L’Accademia di Belle Arti
sbarca a Civitanova Alta
L’Accademia di Belle Arti di Macerata ha espresso interesse all’attivazione di un corso di design della moda a Civitanova ed ha fatto pervenire all’Amministrazione comunale un progetto per realizzare un corso di laurea triennale.
La proposta è stata avanzata durante la riunione che si è svolta martedì 7 settembre presso la sala giunta del Comune, presenti il sindaco Massimo Mobili, l’assessore al Turismo Sergio Marzetti, l’assessore Ermanno Carassai, i consiglieri comunali Agnese Biritognolo e Domenico Sicolo, la direttrice dell’Accedemia delle Belle Arti di Macerata Anna Verducci, i professori Giorgio Marangoni e Pierpaolo Marcaccio e il professor Hermas Ercoli.
L’Amministrazione comunale, ribadendo il concreto interesse a sviluppare un settore che da anni funge da traino per la nostra economia, si è espressa favorevolmente in merito all’iniziativa dell’Accademia di Macerata, ritenuta più funzionale alle esigenze degli iscritti e maggiormente in grado di radicarsi tra le realtà che insistono sul territorio, rispetto alla precedente soluzione prospettata a luglio dalla Laba (Libera Accademia di Belle Arti di Brescia) e che quindi, pur essendo valida da un punto di vista professionale, non sarà più formalizzata dall’ente.
“La scelta di stipulare una convenzione con l’Accademia di Macerata è stata fatta in primis per venire incontro agli iscritti – ha riferito l’assessore Marzetti – che potranno sostenere gli esami in provincia piuttosto che fuori regione. L’intento è sempre quello di incentivare il settore della moda coinvolgendo le aziende di Civitanova e dintorni, e creare nuove opportunità di occupazione, continuando a lavorare in sinergia con le istituzioni della provincia. Da ricordare, infatti, che il Comune di Civitanova e l’associazione studi universitari Città di Civitanova hanno reso possibile, nel 2001, la realizzazione del primo corso universitario di Mediazione linguistica presso l’Istituto “Stella Maris”.
Ieri, intanto, i responsabili dell’Accademia di Macerata hanno avuto il nulla osta da parte del Ministero dell’Istruzione, per l’avvio del corso triennale di design a Civitanova. Entro la prossima settimana verranno definiti i termini dell’accordo e verranno coinvolte nell’iniziativa le imprese interessate.
Confermata quale sede del corso il palazzetto “Bonaparte” di Civitanova Alta, ex Liceo Classico.
sono contrario, un’altra sconfitta per Macerata
C’era una volta che i Corsi di Laurea (cioè più studenti residenti in città, cioè più gente che viveva la città, cioè più gente che spendeva in città) erano TUTTI a Macerata e la città era più ricca….
C’era una volta….
Poi, però… proprio in quel periodo che dici tu…, politicanti poco politici pensarono bene di svendere alla gloriosa Università i propri palazzi migliori, contribuendo dissennatamente allo spopolamento dei maceratesi – i quali, più degli studenti, risiedendo vivevano e spendevano. Gli studenti, infatti, poi se ne andavano e oggi tornano in minima parte: i maceratesi sono tutti disseminati tra Pollenza, Sambucheto, Montecassiano e Corridonia.
C’erano poi gli avieri… e quelli sì che erano un bell’introito, che tra l’altro in nulla inficiavano il complesso abitativo stanziale…
C’era una volta…
@ilippo
La vendita dei palazzi “di pregio” all’Università (che anche se non c’era una visione complessiva del perchè e del percome utilizzarli, li ha spesso recuperati dall’abbandono e dalla fatiscenza) è solo la logica coneguenza di un mutamento che si è sviluppato in città negli ultimi 20 anni.
Prima erano altre “figure” che potevano permettersi l’acquisto di importanti stabili (“importanti” sotto il profilo del costo di acquisto e della successiva ristrutturazione).
“Figure, in alcuni casi, anche istituzonali (penso all’ex sanatorio, che doveva diventare un’accademia della musica) che per mille motvi (nobili e assai meno nobili) mettevano mano al portafoglio.
Poi alcune di queste “figure”, per mille motivi, non sono state più in grado di spendere e spandere (perchè non avevano più soldi o non hanno voluto poichè si erano ingrandite ed hanno acquistato altrove o non gli è stato più permesso di acquistare allegramente immobili che non gli servivano, ecc.) e l’unica struttura cittadina, in grado di intervenire, era rimasta l’Università….
Ora che anche le casse dell’Università sembrano piangere altri grossi immobili “di pregio” restano senza aquir-Enti poichè, in periodo di magra, non c’è più nessuno che (per pegio, per fare un favore, per espandersi, ecc.) può spendere e spandere.