I Tokyo ballet aprono Civitanova Danza
Domenica in piazza i balli popolari
di Laura Boccanera
Si apre questa sera con l’omaggio al Giappone la diciassettesima edizione del festival internazionale Civitanova Danza. Per la prima volta nelle Marche, il festival accoglie The Tokyo Ballet, una delle più acclamate e stimolanti realtà del panorama coreutico mondiale, con uno spettacolo dal titolo Serata Béjart in cui sessantacinque danzatori in scena presentano al pubblico del festival le coreografie del maestro francese Don Giovanni, Bugaku e Danses Grecques. Fin dalla sua fondazione (1964), la compagnia ha sempre presentato coreografie occidentali e orientali di tutti i tempi, il suo ampio repertorio include balletti classici, neo-classici e i capolavori di coreografi contemporanei. Il Tokyo Ballet, con più di 23 tournée e 689 rappresentazioni all’estero (un record nella storia teatrale giapponese), si è guadagnato un’invidiabile reputazione nel proprio Paese e all’estero come compagnia di danza giapponese di fama internazionale. Imbattibili e infaticabili emulatori, i danzatori giapponesi sono riusciti ad appropriarsi di una tecnica che la cultura europea e segnatamente franco-italiana aveva codificato a proprio uso e consumo; cioè per altre gambe, altre braccia, altra capacità introspettiva. Sono riusciti a vincere ogni ostacolo, anche fisiologico, per farsi depositari di una perfetta `danse d’école’ declinata in senso virtuosistico.
Nel 2008 la compagnia ha intrapreso il suo 23° tour in Europa con un programma completamente dedicato a Maurice Béjart, esibendosi in 21 palcoscenici in 9 città e 6 nazioni. Inizio spettacolo ore 21.30
Domenica 4 luglio Civitanova Danza dà invece appuntamento al suo pubblico in piazza XX settembre con Festa Granne! una festa di piazza con danze e musiche popolari delle Marche con inizio alle ore 21.30. Un’occasione unica per immergersi nel clima di festa della tradizione marchigiana, una serata di balli con abiti storici, musiche e canti popolari per conoscere le tradizioni locali presentata da Cristiana Pecci. Unite nella neonata UGFM, sono moltissime le realtà che si dedicano al folklore permettendo di custodire e mantenere vivo il ricco bagaglio culturale che i singoli popoli hanno, a partire dall’aspetto ludico del mondo contadino. Agli spettatori del festival è data l’occasione di osservare e partecipare grazie allo stage gratuito di saltarello che alle ore 20.30 precederà l’esibizione dei sei gruppi.
Apre la serata Il Massaccio che nasce nel 1979 grazie all’opera di alcuni appassionati residenti a Cupramontana, chiamata dal IX al XIX secolo Massaccio. Il gruppo si è posto l’obiettivo di conservare musiche, danze e costumi tipici del luogo dalla fine del 1700 e l’inizio del nostro secolo.
A seguire Li Mazzamurelli de li Sibillini di Ortezzano che prendono il nome da folletti dispettosi, creature leggendarie appartenenti all’arcaico bagaglio culturale marchigiano dei Monti Sibillini. Si dice battessero sui tavolati delle case per infastidire i poveri contadini ma la leggenda li vuole anche riconoscenti con denaro per chi li accoglieva con cortesia.
Il terzo gruppo ad esibirsi sarà Urbanitas, formazione che nasce nel 1933 ad Apiro con lo scopo di far rivivere e tramandare le tradizioni del mondo contadino risalenti alla prima metà dell’800 e, grazie all’autenticità e all’accuratezza del suo repertorio, ha ottenuto riconoscimenti in occasione delle numerose partecipazioni ad eventi nazionali ed internazionali.
Segue La Martinicchia che dal 2005 a Polverigi diffonde la cultura musicale, folkloristica ed artistica. Prende il nome dal modo dialettale di chiamare il freno del biroccio. Il repertorio è basato prevalentemente su motivi popolari, saltarelli, stornelli e caratteristiche canzoni dialettali.
Due gruppi maceratesi concludono la festa. Città di Matelica, ensemble che nasce nel 1966 e da allora porta la cultura e le tradizioni dell’alto maceratese in giro per il mondo, adoperandosi per riscoprire, conservare e tramandare balli, canti, strumenti musicali e abiti tradizionali.
A seguire Li Pistacoppi, gruppo sorto nel 1979 a Macerata ed ha ricostruito, attraverso ricerche condotte sul territorio, un notevole repertorio di musiche, canti e danze della tradizione popolare marchigiana. Pistacoppi è il nome scherzoso con il quale vengono chiamati i piccioni di Macerata e che contraddistingue, per analogia, gli stessi abitanti maceratesi.