Parcheggi a Civitanova, Cognigni (Pd)
contesta le scelte dell’Amministrazione

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di Laura Boccanera

“Regole, equità, trasparenza certamente non sono caratteristiche molto presenti in questo centro destra civitanovese che da quindici anni anni governa la città”. Il primo affondo del 2011 arriva da Sergio Cognigni del pd che contesta e denuncia alcune presunte irregolarità nella firma della transazione fra Civitas e Strada Service. Una storia che comincia già nel 2003 quando i consiglieri di opposizione contestano le modalità con le quali il Comune ha affidato la gestione dei parcheggi a pagamento e relativa riscossione dei ticket alla Strada Service: “l’amministrazione non riusciva a garantire il controllo degli incassi, – spiega Cognigni – dovendosi fidare ciecamente del concessionario. Anche in questo caso nacque un contenzioso tra Comune e società sfociato poi in una transazione  che impegnava la ditta a versare le somme pregresse e ad accettare la scadenza definitiva del contratto. Ora si viene a sapere di questo ripensamento a nostro avviso irricevibile e senza alcun fondamento legale”. Il ripensamento a cui Cognigni fa riferimento è quello per cui la Civitas (100% del Comune) alla scadenza del contratto di gestione della Strada Service acquista le macchine per i biglietti e in più versa una quota per l’avviamento: “Corre voce – continua il consigliere del Pd – che sia stato stipulato un atto notarile in cui la Civitas Srl ha acquistato il ramo di azienda della società Strada Service Srl versando per l’operazione la somma di 43mila euro di cui 16mila  per 8 parcometri e   27mila per un qualcosa che non si sa bene cosa sia.  Se così fosse, è un fatto gravissimo, perché il firmatario dell’atto non era titolato a farlo, lo statuto della Civitas Srl dice che il Presidente può agire in operazioni fino alla concorrenza del capitale sociale,che è di 20mila euro. E ancora più grave è il fatto che quei 27mila appaiono come una specie di avviamento versato alla ex società concessionaria, il cui contratto era naturalmente in scadenza il 31-12-2010. Ma nessun atto deliberativo consente questa operazione. Il sindaco e la sua giunta si comportano come se la cosa pubblica fosse una proprietà privata, in barba al rispetto delle regole democratiche”.


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