Pericolo antenne e sanità pubblica
Colbuccaro indaga sui suoi ultimi trent’anni
Scatta la mobilitazione tra i cittadini della frazione di Corridonia
” Colbuccaro, frazione di 1.500 abitanti, posta in cima e ai piedi di un colle prospiciente il capoluogo Corridonia, ha deciso di monitorare i suoi ultimi trent’anni di sanità pubblica. La clamorosa deliberazione è stata presa al termine di una partecipazione assemblea popolare, tenutasi nei locali della sala parrocchiale a Piane di Colbuccaro-Passo del Bidollo. All’ordine del giorno il pericolo elettromagnetismo costituito dal sito, ricavato su terreno privato, che a Colbuccaro alto ‘ospita’ un gran numero di ripetitori ed antenne”. E’ quanto si legge nella nota stampa inviata dal Comitato popolare Colbuccaro-Piane di Colbuccaro.
“In tutto 32 antenne, di cui 29 sono risultate sprovviste di regolare concessioni – prosegue la nota – Tutto ciò ha spinto i residenti vicini a rivolgersi all’Arpam e quindi al magistrato che ha sentenziato lo spostamento di tale ubicazione in altra area idonea reperita successivamente dall’amministrazione comunale nei pressi del cimitero della frazione. Il trasferimento coattivo dovrà avvenire entro la metà del prossimo anno. Nel frattempo la popolazione della frazione ha pensato di non restare più inattiva, decidendo di collaborare con la giunta perché la tutela della salute pubblica venga pienamente garantita. Dicono i cittadini: “Il sindaco Nelia Calvigioni ha mostrato la necessaria sensibilità e d’ora in avanti siamo convinti che la situazione, che comunque moniteremo costantemente, sia destinata a migliorare”. “Attueremo tutte le forme di collaborazioni con le Istituzioni ed insieme di vigilanza, anche perché la popolazione delle Piane è costituita da giovani coppie e moltissimi sono i bambini. Lotteremo soprattutto per la loro salute” dice, combattiva, una giovane madre.
Da qui pure la sopracitata decisione di voler indagare, tramite un sondaggio pubblico (con il mezzo di questionari) su trent’anni di sanità pubblica per constatare l’incidenza di tumori e leucemie nella storia della popolazione di Colbuccaro negli ultimi tre decenni. Si comincerà a settembre, di ritorno dalle ferie.
Bello, ma… a quando una battaglia per l’abbattimento dell’uso privato del telefonino e, adesso, anche di smartphone e wi-fi? Quando vedo persone incollate perennemente a tv, internet e telefonino, mi vien da chiedere loro: “Secondo voi, come possono funzionare quei servizi di cui molto spesso abusate?”. E anche: “Sapete quanto vi irradia una prolungata conversazione al cellulare con la vostra persona del cuore?”
@Luca Perilli
Bè la risposta alla prima domanda è mai. E’ impensabile rinunciare alle telecomunicazioni wireless.
Ogni giorno siamo esposti a centinaia di campi elettromagnetici, in primis la luce del sole: mica lo si può spegnere! 🙂
A parte la battuta, il problema è la potenza di irradiazione e il periodo di tempo in cui il soggetto viene a trovarsi vicino alla fonte: meglio quindi non comprare casa vicino alle antenne di radiovaticana, meglio non vivere vicino ad un radar militare, meglio non avere casa vicino ai tralicci di alta tensione (anche se la legge prevede un minimo ridicolo di 28 metri di distanza, meglio scappare a gambe levate).
Per le antenne della telefonia non saprei dirti, siccome vale il principio di precauzione, meglio non abitarci difronte: nessuno sa ancora che effetti possano avere nel corso dei decenni.
Per chi ha la sfortuna di trovarsi in simili circostanze consiglio di far fare rilevazioni sul posto all’arpam.
Il cellulare e il wi-fi possono essere utilizzati normalmente a patto di usare la moderazione: meglio non parlare più di tanto al telefono, meglio non lasciare acceso il wifi sempre, ecc…
Poi ci sono posizioni più estremiste che vedono gli elettrodomestici come un pericolo e altre affascinanti teorie che spiegano come sistemare il mobilio in casa in modo tale da ricevere energia positiva e non negativa ecc…
Ritornando all’articolo, ma come è possibile che solo 3 antenne erano in regola??