Barbara Alberti a Pollenza
per il Festival “Non a voce sola”

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Si terrà a Pollenza, venerdì alle ore 21 , al Teatro Comunale G.Verdi, il quinto appuntamento del  festival  dedicato al talento e alla creatività femminile  “Non a voce sola”. La rassegna, itinerante e a cadenza annuale, si prefigura come un appuntamento importante e luogo di incontro e di discussione di   intellettuali e artiste del panorama nazionale e regionale. La finalità è quella di aprire un dibattito sulla identità e differenza di genere intesa come peculiarità non solo biologica, ma storica, culturale ed emotiva. Una polifonia di voci femminili che indagheranno l’eccellenza femminile, il corpo femminile, Il piacere femminile, il silenzio femminile ,  la forza femminile, la politica delle donne. Questi, solo, alcuni dei temi toccati , ma il fil rouge della rassegna è sicuramente l’affronto di ogni aspetto con “il taglio della differenza”.

L’ospite della serata : Barbara Alberti .Scrittrice, giornalista, e sceneggiatrice sempre tesa a combattere una immagine perdente del femminile, presenterà la sua ultima fatica editoriale: “Riprendetevi la faccia”. Il tema del libro e della serata il diritto delle donne alla vecchiaia. La società, i modelli comportamentali e mediatici rimandano ombre di donne a cui non è concesso di parlare, di ingrassare,  di esistere ,  di invecchiare. Il must per eccellenza  sembra essere l’eterna giovinezza e bellezza. “La vecchiaia non è stata mai così brutta come da quando si cerca di nasconderla. Tale è la pressione sociale e culturale, che andare in giro con la propria faccia diventa una provocazione”così dice Barbara Alberti nel suo libro. Ma, il discorso è ampio e coinvolge cosa un sistema culturale vuole far passare come simbolo del femminile. Il simbolo del femminile a livello mediatico è il corpo, un corpo muto e compiacente che non ha altra ragione di esistere se non in funzione del piacere e desiderio maschile. “Le donne, chiosa Barbara Alberti, sopportano l’insopportabile  e l’Italia è una repubblica fondata sul sacrificio delle donne. La donna oggi : in mano una ramazza, nell’altra il biberon, nell’altra il computer, nell’altra la biancheria sexy, nell’altra i vecchi da curare.” Pienamente d’accordo con l’ironia della scrittrice l’ideatrice e organizzatrice della rassegna, Oriana Salvucci ,che però smorza i toni e puntualizza:

“Mi piace la vivacità e la vis polemica di Barbara Alberti e la sua lucidità nei giudizi, tuttavia la rassegna è stata pensata non come uno spazio rivendicativo ma, come uno spazio di riflessione, un percorso di conoscenza all’interno del pensiero femminile e come spazio di relazione fra donna e donna, ma anche fra donna e uomo. Quello che è scandaloso è , a mio avviso, il silenzio delle donne nonostante tutto e mi riferisco al dileggio e al non rispetto che ci viene tributato costantemente. E’ giunta l’ora che le donne parlino, perché tutti riconoscono la loro forza eccetto loro stesse.”


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