Accorpamento degli Ersu
Massi: “Danni per migliaia di famiglie”
“Comunità Montane:”Porterà solo disservizi”

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Francesco Massi

Il riordino degli Ersu di cui tanto si discute in questi giorni non sembra essere un provvedimento che può mettere tutti d’accordo.

Interviene a proposito Francesco Massi relatore di minoranza e capogruppo del Pdl in assemblea regionale:

«La prima commissione permanente dell’Assemblea legislativa delle Marche si è riunita ieri mattina per affrontare la discussione sul riordino dell’ERSU e dell’ERAP in vista dell’approvazione finale dell’Aula prevista entro il 30 marzo 2011. Le proposte ventilate dal capogruppo del Pd (e relatore di maggioranza), Mirko Ricci, sono assai confuse perché, sull’ ERSU “si prevede la soppressione degli attuali CdA, il probabile passaggio dei poteri amministrativi a dirigenti nominati dalla Giunta regionale e un non ben definito potere di vigilanza sull’attività amministrativa a carico di generici consigli provinciali”. Per quanto riguarda l’Erap,se venisse approvato in Aula il testo presentato in commissione, saranno soppresse le attuali 5 Erap a fronte della costituzione di un unico organismo regionale di cui faranno parte 2 rappresentanti nominati da ciascuna Provincia. La posizione del PdL, invece, prevede che per l’Ersu rimangano i quattro CdA attuali, “potenziando, però, la rappresentanza numerica degli studenti” e che  per contenere ulteriormente le spese, le delibere di tali consigli “vengano preventivamente esaminate ed autorizzate da un comitato regionale di controllo costituito da tecnici e funzionari della Regione”. Noi dell’opposizione – precisa Massi – abbiamo ben chiaro che la principale preoccupazione del governatore Spacca è quella di limitare squilibri ed eccessi di spesa come quelli verificatisi nell’Ersu di Urbino, ma la proposta presentata da Ricci in commissione ci pare tutt’altro che risolutiva del problema». Sull’Erap, invece, il PdL propone la soppressione degli attuali 5 organismi e l’immediato passaggio di tutte le competenze alle Provincie. «Questo perché- spiega ancora il relatore di minoranza – la programmazione e la gestione delle politiche abitative verrebbero affidate ad un ente che garantirebbe sia la funzione democratica e di controllo (insieme alla conferenza dei sindaci), sia il collegamento con il territorio e la gestione del patrimonio. In conclusione l’accentramento proposto dalla maggioranza è dannoso e non funzionale per migliaia di famiglie».

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Giampiero Feliciotti

Critica anche la posizione di Giampiero Feliciotti, Gianluca Chiappa e Sauro Scaficchia, presidenti delle tre comunità montane maceratesi dai quali  riceviamo:

«La volontà , da parte della Regione Marche, di procedere alla eliminazione di quattro Ersu regionali con accentramento  in un Ente Unico a governance regionale, suscita sconcerto e perplessità da parte delle tre Comunità Montane della Provincia di Macerata e dei comuni aderenti che ne respingono la proposta difendendo l’assetto attuale.

I Presidenti  delle Comunità Montane di Camerino, San Severino e San Ginesio si fanno portavoce del territorio contro l’accorpamento degli ERSU perché non realizzerebbe alcun risparmio economico, compromettendo al contrario, l’autonomia del territorio che è condizione necessaria per programmare il proprio sviluppo. I Presidenti auspicano che non solo il territorio che rappresentano, bensì tutti i Comuni della Provincia di Macerata, si trovino nella posizione di voler tutelare le comunità interessate ribadendo che i servizi che gli Ersu forniscono agli studenti in maniera adeguata e qualificata, sono di fondamentale importanza e che la loro soppressione va a scapito del territorio, non è pensabile abolire i Consigli d’Amministrazione e gli organi direttivi imponendo una nuova forma di centralismo regionale perché ciò non porta a nessun risparmio economico, andando solo ad accentuare i disservizi verso i fruitori. Un’azione del genere creerebbe solo difficoltà gestionali, neutralizzando quelle mediazioni fra studenti e istituzioni territoriali, facendo venir meno il supporto alle Università bisognose di un valido sostegno da parte di chi offre i servizi. Un’azione così rilevante per il territorio, senza un vero confronto democratico con le istituzioni territoriali non tiene e non trova consensi, altri sono i metodi da adottare ed occorre pervenire democraticamente alle migliori scelte attraverso un rispettabile confronto con i consiglieri regionali e le istituzioni locali affinchè i centri decisionali non vengano accentrati determinando gravi e ingiustificate conseguenze.»


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