La Cgil: “Primi effetti negativi
della Finanziaria sul trasporto pubblico,
900.000 km in meno e 30 posti a rischio
in provincia di Macerata”

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benfatto

Aldo Benfatto


Da Aldo Benfatto, segreatrio provinciale della Cgil Macerata:

L’aumento  delle tariffe dei bus deciso dalla Regione  Marche  è una delle leve attivate per compensare il taglio dei trasferimenti statali decisa dal Governo con la recente manovra di bilancio.

Gli aumenti delle tariffe, pur differenziati, incideranno nei futuri  bilanci delle famiglie marchigiane che vedranno  lievitare i costi del trasporto e delle altre  tariffe dei servizi.

Oltre alla diminuzione dei redditi causati  in maniera significativa dalla perdita di lavoro, dalla cassa integrazione o dal blocco della contrattazione, i lavoratori si troveranno a pagare di più per mandare i propri figli a scuola con il pullman o per andare a lavorare come pendolari.

E questo è solo l’inizio. Ulteriori provvedimenti per compensare il calo di risorse  colpiranno  i trasporti.  Viene già annunciato, sempre dalla Regione Marche che ripartisce i trasferimenti sui trasporti  alle province,   un taglio dei servizi di almeno il 10% .

I cittadini saranno chiamati a pagare di più per avere un servizio inferiore, senza contare le inevitabili ricadute negative sull’occupazione nel settore.

Nella sola  provincia di Macerata parliamo di una riduzione vicina ai 900.000 Km/anno   tra servizi urbani ed  extraurbani.  In termini occupazionali corrisponderebbe  ad una  impresa sui 30/35 addetti che scompare.

Su  questa  ipotesi  di taglio esprimiamo forti contrarietà  perché il  settore del Trasporto Pubblico Locale  presenta ancora notevoli margini di  ottimizzazione  delle risorse . Un dato su tutti: nella provincia di Macerata in cui operano quasi 400 addetti  complessivamente, contiamo  una decina di Consigli di Amministrazione, con corollario di direttori (dirigenti) e Presidenti e/o Amministratori Delegati. Prima di tagliare servizi ai cittadini e perdere posti di lavoro impegnati direttamente nel trasporto (come ad esempio gli autisti)  si pensi, fin da subito,  a  strutture gestionali  più snelle e meno onerose.

Non è poi molto chiaro come gli enti appaltanti il trasporto (le province o i comuni con servizio urbano) potranno diminuire  le risorse a fronte di  contratti di appalto già stipulati con impegni economici precisi assunti con le imprese appaltatrici almeno sino al 2013. Non  è difficile prevedere un pesante contenzioso legale.

Pur contestando i tagli decisi del Governo, chiediamo comunque a Regione,  Provincia  di Macerata e Comuni interessati,   di non limitarsi  a calcoli ragionieristici, ma di compiere scelte coraggiose  in favore dei cittadini  e per difendere, per quanto possibile,  un servizio che sappiamo utile e sempre più necessario per  una qualità della vita migliore e per uno sviluppo sostenibile” .


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