Valentina Ugolinelli (Pd):
“Le primarie sono l’unica strada da seguire
in vista delle elezioni provinciali”
Da Valentina Ugolinelli (Pd):
Non in qualità di organica di un partito, ma come fondatrice, elettrice e convinta sostenitrice dell’allora progetto chiamato Partito Democratico, vorrei condividere con la città anche io piccole e modestissime riflessioni sul dibattito già vivo sull’inaspettato voto anticipato in Provincia.
La prima più che una riflessione è un tornare a ribadire che il partito un metodo attraverso il quale designare i candidati sindaci, presidenti di provincia e regione, ce l’ha ed è quello delle PRIMARIE. Le primarie costituiscono la parte più fortemente caratterizzante del Partito Democratico non tanto in sé, come rito catartico, ma come elemento rappresentativo di ciò che più e meglio incarna l’essenza di un partito che noi vogliamo aperto, capace di superare il confine artificiale tra politica e società civile, un partito che rappresenti uno strumento semplice e accessibile per il cittadino che decida di dedicare una parte del suo tempo alla comunità.
Le prevede lo Statuto del partito, è quindi anche una questione di rispetto delle regole e di senso di responsabilità, proprio a dispetto di letture alternative che invece ogni volta ne rimettono in discussione l’utilizzo.
E dunque facciamole, facciamole per tempo, senza addurre motivazioni del tipo che è troppo presto (forse) e poi dopo dire che non si fanno perché è troppo tardi; che siano di coalizione o di partito, l’importante è partecipare e far partecipare. Starà a noi valorizzarle, non limitandole ad essere una questione di nomi e cognomi, ma legarla a soggetti con un progetto politico da proporre non tanto al PD ma soprattutto alla nostra provincia.
Di alleanze con gli altri partiti politici ne parleremo magari alla fine, al limite a metà, ma non all’inizio, o peggio a priori.
Da ieri, perché oggi è già tardi, invece cerchiamo un “alleanza” con il primo partito della provincia di Macerata quello degli astensionisti, di coloro i quali non si riconoscono più nella politica degli slogan, dei nani e delle ballerine, ma ai quali noi non sappiamo proporre nulla di più del solito, che non sanno a chi rivolgersi per trovare le risposte ai problemi di oggi, che non vedono più un domani e che aspettano solo una proposta alternativa, semplice, chiara senza i soliti “distinguo”.
Costoro hanno il 38%, sono il primo partito, possono fare la differenza”.
Valentina Ugolinelli
Componente circolo PD Macerata
Referente Cambia l’Italia provincia di Macerata
Chissà però perchè, alle ultime regionali, i candidati del PD sono stati imposti e non scelti alttraverso le primarie…. Questo si che è rinnovamento!!!
Opportuna memoria storica, quella di Gianfranco. E tuttavia, quasi quasi sono contrario alle primarie per la Provincia: i partiti facciano i partiti e si prendano le responsabilità delle proprie scelte in prima persona.
Ricordo a me stesso – come si dice in queste circostanze – che il Partito Democratico Provinciale si è già dato un metodo di lavoro condiviso in questa materia: costruire un progetto alternativo alla destra; ricercare tutte le convergenze possibili con altre forze politiche (alleanze); costruire, con esse, un programma di governo; individuare, infine, le donne e gli uomini incaricati di portarlo avanti. Saltare o invertire uno di questi passaggi sarebbe semplicemente irrazionale. Promuovere o viceversa, bocciare le primarie, qui e subito, è solo un esercizio inutile. La parte caratterizzante del PD provinciale, non sta tanto nelle primarie, quanto soprattutto nel fatto che non ci piace come la destra, ha fin qui governato. A cominciare dagli sprechi inutili, dalla gestione dei rifiuti, dal rapporto (inesistente) con le amministrazioni locali, ecc… Non lo dico solo da elettore-fondatore, ma anche in veste di portavoce della Segreteria provinciale del PD.
@Fabrizio Cambriani
Fabrizio, io mi limito a questo:
Statuto nazionale del Partito Democratico
CAPO IV
Scelta dei candidati per le cariche istituzionali
Articolo 18.
(Elezioni primarie del Partito Democratico)
4. Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco,
Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra
con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute
nell’articolo 20 del presente Statuto. Le modalità di selezione delle candidature per le altre
cariche di livello regionale e locale vengono stabilite dagli Statuti delle Unioni regionali e
delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano.
Non credi che sia un’ offesa al’ intelligenza degli iscritti, continuare a ignorare le regole che ci siamo dati?
E’ mai posibile continuare ad addurre motivi inesistenti con fare assolutamente autoreferenziale , per disattendere sempre e comunque le regole e “svuotare” gli organismi territoriali del partito delle loro prerogative di rappresentanza e di indirizzo???
Da più parti si invoca il ” livello politico superiore” la necessità di valutare le alleanze (significa che se l’ UDC chiede la presidenza per venire con noi, noi gliela diamo senza colpo ferire?)..
E, se arriva in direzione provinciale una mozione per il rispetto dello statuto con l’ il ricosrso alle primarie e si chiede di votarla che succede?
Si caccia chi la presenta?
Cerchiamo di tenere attegiamenti meno autoreferenziali e rispettiamo le regole che ci siamo dati o, a votare , alle prosime provinciali, ci andrete in pochi!!
condivido pienamente il contenuto della nota di valentina ugolinelli.
le primarie non vanno considerate come una sorta di palestra organizzativa cui ogni tanto sottoporsi , bensi come primario ed indispensabile strumento politico cui la nuova grammatica politica inaugurata al lingotto ha imposto all’attenzione , sia del gruppo dirigente , sia del corpo militante , e sia e soprattutto dell’elettorato diffuso.
il partito democratico siamo noi !
Caro Principi.
Se il PD, nato da una fusione fredda dei vertici Margherita e DS (cioè gli ex DC ed ex PCI, cioè i 2 partiti del consociativismo anni ’70), continua a presentare gli stessi (o peggio i galoppini di coloro che stano dietro le quinte) è solo perchè il giocattolo si è già rotto ancora prima di essere scartato.
Si sono fatti un partito a misura loro, non a misura degli iscritti: la classe dirigente odierna è la stessa di 10 anni fa che era quasi la stessa di 20 anni fa…..
Per non parlare poi del PdL che è un partito finto dove comanda solo uno, colui che mette la firma sugli assegni.
Ci sarà un motivo se quasi il 40% della popolazione NON vota più?
Caro Principi la tua lettura è troppo letterale e semplicistica. se uno dei partiti della coalizione (ad esempio l’UDC che da sola significherebbe la vittoria) rifiuta le primarie?
Il principio delle primarie va bene, ma deve essere regolamentato non da un articoletto dello statuto ma da regole serie. Negli stati uniti chi vota per un partito anche se non è tesserato, deve essere iscritto in una lista di elettori di quel partito. I controlli poi chi li fa? Chi garantisce che chi vota alle primarie vada almeno a votare dopo? Chi garantisce un quorum che dia un senso alle primarie? O pensi che basti qualche centinaio di simpatizzanti a fare un candidato credibile.
Pensiamo invece a fare un programma veramente di sinistra attingendo a piene mani dal mondo dell’associazionismo laico e cattolico idee e persone!