che, dal 1970 a tutt’oggi, hanno avuto le mani in pasta nell’urbanistica cittadina (con i risultati, pessimi, che tutti possono vedere)