Crollo della palazzina
E’ l’ora dei perché

Civitanova Alta

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di Laura Boccanera

Sta tornando lentamente alla normalità la situazione a Civitanova Alta a quattro giorni dal crollo della palazzina, una tragedia scampata dal momento che nessuno era presente all’interno durante il cedimento. Una quattro giorni di lavoro per gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e della Polizia Municipale che ha paralizzato completamente la città alta, bloccata dall’interruzione di corrente, acqua e linea telefonica. Anche 50 auto sono rimaste imprigionate nella stretta via chiusa che non ha sbocchi di uscita al di fuori della ripida scalinata, lungo la quale ieri, con mezzi di fortuna, attraverso uno scivolo creato all’occorrenza e mediante lunghe e complesse manovre, è stato possibile liberare il centro storico.  Una vera e propria opera ingegneristica improntata al momento: l’area attorno alla torre infatti è chiusa e le uniche vie di uscita sono le scalinate che portano ad una specie di balconata. Le auto sono così state caricate su delle rotaie di legno per superare l’ostacolo della scalinata e, una volta in piano, sono state imbracate dal carro attrezzi ad un metro e mezzo da terra e  riportate a livello della strada. Un’operazione molto complessa (la pendenza della scalinata è di circa 20 gradi) che è durata tutta la giornata; cinquanta erano le auto rimaste bloccate e la complessa manovra richiedeva almeno mezz’ora per ogni vettura. Ma i disagi maggiori si sono verificati per i residenti, costretti a vivere da sfollati: 15 persone in totale che hanno trovato alloggio presso parenti ed amici o presso la foresteria messa a disposizione del Comune.

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Il sindaco Massimo Mobili sul posto

Dopo aver messo in sicurezza l’abitazione tramite la demolizione della parte pericolante, ora che quasi tutto è tornato alla normalità è l’ora dei perchè e degli interrogativi: per dipanare responsabilità, capire le cause del crollo e appurare come procedere è convocata per domani alle 13 in via straordinaria la commissione lavori pubblici del Comune, ma in paese in tanti vogliono capire a che livello è la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio architettonico, tanto che il comitato di quartiere ha richiesto la convocazione quanto prima di un consiglio comunale aperto. Una vicenda che, passate le ore più drammatiche, sta diventando sempre più politica, tanto che Radicali, Socialisti e Riformisti chiedono al sindaco e  ai consiglieri di convocare in seduta straordinaria ed urgente una commissione d’inchiesta. <<lo chiediamo per valutare i motivi e le eventuali responsabilità dei ritardi verificatisi  nell’effettuare interventi di puntellamento e sgombero di un edificio – si legge in una nota congiunta – di cui si aveva piena consapevolezza della situazione d’instabilità della struttura, rinviando di diversi giorni tali interventi a quando, cioè, il crollo era già avvenuto. Questo nonostante una delle famiglie che vi abitava, quella dei Pasquali, avesse, addirittura, provveduto  per proprio conto a sistemarsi altrove tre giorni prima del crollo stesso; l’esistenza di eventuali nessi causali tra tali eventi ed infiltrazioni sotterranee dovute ad una eventuale cattiva o inesistente manutenzione delle condutture che potrebbero, nel caso, produrre il ripetersi di crolli e  cedimenti simili se non peggiori di quelli che si sono già verificati>>.

Foto di Roberto Vives

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