Decessi per overdose:
identificato
il pusher “Maradona”

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Ci sono voluti sei mesi di indagini articolate e complesse, ai Carabinieri della Compagnia di Civitanova, per scoprire il pusher che, con la sua dose di eroina, aveva causato l’overdose ed il decesso di un giovane camerte lo scorso febbraio.

I militari di Porto Recanati che avevano prestato i primi soccorsi con quelli del radiomobile di Civitanova, quel pomeriggio del 1 febbraio nel parcheggio dell’hotel house, avevano rinvenuto una siringa accanto al corpo di quel giovane. L’analisi del traffico telefonico e del cellulare lasciava trapelare poco; le testimonianze di tossicodipendenti e testimoni, facevano tuttavia arrivare ad uno pseudonimo “Maradona”, ma era poco per identificarlo. Infatti il nomignolo che il pusher aveva usato a Porto Recanati non era lo stesso che aveva utilizzato in altri luoghi, nelle province di Macerata ed Ascoli, dove aveva sempre ceduto sostanza stupefacente, causando overdose, tuttavia non fatali. Erano intestate ad altri nomi le schede da cui aveva chiamato per contattare i “clienti” e gli ignari intestatari non avevano saputo produrre elementi utili per le indagini. Ma nonostante tutte le difficoltà, gli investigatori dell’arma di Porto Recanati, con la collaborazione dei colleghi civitanovesi, sono riusciti a dare identità al “Maradona”. Si tratta di un clandestino magrebino che, dopo i fatali eventi, ha lasciato la zona. E’ stato denunciato, in stato di irreperibilità alla magistratura del capoluogo maceratese per i reati di “morte come conseguenza di altri delitto” e “spaccio di stupefacente”.


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