Serena Ganci regina di Musicultura
La pioggia non ha fermato la serata finale allo Sferisterio
di Alessandra Pierini
La pioggia interrompe Musicultura sul più bello. Un Fabrizio Frizzi ormai fradicio annuncia la vincitrice Serena Ganci che come una fatina della notte, nel suo abito di tulle, ritira il premio in gran fretta mentre i goccioloni continuano a scendere sempre più insistenti.
L’ultima serata di Musicultura ha seguito la formula classica, perfezionata negli anni. Sono i quattro concorrenti i primi ad esibirsi: Andrea Epifani, Francesca Romana, Serena Ganci e Terrasonora. Poi il palco ospita la pioniera della regia al femminile in Italia, Lina Wertmuller e la sua inconfondibile classe. “Non ci possiamo lamentare del nostro presente – ha detto – c’è sempre peggio. Il mio sogno? Fare altri 25 film. Uno è già scritto e cerca un produttore. ”
E’ stata poi la volta di Gianni Bonagura e Paola Minaccioni che hanno spaziato nell’interpretazione di irriverenti poesie proprie della tradizione romanesca sulla musica di sottofondo del fisarmonicista Lixandru Ion. Dal cielo scuro, intanto, ha cominciato a scendere acqua, vallette e addetti all’uscita sono rimasti per tutto il tempo in stato di allerta ma gli spettatori muniti di ombrelli hanno colorato lo Sferisterio con un insolito effetto. L’attesissimo Pino Daniele invece non è mai arrivato a Macerata, lo ha annunciato Frizzi dal palco ma la notizia era già stata comunicata dall’organizzazione. “Pino Daniele parteciperà il 26 giugno a Chicago al Crossroad Guitar Festival. L’evento, organizzato da Eric Clapton, lo vede come unico chitarrista italiano presente. Purtroppo ha dovuto anticipare la sua partenza e non ha potuto essere qui ma ha già promesso che non mancherà a Musicultura il prossimo anno.”
Al suo posto è arrivato Eugenio Finardi e il suo immancabile “Extraterrestre”. La pioggia ha continuato a scendere leggera finchè Ennio Cavalli, giornalista Rai e raffinato autore di versi, ha iniziato a declamare la sua poesia. Il tema, chissà se casuale, è l’acqua “principio di tutte le cose”. Le sue parole suonano come un inno, il cielo sembra prenderlo come un invito e l’acqua comincia a scendere abbondante, continua. Gli ombrelli non bastano più, il pubblico comincia ad alzarsi e ad uscire ma lo show deve andare avanti e lo fa con l’assegnazione del Premio della critica: è Andrea Epifani e la sua canzone dedicata alle badanti ad aggiudicarsi i 5.000 euro messi in palio dalla Camera di Commercio di Macerata.
Fabrizio Frizzi, dal palco sempre più scivoloso, chiede più volte indicazioni “Possiamo andare avanti?” confidando in una risposta negativa che non arriva e si procede con la scaletta. I Dik Dik vengono presentati da un filmato che ripercorre le tappe della loro carriera sin dagli esordi e il resto è la loro musica, inconfondibile. Le parole “Cielo grigio su, foglie gialle giù, cerco un po’ di blu, dove il blu non c’è, sento solo freddo, fuori e dentro me, ti sogno California e un giorno io verrò” del loro successo “Sognando California” suonano come uno scherzo, quasi che la pioggia abbia scelto il momento migliore per diventare protagonista, senza curarsi di interrompere uno dei gruppi che hanno fatto la storia della musica. Il gran finale arriva prima del previsto e perde l’aura di solennità ma, qualunque sia la forma, la sostanza è che Serena Ganci è stata incoronata da Musicultura e riceve il premio da Corrado Mariotti, Presidente della Banca Popolare di Ancona. Per lei un assegno formato gigante e l’applauso dei pochi rimasti.
“Anche con la pioggia, lo Sferisterio è bellissimo” ha commentato Lallo dei Dik Dik. E la musica di Musicultura torna protagonista.
Foto di Guido Picchio

Il Sindaco Romano Carancini è rimasto al suo posto fino alla fine










ma una copertura per lo sferistereo no? tanto l’audio non mi sembra comunque ottimale…
quote: “tanto l’audio non mi sembra comunque ottimale…”
Complimenti bella questa barzelletta.
Ma il pregio maggiore dello Sferisterio non è l’acustica?
Ricordo di aver letto che come acustica lo Sferisterio supera anche l’Arena di Verona.
Ricordo bene?