Ritorno dal Micam col sorriso
Sagripanti: “Uniamoci”
Hanno partecipato 130 aziende maceratesi
Il Micam, la più importante fiera del settore calzaturiero che si svolge a Milano, si è appena conclusa. Hanno partecipato 120 aziende maceratesi su 350 marchigiane.
Il calzaturiero riveste grande importanza per la nostra provincia: 13.000 addetti che lavorano in 1000 aziende , 130 delle quali di tipo industriale alle quali si affiancano altre aziende che si occupano della produzione dei componenti. Il settore rappresenta il 30% dell’economia provinciale con più di 1.700 milioni di euro di fatturato e una quota relativa all’export che copre il 60% del totale del prodotto provinciale esportato.Cleto Sagripanti, Presidente della Sezione Industriali Calzaturieri di Confindustria Macerata e membro di Giunta dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, di ritorno dal Micam ha voluto comunicare i risultati ottenuti nel corso di una conferenza stampa.
«Siamo fortunati che a 3 ore di macchina e in futuro ad una di aereo – ha detto, facendo riferimento al suo ruolo di Presidente di Aerdorica – c’è la fiera del settore più importante del mondo. Il Micam è stato come speravamo, più visitatori dello scorso anno e provenienti da tutto il mondo. Oltre ai russi, che si aspettano l’inverno più freddo degli ultimi 50 anni, c’erano molti americani che non dobbiamo trascurare. Dobbiamo essere molto attenti nella scelta dei mercati: ad esempio la Cina pesa per la nostra produzione poco quanto la Slovacchia ma l’aumento delle vendite del 78% deve far riflettere. L’Audi A6 viene molto esportata in Cina e se ogni pilota di A6 avesse un paio di scarpe marchigiane sarebbe un bel risultato.» I risultati sono stati buoni anche se le Marche hanno ancora un trend delle esportazioni più basso rispetto a quello nazionale (+6,39%): «Occorre ancora più impegno da parte dei nostri imprenditori, le aziende devono aprire uffici all’estero, non basta esportare. Bastano delle multinazionali tascabili e flessibili per avere buoni risultati. Questo è stato un Micam col sorriso, ma non basta, nei prossimi 10 anni ci sarà molto da lavorare.» Sagripanti ammonisce anche i suoi colleghi più giovani: «Le giovani leve sono troppo individualiste, organizzano spesso iniziative autonome che non hanno però lo stesso peso di una iniziativa d’insieme. Ci impegneremo nel diffondere la cultura dell’aggregazione, fino a creare un sistema moda. Nell’economia italiana il settore delle automobili conta il4% circa, la moda l’11% quindi andrebbe incentivato almeno allo stesso modo.»
Presente anche Carlo Cipriani, responsabile dell’area Moda, Formazione e Internazionalizzazione di Confindustria Macerata il quale ha anticipato l’inizio del nuovo Fashion Design Management: «La seconda edizione del corso partirà il 7 ottobre e si avvale della collaborazione dell’Istituto Europeo per il Design di Milano. Il primo corso ha dato buoni risultati, continuiamo sulla strada iniziata.»
Confindustria Macerata prevede anche altre iniziative per il settore: negli anni scorsi è stato anche istituito nell’Istituto professionale di stato di Civitanova Marche un indirizzo calzaturiero sfociato nella costituzione di un ITS Fondazione per l’ Istruzione Tecnica Superiore “Nuove Tecnologie per il made in Italy” che coinvolge l’Itis Montani di Fermo e l’ITC “Corridoni” di Civitanova Marche, sono stati aperti degli uffici in Cina e India per assistere le aziende locali nei rapporti sempre più intensi e strategici con questi nuovi immensi mercati e in collaborazione con l’Università di Macerata da tre anni viene promosso il progetto “Incoming” con il quale consentiamo a giovani stranieri di formarsi nella nostra provincia e di fare stage presso le aziende locali; questi giovani divengono cosi importanti riferimento nei rapporti fra aziende locali e paesi esteri dove esistono o si vogliono intraprendere rapporti commerciali.





