L’enogastronomia francese
sarà protagonista a Macerata
Il mercatino regionale a Macerata dal 5 all'8 dicembre
-
caricamento letture
Profumi, sapori e colori d’oltralpe in questa prima edizione del Mercatino Regionale Francese che si terrà da domenica 5 a mercoledì 8 dicembre a Macerata. Ospitato nella cornice di Piazza Vittorio Veneto, l’evento rappresenterà una ghiotta occasione per conoscere i prodotti dell’enogastronomia francese: baguettes e croissants appena sfornati, biscotti, formaggi e vini provenienti da tutte le regioni della Francia, accanto a spezie e frutta secca dei Caraibi francesi. Non mancheranno i prodotti artigianali: stoffe, tovaglie, saponi e profumi della Provenza e tanto altro. Un fine settimana quindi da non perdere, un’occasione unica per venire a contatto con le tradizioni artigianali ed enogastronomiche francesi.
Il Mercatino Regionale Francese è un evento proposto da un gruppo di operatori commerciali francesi che hanno maturato un’esperienza internazionale in questo settore.La tipicità del prodotto e la professionalità degli espositori ha permesso, in questi anni, unosviluppo sia in termini di proposte, sia delle località che lo hanno ospitato, tanto da arrivare, nel2009, in oltre 30 città dell’Italia settentrionale. L’evento, ospitato nei centri storici con lo scopo di vivacizzarli, ha permesso anche di dare impulso al commercio locale. Visitare il mercatino vuol dire immergersi in una mescolanza di profumi e di colori che lo rende molto particolare e caratteristico.
I prodotti artigianali arrivano dalla Provenza e dalla Costa Azzurra: tovaglie, saponi, lavanda, essenze e borse in paglia. Non mancano però anche le offerte legate all’abbigliamento sportivo,con le maggiori marche francesi. Da Parigi arrivano profumi, cosmetici e un’ampia gamma diaccessori moda. I prodotti legati all’enogastronomia francese rappresentano il cuore del mercatino. Oltre 40 i tipi diformaggio presenti, dal Mont d’Or, con la tipica confezione di legno, al Rocamadour del MidiPyrénéés, dal Camembert della Normandia, al Brie della Ile de France. Anche i vini sonopresentati in oltre 30 varianti, dallo Champagne al Bordeaux fino al Sidro. I salumi hanno particolaritipi di produzione che abbinano spezie ed erbe aromatiche. L’offerta dei biscotti Bretoni puòcontare su oltre 20 varietà diverse di ripieno: dal cocco al sesamo, dal cioccolato al limone. Anchela pasticceria proveniente dal Maghreb ha un’ampia offerta di prodotti. Una grande tavolozza dicolori è rappresentata dallo stand delle spezie, le quali provengono, nella maggior parte dei casi,dalle ex colonie francesi. Da non perdere è lo spazio dedicato alle crepes, alle Tartiflette e alCassoulet, tutte specialità da degustare calde. A conclusione dello spazio enogastronomico nonpoteva mancare la baguette, calda, appena sfornata. I forni della Boulangerie preparano anchecroissant e pasticceria da forno che fa bella mostra su uno stand di oltre 10 metri.
Visitare il mercatino vuol direi mmergersi in una mescolanza di profumi e di colori che lo rende molto particolare e caratteristico.I prodotti artigianali arrivano dalla Provenza e dalla Costa Azzurra: tovaglie, saponi, lavanda,essenze e borse in paglia. Non mancano però anche le offerte legate all’abbigliamento sportivo,con le maggiori marche francesi. Da Parigi arrivano profumi, cosmetici e un’ampia gamma di accessori moda.I prodotti legati all’enogastronomia francese rappresentano il cuore del mercatino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


vorrei proprio vedere se Macerata volesse fare un mercatino dei prodotti tipici in Francia come andrebbe a finire……
Come andrebbe a finire? Magari con un’indigestione di ciauscolo? Non capisco, sinceramente, perchè si debba sempre criticare tutto, anche una manifestazione che potrebbe funzionare e portare gente a Macerata, in una zona del centro storico di solito poco “battuta”.
Non si preoccupi. E’ già avviato un discorso. Quello che conta è che a Macerata, ci guadagna Macerata , che richiama gente da ogni parte e da fuori Regione; che lavorano i commercianti, e l’indotto degli alberghi. Che quanti vogliano visitare un Mercatino originale, non debbano andare loro in Trentino o a Innsbruck , perchè glielo abbiamo portato qui e merita. Che il nostro centro storico sia VIVO nel ponte dell’Immacolata.
Le città che li hanno ospitati:
Arcore (MI) Dalmine (BG) Mestre (VE) S. Donato (MI)
Arese (MI) Falconara (AN) Muggiò (MI) Sarnico (BG)
Arezzo Fontanellato (PR) Novara Sarzana (SP)
Bollate (MI) Gallarate (VA) Parma Sassuolo (MO)
Bresso (MI) Gorizia Pavia Scandicci (FI)
Brugherio (MB) Imola (BO) Peschiera B. (MI) Seriate (BG)
Cantù (CO) La Spezia Piacenza Seregno (MI)
Casale Monf. (AL) Lesa (NO) Reggio Emilia Trezzano (MI)
Cernusco S/N (MI) Legnago (VR) Rho (MI) Torino
Chioggia (VE) Luino (VA) Rozzano (MI) Vimercate (MI)
Como Magenta (MI) Rivoli (TO) Voghera (PV)
Saluti
dall’organizzatrice.
E’ una bella iniziativa
chi dice che è brutta????? io no!
Ottima iniziativa e di sicuro successo in quanto organizzata da un pesonaggio eclettico capace di passare dalla manutenzione dei giardini alla fabbrica fino a farci entrare nel castello di Madame Monbazillac.
Comunque “il ciasculo” …c’è, “dalla parta opposta”, sotto la Loggia del Grano, coi nostri produttori locali… tanto per non farci mancare niente…
e anche castagne, vin brulè e quant’altro , in Piazza il giorno 8 con la proloco centro storico, tanto per …assaggiare un po’, parte dell’intero programma di quei 4 giorni dedicati al Primo Anniversario del Museo della Carrozza a Palazzo Buonaccorsi.
Non c’entra l’eclettismo Eva, questo è il mio mestiere che ho riversato con passione su questa mia iniziativa spontanea e senza nessun altro connotato.
Molto più complesso, difficile e meno improvvisato dal prendere in mano un decespugliatore ( anche questo serve!) o chiacchierare di politica. Grazie, ce lo auguriamo tutti che sia di successo, sono occorsi molti sforzi, molti mesi di lavoro e collaborazione di tanti per orchestrare il tutto.
Brava Tamara!
Bella iniziativa per fare vivere la città.
Essendo bretone consiglio le crêpes, galettes (di grano saraceno) con ovviamente un bel bicchiere di sidro!
Speriamo una stessa initiativa un giorno in Francia affinchè la gente scopra la bellissima regione delle Marche. E perchè no, magari potro’ gustare a Issy les Moulineaux il ciauscolo di Testiccioli di Montecavallo!
Per chiudere, direi che il primo premio sarà assegnato alla bancarella che avrà l’idea originale di fare la statua di Padre Matteo Ricci con croissants e baguettes! Almeno, peserà meno!!!
Certo principe, si accettano indicazioni magnerecce, ci fidiamo! esatto , esportazione del modello, ci sto già sopra e se ne riparla dal 2011.
…per la statua, già commissionata, l’altro ieri…non è proprio come dici… ma non scherzo! vedrete!
sicuro, che quella che ho ordinato non ci rimarrà sullo stomaco…-)))
Quando sarà proclamato Santo, poi faremo anche le statuette votive. più accessibili, standardizzate, in serie. Specie se ci fa la grazia, Padre Ricci, di allontanarci quel calice della sua statuona. Sarebbe il suo primo miracolo, che io sappia e gli accelelerebbe pure la pratica.
…..non mi provocate con la statua, per piacere!
Una domanda al Principe e a Tamara: è vero che il ciabuscolo deriva dal romano cibusculum (piccolo cibo)o dal cinese ciabsculu (cibo dei Ming)?
Ah Gabor! Non andiamo sul difficile ! Ming…non lo so!! So quanto costa all’etto…quello buono
Brava Tamara!
Un soffio di internazionalità, dopo valangate di castagne.