Il Vescovo: “La statua è una priorità,
Macerata non sia miope ed autolesionista”

IL MONUMENTO A MATTEO RICCI - Monsignor Giuliodori: "La crisi è solo un pretesto, altrimenti si dovrebbe rinunciare ad ogni attività culturale"
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Il Vescovo Claudio Giuliodori durante la Messa per celebrare Matteo Ricci trasmessa in diretta su Rai Uno

Nel rispondere alla lettera di una famiglia che abbiamo pubblicato in mattinata, il Vescovo Claudio Giuliodori chiarisce dettagliatamente la sua posizione sulla realizzazione della statua a Matteo Ricci in piazza Vittorio Veneto.

Carissimi Miriam e Agostino,

ho letto la vostra lettera sui giornali e mi sembra difficile ritenere che, per la forma adottata e per lo stile che vi contraddistingue come in altre occasioni, non siate mossi dall’intento di alimentare ad arte una polemica che nel merito ritengo sterile e fuorviante. Vi ringrazio comunque perché mi offrite la possibilità di ribadire quanto già spiegato ampiamente nella conferenza stampa di venerdì scorso.

Le considerazioni che fate circa il costo del monumento a Padre Matteo Ricci sono più che legittime e non siete i primi a porre la questione. Ma non vorrei che come in altri casi si seguano logiche e si tirino conclusioni semplicistiche. Che siamo in tempo di crisi è evidente e tutti si stanno adoperando per alleviare le difficoltà e soprattutto per favorire la ripresa economica. La diocesi ogni anno destina oltre 300.000 Euro per gli interventi caritativi e di solidarietà e come ricordato anche nella vostra lettera ha lanciato in giugno un’iniziativa a favore delle persone in difficoltà destinando a questo scopo già 80.000 Euro e invitando le famiglie a collaborare con un piccolo contributo mensile.

È fuori discussione, quindi, che il primato debba essere dato alla carità e alle necessità determinate dall’attuale crisi economica. La Diocesi e tutti gli altri Enti non si sono sottratti a questo compito primario e doveroso per cui si sta facendo ogni sforzo per affrontare le difficoltà economiche del momento presente. Ma non per questo, e a mio avviso giustamente, si è smesso di investire anche in cultura. Seguendo la pericolosa logica che siccome siamo in tempo di crisi non dobbiamo investire in cultura e sul futuro, non si sarebbero dovuti spendere diversi milioni di Euro per lo Sferisterio Opera Festival o per le mostre in Cina su P. Matteo Ricci o per le tante iniziative culturali che si svolgono sul nostro territorio. Una simile logica sarebbe frutto di un visione falsamente solidaristica e pericolosamente riduttiva rispetto alla realtà presente e, soprattutto, rispetto al futuro.

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Cecco Bonanotte, l'artista che ha ideato l'opera dedicata a Matteo Ricci

È  evidente che il futuro del nostro territorio dipende dalla capacità di creare relazioni culturali e commerciali, a partire dal turismo, che permettano di affrontare le sfide della globalizzazione. La nostra principale risorsa, come le celebrazioni di questo anno ricciano hanno ampiamente dimostrato, è costituita oggi da Padre Matteo Ricci, un gigante della fede, della cultura e dell’incontro tra popoli e civiltà. Che Macerata non abbia un monumento degno del suo più illustre concittadino e non consacri questo IV centenario con un’opera all’altezza di questa straordinaria figura che tutto il mondo ammira, è una responsabilità che io come pastore di questa comunità non intendo assumermi. Per questo rimanendo fedele agli impegni deliberati in sede di Comitato Promotore delle celebrazioni, tenendo ovviamente conto delle difficoltà presenti, non mi sono sottratto al compito che mi era stato assegnato di verificare la possibilità di realizzare un’opera significativa che possa rimanere nella storia e rendere visibile che Macerata è realmente, e non solo anagraficamente, la terra di P. Matteo Ricci. L’iter e le ragioni che ci spingono a perseguire questo obiettivo, avendo anche ridotto e rateizzato la spesa in considerazioni della situazione di crisi economica, sono espresse ampiamente anche nella lettera (che allego) inviata agli Enti preposti al finanziamento del progetto, che posso solo ringraziare per la collaborazione e augurarmi che non vengano meno all’impegno assunto anche dalle precedenti amministrazioni. Solo nel caso in cui per la gravità della situazione, e mi auguro che questo non accada, si dovesse decidere di non fare più alcun investimento per la cultura e per il futuro del nostro territorio e quindi si abolissero Musicultura, lo Sferisterio Opera Festival e tutte le altre attività culturali, si potrebbe rinunciare ad un investimento come questo, ma se solo un euro sarà investito in cultura e in sviluppo credo, francamente, che questo progetto meriti di essere al primo posto.

Cari Miriam e Agostino, ci sono cose che la fede stessa ci chiede di guardare con lungimiranza e senza sterili e improprie contrapposizioni veteropauperistiche. Non dobbiamo mai dimenticare le parole di Gesù sul primato dei poveri, ma neanche quelle sulla necessità di onorare adeguatamente il Signore Gesù e i suoi testimoni, tra i quali mi sembra che P. Matteo Ricci meriti una considerazione ben più grande di quella che gli stiamo riservando (cfr Gv 12, 1-8). Rispetto e apprezzo ogni considerazione e ogni saggio contributo al dibattito che si è aperto ma certamente non mi associo ad una visione miope e autolesionista che sembra permeare inesorabilmente il nostro territorio. Credo che dobbiamo fare ogni sforzo per essere vicini a chi è provato dalla crisi, e onestamente lo stiamo facendo con ogni mezzo,  ma dobbiamo anche fare ogni sforzo per valorizzare progetti e realizzazioni che, forse più di ogni altra cosa, possono fare da volano alla speranza e dare la possibilità di sviluppo al nostro territorio per l’oggi e per il domani.

Con la stima di sempre e con lo stile di franchezza che ci deriva dal servizio al Vangelo, vi saluto cordialmente vi assicuro il ricordo nella preghiera.

***

LA LETTERA INVIATA DAL VESCOVO AGLI ENTI PREPOSTI A FINANZIARE IL PROGETTO:

Le celebrazioni per il IV Centenario della morte del gesuita maceratese P. Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610) stanno registrando un notevole successo e hanno permesso di riscoprire la grandezza e la straordinaria attualità di un uomo che è giustamente considerato tra i più grandi della storia dell’umanità.

Le numerose iniziative realizzate con l’impegno di tutti gli Enti che hanno dato vita al Comitato promotore e da altre istituzioni hanno suscitato un interesse che è andato ben oltre le aspettative, a conferma di quanto sia importante per il mondo intero al vicenda umana, spirituale e culturale di P. Matteo Ricci.

Abbiamo vissuto un anno ricchissimo di eventi che si sono svolti a Macerata, nelle Marche, in Italia, in Cina e nel mondo intero. Mostre, convegni, concorsi, filmati, incontri, pubblicazioni, conferenze, pellegrinaggi, celebrazioni religiose, hanno reso omaggio e hanno fatto ancor più conoscere P. Matteo Ricci agli uomini del nostro tempo.

Nonostante il mancato riconoscimento del Comitato Nazionale con il venir meno di alcune risorse finanziarie, quasi tutto ciò che era stato programmato dal Comitato Promotore è stato realizzato. Manca però un segno da tutti auspicato e atteso: un monumento che ricordi in modo solenne e duraturo la figura di P. Matteo Ricci nella sua citta natale. Tutti si meravigliano arrivando a Macerata che non ci sia nessun luogo e nessun monumento che ricordi in modo adeguato il suo più illustre concittadino. In Cina quest’anno sono state sono state inaugurate diverse statue a lui dedicate. Nella speranza che possa essere realizzato anche un museo, appare non più rinviabile la realizzazione di un monumento a Macerata come era previsto nel programma delle celebrazioni.

In questi due anni di eventi più volte e in diverse occasioni abbiamo avuto modo di parlare sia in sede di Comitato Promotore sia in altre circostanze della opportunità di procedere alla realizzazione di un opera di grande valore artistico. Come mi era stato chiesto mi sono interessato di verificare la disponibilità di alcuni grandi artisti trovando nel maestro Cecco Bonanotte la figura più qualificata per realizzare un’opera di grande prestigio.

Il Maestro che vive in Giappone e che ha realizzato opere in tutto il mondo, nei luoghi più prestigiosi, è originario di Porto Recanati. In virtù di questo legame con la nostra terra e con l’Oriente ha accolto il mio invito proponendo un’opera di grande fascino di cui allego la presentazione e il bozzetto. Una fusione di piccole dimensioni della statua di P. Matteo Ricci è stata donata al Santo Padre anche in occasione dell’Udienza speciale concessa per ricordare P. Matteo Ricci il 29 maggio 2010.

Il Comitato Promotore aveva previsto un budget di Euro 700.000 per la realizzazione del Monumento. L’artista, da una inziale richiesta di Euro 750.000, anche in considerazione dell’attuale frangente economico, è poi sceso a 600.000. Per la copertura di tale cifra la Fondazione Carima si è detta disponibile a contribuire con Euro 300.000 mentre il Comune di Macerata, la Provincia di Macerata e la Regione Marche hanno manifestato la determinazione sia nelle amministrazioni precedenti che nelle attuali, di contribuire con Euro 100.000 per ciascun Ente. Viste le difficoltà di bilancio degli Enti il pagamento potrà essere rateizzato su due o tre anni, anche a partire dal 2012.

Pur tenendo presente il momento che stiamo attraversando, appare fondamentale non privare Macerata e le Marche di un’ opera che riveste un’importanza decisiva per consolidare il prestigio che deriva alla nostra terra per aver dato i natali a P. Matteo Ricci. Tutti i turisti chiedono di vedere i luoghi di P. Matteo Ricci e se, nella Piazza dove si trovano l’antico Collegio (oggi Biblioteca Comunale) e la Chiesa di San Giovanni che costituirono la residenza dei Gesuiti, si potrà realizzare l’opera proposta certamente ne deriverebbe un rafforzamento e la definitiva consacrazione di Macerata e delle Marche come terra di P. Matteo Ricci da conoscere e visitare. Un’opera così importante costituirebbe anche un indubbio richiamo turistico e nel contesto del sistema museale diffuso contribuirebbe a dare ancora più lustro a Macerata, città della cultura.

È davvero un grande onore per i maceratesi e per tutti i marchigiani avere un concittadino così insigne come P. Matteo Ricci, ma è anche una responsabilità e abbiamo il dovere di rendergli, con ogni mezzo e facendo ogni sforzo, il tributo che merita. Con la presente pertanto invito i diversi Enti a confermare e a deliberare con appositi atti nelle previsioni di Bilancio per il prossimo anno la volontà di contribuire, come già espresso, ciascuno per la sua parte, alla realizzazione di questo progetto che ci auguriamo, nel corso del prossimo anno, possa sigillare la conclusione delle Celebrazioni per il IV Centenario.



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