Marinelli: “Tuttoingioco
è Civitanova Alta”
DIBATTITO SUL FESTIVAL - L'ex sindaco: "Se la Fondazione deciderà di percorrere altre strade almeno affidi il marchio al Comune"
“Tuttoingioco è Civitanova Alta”. Questo è il pensiero dell’ex sindaco Erminio Marinelli . “In quale altro Comune delle Marche – dice – ci sono venti contenitori culturali in trecento metri e quale altra amministrazione ha condiviso gli sforzi della Fondazione come ha fatto Civitanova?”
“Da assessore alla Cultura – prosegue Marinelli – nel 2009 ho progettato quello che chiamavamo il numero zero della manifestazione. Mettemmo a disposizione 300mila euro e tutto il programma fu costruito su misura di spazi, auditorium e musei ristrutturati in dieci anni di amministrazione. Se si fa altrove non è Tuttoingioco. Inoltre chi altro ha know how, logistica, viabilità e soprattutto l’entusiasmo di questa città?”
“Invece oggi – riprende il portavoce del Centrodestra all’Assemblea regionale -, mentre i festival più storici come Modena e Mantova copiano formula e ospiti di Tuttoingioco, qui si parla di rimandare di anno in anno la manifestazione fino a logorarla. Già quest’anno si doveva fare qualcosa per mantenere il flusso turistico innescato.”
Poi Marinelli parla della Fondazione Carima. “A dire il vero -nota -, nessuno sa quali siano le vere intenzioni della Fondazione perché non c’è ancora stato né il consiglio né un comunicato ufficiale. Quindi sono certo che chi, come loro, conosce credito e imprese non butterà l’investimento fatto. Sarebbe come spendere per lanciare un nuovo prodotto che piace al pubblico e porta ricchezza e poi ritirarlo dal mercato.
Quindi nel pieno rispetto dell’indipendenza del Consiglio di Amministrazione della Fondazione (ce si riunirà domani, ndr) e condividendo il fatto che esso non sia il bancomat della Provincia, dobbiamo però tenere presenti due certezze. La prima: questa città è il polmone produttivo della provincia, linfa del sistema bancario, finanziario e commerciale e ha avviato con Tuttoingioco una nuova strategia di turismo culturale indispensabile per il futuro. Secondo: le forze economiche della città, dopo aver atteso per un anno la riedizione del Festival si aspettano comunque un contributo non inferiore a quello che la Fondazione vorrà destinare, per il 2011, ad altre iniziative culturali importanti del nostro territorio.”
“Su questo principio – aggiunge – condivido come politico la volontà di collaborare manifestata dal sindaco di Macerata. Tuttavia questo non può significare sottrarre a una città quello che già ha. A Macerata, con me, Civitanova ha portato i più grandi della danza mondiale: Bolle, Ferri e Cortez. Ora per collaborare è necessario che sia Macerata a restituirci qualcosa o perlomeno a partecipare alla pari ma non a sottrarre risorse a Civitanova.”
“Dunque – è la proposta di Marinelli -, vista la disponibilità economica e logistica già dimostrata dal Comune in questi giorni, se la Fondazione deliberasse la necessità di orientare diversamente i suoi fondi, affidi almeno a Civitanova il marchio Tuttoingioco insieme a un contributo che renda possibile un’edizione magari più breve, in modo da non disperdere gli investimenti e in attesa di nuove decisioni. Un rinvio ulteriore servirebbe solo ad annientare la manifetsazione. Altre scelte invece – conclude -, penalizzerrebbero solo la città, la sua cultura, il suo commercio e il suo turismo.”
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Tutti vogliono Tuttoingioco, ma la Fondazione punta allo Sferisterio:
