Volantini a Civitanova:
“Perchè il Comune non commemora
il giorno della Liberazione?”
<<Il 29 giugno del 1944 l’esercito alleato ha attraversato il fiume Chienti a Santa Maria Apparente e liberato Civitanova, peccato che a più di 60 anni di distanza nessuno lo commemora, né tantomeno ricorda>>. La denuncia arriva da Cittaverde che critica fortemente la “dimenticanza” del Comune in un giorno così importante per la storia cittadina: <<esercito alleato e partigiani in quel giorno d’estate ci restituirono la libertà, dovrebbe essere una giornata di ricordo e felicità invece le istituzioni, prima fra tutte quella comunale lo dimentica e tenta di relegare la data al revisionismo storico-politico e all’oblio. In troppi dimenticano, oggi è il momento di ricordare>>. Il volantino con la protesta è stato fatto circolare ieri durante il consiglio comunale e per rimediare allo “sgarbo storico” l’associazione chiede ai democratici e agli antifascisti di proporre come gesto simbolico riparatore di intitolare una strada al 29 giugno 1944. E proprio da ieri nei pressi dei luoghi che hanno visto il passaggio dei carri armati qualcuno ha voluto ricordare con una croce e dei fiori il sacrificio dei partigiani e dei soldati.
La. Boc.
per lunghi decenni le foibe sono state dimenticate, adesso tocca alla “liberazione”…
lo dico in maniera provocatoria ma manco tanto!
@Gennari
Non dimenticate, ma semplicemente rimosse per convenienza, geopolitica, ricerca di buoni rapporti internazionali.
Non potevi parlare di foibe, e magari anche chiedere agli jugoslavi l’arresto e l’estradizione di loro cittadini (colpevoli di crimini in territorio italiano) e poi negare, a tua volta, che tanti fascisti italiani finissero nelle galere jugoslave per crimini nei confronti delle loro popolazioni: si è fatto semplicemente finta (per convenienza) che non fosse successo quasi nulla.
Lo stesso accadee per la Germania Ovest: c’erano si criminali nazisti, ma c’era anche il fatto che la G.O. era il primo baluardo contro i Paesi dell’Est; quindi anche li sui tanti criminali nazisti si chiuse un occhio (e talvolta due)